AI MARGINI DELLA FESTA DELL'ORGOGLIO TRICOLORE  Segnala
Ai margini della Festa dell’Orgoglio Tricolore  L’Anpi di Lucca ha emesso il seguente comunicato:

A pochi chilometri da dove si è consumata una delle stragi più sanguinose, quella del Padule di Fucecchio (che il 23 agosto 1944 costò la vita, è bene ricordarlo, a 175 civili), e a poco tempo dalla commemorazione dell’eccidio, si terrà per ben tre giorni un raduno di stampo nazifascista, che vedrà partecipare personaggi come Roberto Fiore e Adriano Tilgher, mentre il programma annuncia tra gli oratori anche i sindaci di Chiesina Uzzanese e di Prato, oltre alla partecipazione dei dirigenti de La Destra.
Non possiamo nascondere neppure di sentirci profondamente addolorati dal fatto che a concedere lo spazio (e non è la prima volta) per questa inaccettabile manifestazione sia stata un’amministrazione guidata dal Pd.
Come ANPI, che oltre alla conservazione della memoria ha tra i suoi obiettivi anche la promozione e il richiamo al rispetto della nostra Costituzione nata dalla Resistenza, ricordiamo che questi movimenti infrangono sistematicamente diverse leggi e che si pongono in netto contrasto con i principi della Carta fondamentale.
Questo vogliamo rammentare agli amministratori che con tanta leggerezza hanno messo a disposizione una piazza, auspicando contemporaneamente un intervento di più livelli istituzionali in merito a questo fatto gravissimo".
- Anpi, sezione di Lucca -

Ci dispiace che queste associazioni ad oltre 60 anni dalla fine di una guerra debbano ancora costruirsi un nemico e vedere i nazifascisti in agguato per potersi dare una ragione di vita.

Si diceva un tempo: Sveglia che la guerra è finita! Fino a dieci anni fa nelle isolette del Pacifico si trovava ancora qualche sperduto soldato giapponese in armi che aspettava gli Americani per impedire loro lo sbarco, ma era gente fedele all’imperatore che aveva perso i contatti con la civiltà e viveva sola senza informazioni, senza comunicazioni, senza contatto con la realtà, se non gli ordini ricevuti oltre 50 anni prima. Abnegazione e coraggio.

Qui invece abbiamo gente informata che pretenderebbe di svolgere un lavoro di memoria storica ed invece si perde nella caccia ad un nemico che non c’è più, che non li cerca più e quindi toglie loro la stessa ragione di esistere. Peccato! Se invece di offendere e perdersi in cacce alle streghe, si fossero dedicati, senza livore e senza rancore, dopo tanti anni a ricostruire, insieme agli ultimi reduci della RSI, la vera storia di un nostro doloroso passato, forse ci avrebbero aiutati ad uscire dalla grave crisi di valori cui ci ha condotto una guerra persa ed il modo in cui l’abbiamo persa.

Così non è ed allora protestano se qualcuno si offre al confronto ed al dibattito. Sarà un fatto di intelligenza, sarà un fatto generazionale, ma non se  ne può più.