Venerdi, 18 Maggio 2012
| G.I. NOVARA - MORTE SCALFARO | Segnala |
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Mentre gran parte del mondo politico loda il defunto Presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro, proprio dalla sua città natale, Novara, giunge la voce fuori dal coro di Ivan De Grandis, Segretario Provinciale di Gioventù Italiana, il movimento giovanile del partito La Destra di Francesco Storace. Dalla sua pagina facebook (http://www.facebook.com/pages/De-Grandis-Ivan/101363073662) infatti dichiara “è naturale che si debba ricordare un uomo che ha ricoperto la più alta carica istituzionale di questo Stato, ma credo si debba guardare criticamente al suo operato. Non sto dalla parte di chi oggi ne vuole fare per forza un santo. Non solo fu responsabile del “ribaltone” del ’94, ma da magistrato a guerra finita mandò o contribuì a mandare al muro otto persone: Enrico Vezzalini, soldato valoroso e pluridecorato, Arturo Missiato, Domenico Ricci, Salvatore Santoro, Giovanni Zeno, Raffaele Infante (Condanne eseguite all’alba del 23 settembre 1945), Giovanni Pompa (Sentenza eseguita il 21 ottobre 1945) e addirittura a quasi otto mesi dalla “liberazione” (12 Dicembre 1945) chiese ed ottenne la condanna a morte di Salvatore Zurlo. Insomma almeno otto condanne a morte ottenute, sette eseguite nell’arco di otto mesi – e aggiunge - Un cattolico di ferro che pero’ da fascista passò in fretta dalla parte opposta e poi non disdegnò affatto lo scorrere del sangue della vendetta politica”. L’esponente della destra novarese si aggiunge così alle dichiarazioni del Senatore Storace che nelle scorse ore ha dichiarato «Cordoglio per chi muore, ma non dimenticheremo mai il ribaltone del '94 e la sua faziosità. Non c'è dubbio: non ricordo un presidente della Repubblica peggiore di lui» mentre oggi, in qualità di Consigliere della Capitale, lasciando l'aula Giulio Cesare durante il minuto di silenzio per la morte dell'ex presidente della Repubblica, ha detto ''Massimo rispetto per la memoria ma non condivido l'esaltazione del settennato di Scalfaro''.
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