TOSCANA: DIFFIDA ALL'AMMINISTRAZIONE. BASTA CASE AGLI EXTRACOMUNITARI  Segnala
Il caso della famiglia rumena accampata sotto il Comune è l'ennesima dimostrazione di parassitismo a danno degli italiani.

Diffido il Sindaco e l'Assessorato al sociale a dare casa a quegli extracomunitari accampati sotto il Comune. Se vogliono la casa, dato che il marito lavora, vadano a cercarsela come fanno gli italiani. Accamparsi sotto il Comune per pretendere diritti che non sono garantiti neppure ai cittadini carraresi, è un atto di becera arroganza contro tutti quelli che, con mille sacrifici, pagano centinaia di euro di affitto e fanno regolare domanda per l'assegnazione della casa popolare.
Io personalmente ho una fila infinita di persone che ricevo ogni giorno perchè vorrebbero la casa popolare. Gli ho aiutati a fare domanda e ad avere tutti i fogli in regola, anche se attualmente dormono in un fondo di 20 metri quadrati senza acqua calda e senza servizi igenici.
Non capisco perchè un italiano debba fare questa vita e una famiglia rumena, mettendo i figli in bella vista per colpire la sensibilità delle persone, debbano pretendere la casa popolare senza neppure aver fatto regolare domanda per tempo.
Dalle informazioni che ho, come al solito, il bando per le case popolari che uscirà a giorni è nuovamente pieno di extracomunitari che prenderanno la casa molto prima di centinaia di famiglie italiane. Quelle case sono state costruite con i soldi degli italiani e ora le concederemo ad affitti iniqui ad extracomunitari appena arrivati. Qui si lede al diritto di prelazione che gli italiani dovrebbero poter vantare per meriti di cittadinanza.
E mentre la sinistra continua con il suo assistenzialismo verso gli immigrati, nessun paese d'europa ha riservato garanzie a cittadini stranieri come invece si fa qui in Italia e sopratutto in Toscana.
Se daranno la casa a quegli extracomunitari annuncio che porterò intere famiglie italiane sotto il comune ad emulare l'atto dei rumeni. Dormirò con loro ed attenderò che anche a noi italiani ci venga riconosciuto, dopo una notte sotto il Comune, un nostro diritto.

Gianni Musetti