| Contrastiamo il caro benzina e il caro-vita | Segnala |
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Il popolo italiano è all’affanno economico, a causa dei continui rincari dei beni di consumo e di prima necessità, del costante aumento dei prezzi dei servizi essenziali (una volta pubblici), dell’impossibilità di accedere ad un mutuo per l’acquisto della prima casa ed infine del caro-benzina. Il rialzo del prezzo del greggio è dovuto soprattutto dal potere di contrattazione dei paesi esportatori di petrolio che impongono il prezzo della benzina sui mercati internazionali. Il nostro Paese vittima del ricatto energetico internazionale, subisce in più il ricatto dei nostri governanti nazionali che in questi ultimi 50 anni non hanno saputo altro che aumentare le accise sui carburanti. Ad oggi il 60% del costo del carburante viene intascato dallo Stato per tasse assurde. Le accise infatti sono state utilizzate per reperire fondi o entrate pubbliche straordinarie, ma, una volta decise, non sono mai state rimosse dopo aver raggiunto lo scopo: 14 lire per la crisi di Suez del 1956; 10 lire per il disastro del Vajont del 1963; 10 lire per il terremoto del Belice del 1968; 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976; 205 lire per la missione in Libano del 1983; 22 lire per la missione in Bosnia del 1996; 39 lire (0,020 euro) per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004. Totale 485,9 lire pari a 0,25 euro per litro. Al termine dei conti possiamo contare una tassazione che costituisce più del 60% del prezzo finale di un litro di benzina. Infatti abbiamo: 1)accisa (sopra indicata); 2) Iva sul prezzo; 3) Iva sull’accisa (una tassa sulla tassa!) Questa situazione è ormai diventata insostenibile. Una tassazione così estrema dei carburanti non fa altro che rallentare lo sviluppo economico dell’Italia facendo aumentare vertiginosamente l’inflazione e il costo della vita delle famiglie italiane i cui redditi sono congelati ormai dal tempo dell’entrata in vigore dell’euro.
Paolo Chiarenza, portavoce provinciale Cuneo |











