COMUNICATO STAMPA LA DESTRA FROSINONE  Segnala
RESPONSABILE AREA EST Federazione provinciale La Destra
Luigi Gabriele

Nella proposta per l’abolizione  delle comunità montane  è necessario inserire nel dibattito l’abolizione  dei 10 consorzi di bonifica del Lazio. Delle 565 unità, solo  450 sono fissi e sono tutti amministrativi mentre solo 115 sono stagionali per i lavori di bonifica.

La regione Lazio è una delle poche che non ha messo in agenda politica la revisione dei consorzi di Bonifica cosa che invece sta accadendo in numerose altre regioni
Negli ultimi tempi in numerose zone della provincia ma nel Lazio in genere proprio l’inattività di questi enti ha aumentato i problemi legati allo smottamento e ai movimenti franosi dei territori, amplificati proprio dall’assenza di attività di manutenzione programmata.
Appare inoltre assurdo assistere alla trasformazione di questi enti in veri e propri ricettacoli dei politici trombati che in alcuni casi permangono anche per decenni a svolgere presidenti o consiglieri di amministrazione dei consorzio con stipendi che variano dai 2000 ai 3000 euro mensili.

Ricordo che, come stabilito dall’art. 54 del R.D. 215/33, “Possono costituirsi consorzi tra proprietari degli immobili che traggono beneficio dalla bonifica. I consorzi provvedono alla esecuzione, manutenzione ed esercizio delle opere di bonifica o soltanto alla manutenzione ed esercizio di esse.I consorzi possono altresì provvedere al riparto, alla riscossione ed al versamento della quota di spesa a carico dei proprietari, quando le opere di bonifica siano state assunte da persona diversa dal Consorzio dei proprietari” e sempre secondo lo stesso decreto all’art.11 comma 1 “La ripartizione della quota di spesa tra i proprietari è fatta, in via definitiva, in ragione dei benefici conseguiti per effetto delle opere di bonifica di competenza statale o di singoli gruppi, a sé stanti, di esse; e in via provvisoria sulla base di indici approssimativi e presuntivi del beneficio conseguibile.”
Considerato che molti di coloro a cui è richiesto il pagamento del contributo di bonifica esprimono il loro disappunto, in numerosi casi più che legittimo, perché supportato anche da numerose sentenze della Corte di Cassazione S.U. dove si precisa in modo inequivocabile cosa si deve intendere per beneficio nei riguardi di un determinato immobile a seguito di interventi sul territorio da parte di Enti (Cfr. Cass. S.U. n. 7511/93; Cass. S.U. n. 4144/96; Cass. S.U. n.
8957/96; Cass. S.U. 8960/96; Cass. S.U. n. 16428/07; Cass. S.U. n. 4055/07; Corte Costituzionale 66/92). Nel 1984 la Cassazione e le Sezioni Unite Civili, con la sentenza 877, stabilisce che l’esistenza del beneficio è necessaria per potere legittimamente pretendere il contributo di bonifica e, in assenza, in capo al contribuente vi è un diritto soggettivo all’esonero dalla contribuzione. Nel 1996 la Cassazione a Sezione Unite torna sull’argomento e, oltre a chiarire ulteriormente i contenuti del beneficio, stabilisce, con le sentenze 8957 e 8960, che l’onere della prova del beneficio, se contestato, è a carico dell’ente impositore, cioè il Consorzio di Bonifica;appare ridicolo oggi assistere alla lettura di lettere come quella che accompagna le bollette per la riscossione, inviate dal consorzio Conca di Sora dove, il presidente che da oltre 15 anni dirige l’ente tenta di giustificare la riscossione mediante criteri di prelievo tributario(vedi lettera allegata al comunicato stampa);
Considerando che oltre ai Consorzi di Bonifica l’attività di bonifica, in alcune zone, è esercitata direttamente dalle Comunità Montane portando si manifesta, non solo, ad una sovrapposizione di compiti, ma anche, a seconda degli interventi, all’utilizzo di forze esterne agli enti costringendoli ad appaltare i lavori. Questo è dovuto, soprattutto, alle dimensioni della struttura operativa che non può svolgere l’attività necessaria con mezzi propri;


Chiedo al presidente del consiglio regionale del Lazio Abruzzese, ai capigruppo dei partiti, La Destra, UDC, Lista Polverini e PDL della Regionale della Lazio :
A) di abolire i consorzi di bonifica;
B) promuovere Proposte di legge regionali e nazionali finalizzate , a:

-  nell’immediato eliminare la presenza di politici dagli organi amministrativi dei Consorzi (Consiglio dei
Delegati dei Consorzi e Deputazione Amministrativa);
- a non attribuire competenze di bonifica alle Comunità Montane;
- a non allargare il numero dei contribuenti con l’istituzione di altri consorzi;
- richiedere il contributo per la bonifica solamente a quei soggetti che traggano dall’attività
di bonifica un beneficio diretto.


Frosinone