A CASERTA IL PDL, SALVA LA GIUNTA DI SINISTRA. NESSUNA DIGNITĄ DA CONSERVARE  Segnala
Una nuova pagina nera è stata scritta dalla politica campana la quale, irrefrenabilmente, continua a perorare il proprio interesse a scapito della dignità, dell’integrità, politica ed intellettuale.
Mai quanto oggi, i termini “rinnovamento e cambiamento” assurgono carattere meramente demagogico, all’ombra dei quali mantenere immutato lo status quo, fin quando ci sia modo di trarne utilità personale.
A Caserta, però, si è sforati il limite del farsesco.
Accade, quindi, che quando le manovre dell’amministrazione in carica, targata PD, non bastano, ecco intervenire a soccorso l’opposizione di centro-destra. E’ il caso delle scorse votazioni comunali per l’approvazione del bilancio di previsione. Un appuntamento anticipato da mesi di discussioni e scontri, dove persino il direttivo regionale del PD ha accusato il Sindaco Nicodemo Petteruti, appartenente alle proprie file, di non aver realizzato alcun punto del programma politico presentato, perdendo il consenso popolare e causando danni sia alla collettività che all’immagine del suo stesso partito.
Nessuno ha lesinato attacchi crudi, quanto veritieri. Dalle dimissioni del vicesindaco Pasquale Corvino, capogruppo dei socialisti e coordinatore cittadino del Nuovo PSI (insieme ai 2 Consiglieri in quota), alla virata, in opposizione, del Consigliere IDV.
La conduzione “inspiegabile” del Sindaco Petteruti, ha causato perfino l’allontanamento di Gigliofiorito, (Assessore), Capobianco (Consigliere ed ex assessore provinciale) e Barbato (Consigliere), tutti sotto l’effigie del PD.
Insomma, tra vecchi e nuovi malumori, una maggioranza risicata ad un solo voto (21 consiglieri a 20), e le ire della comunità casertana, testimone adirata e giudice della inattività comunale, dopo 4 anni di bagarre sembravano finalmente udibili le “campane a morto” per la coalizione di
sinistra.
Invece, un “opportuno malore” del Consigliere del PDL (che era stato anticipato come un impegno medico improrogabile per la suocera ma si è tramutato in un forte calo di pressione in corso d’opera), Emilio Caterino, ha salvato in extremis la votazione del bilancio e, di fatto,
l’amministrazione comunale.
La questione ha sollevato le ire di alcuni Consiglieri pidiellini, tra i quali Nello Spirito, il quale dichiara di aver incontrato Caterino in consiglio, e di averlo trovato in perfetta salute, per cui, si trova incapace di motivarsi come, nessuno, abbia potuto notare il “malore” del collega.
Ancora più duro l’ex Presidente della Provincia, Riccardo Ventre, il quale cala, inesorabile, la mannaia della critica inappellabile, ripercorrendo le innumerevoli occasioni nelle quali, i consiglieri d’opposizione, hanno disertato votazioni importanti, ad evidente beneficio della maggioranza.
Fino ad annoverare l’increscioso accadimento dell’anno precedente Quando - ricorda Ventre - Davanti alla porta del notaio Di Caprio assistetti con i miei occhi alla scena di un consigliere del PDL che piangeva sulla spalla di Gennaro Coronella (vice coordinatore provinciale PDL.
Ndr) perché non voleva assumersi la responsabilità di firmare. Mentre un altro se ne andò via alla chetichella -.
Ma è di ben altra portata la spiegazione che, l’ex presidente provinciale, fa dell’accaduto dichiarando che: - Dietro quello che è accaduto c’è lo scontro in atto tra gli ex An e quelli di Fi. I primi temevano l’arrivo di un commissario prefettizio eterodiretto dall’alto, che li tenesse ai margini per un anno dall’attività amministrativa - .
Un interesse “di poltrona” potremmo dire, aggravato dall’indecenza della complicità con un’amministrazione platealmente incapace e deleteria per la collettività. Innanzi a tanto, non c’è scusa che tenga. Il PDL deve intervenire con sanzioni esemplari. Almeno che non voglia pagare lo scotto di questo “libertinaggio” con la fiducia, ed il voto, della popolazione.
La Destra, che ha partecipato alle scorse votazioni provinciali e regionali in coalizione con il PDL, ha mantenuto intatte la propria autonomia ideologica e, soprattutto, la coscienza sociale. Per questo la Federazione Provinciale di Caserta, non può che condannare la gestione utilitaristica
della politica portata avanti da una parte della maggioranza, che lede, per proprio tornaconto, la dignità di tutta la categoria politica.
E’ un affronto alla città di Caserta. Un affronto all’impegno politico. Uno smacco alla rispettabilità casertana ed alla sua cittadinanza, già provata, esasperata da una politica opportunista ed incongruente che, ormai, ha perso completamente di vista il bene comune.
Ma dimostra sempre più attenzione ai propri privilegi di casta.

Esecutivo Provinciale
LA DESTRA
Federazione Provinciale di Caserta