Venerdi, 18 Maggio 2012
| CAROPRESO PRESENTA UNA MOZIONE PER L'INTITOLAZIONE DI UNA STRADA AI "MARTIRI DELLE FOIBE" | Segnala |
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ORIOLO ROMANO - Nell'approssimarsi della ricorrenza dei Martiri delle Foibe, che si terrà il 10 febbraio, il Consigliere Comunale de La Destra Gabriele Caropreso, rappresentante del gruppo di minoranza "Uniti per Oriolo", attraverso una mozione da lui presentata propone l´intitolazione di una via, una piazza o un largo del Comune di Oriolo Romano ai "Martiri delle Foibe".
Per il Consigliere de La Destra questo è : "un atto dovuto alla memoria dei 25 mila Italiani che furono uccisi dopo aver subito indicibili torture e violenze; molti di loro ancora vivi, furono gettati nelle foibe, le voragini rocciose presenti nella regione carsica. Un atto per ricordare ufficialmente, quei
350.000 esuli colpevoli solo di essere Italiani e che, furono costretti ad abbandonare le proprie terre e case per sfuggire alle persecuzioni dei comunisti jugoslavi, o per non rinuciare al sacro diritto di cittadinanza Italiana.
Con la legge n. 92 del 30 marzo 2004 la Repubblica Italiana ha istituito il 10 febbraio quale "Giorno del Ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell´esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. In altri Comuni Italiani mozioni del genere sono già state approvate all´unanimità da tutti gli schieramenti, sarebbe quindi una buona occasione per dimostrare anche ad Oriolo, che una conciliazione storica è possibile e che tutto il Consiglio si trovi concorde nel riconoscere la bontà dell´iniziativa, superando le divergenze politiche, perché la memoria di un dramma storico non dove essere strumentalizzata da nessun colore di appartenenza".
Con questa proposta, Caropreso auspica che anche Oriolo Romano si unisca alle altre centinaia e centinaia di comuni Italiani che con la toponomastica hanno voluto ricordare e stanno ricordando il sacrificio di centinaia di migliaia di italiani delle terre orientali che, tra il 1943 e il 1960, furono uccisi o dovettero abbandonare la loro terra a causa della pulizia etnica attuata dai comunisti jugoslavi del Maresciallo Tito.
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