Sabato, 31 Luglio 2010
VITA DI PARTITO
PARMA . L'EMBLEMATICA STORIA DELL'AZIENDA GRECI DI GAIONE
C'è una vicenda di cronaca economica locale che ben si presta a rappresentare i peggiori, odiosi aggiungerei, vizi di questa nostra città, nella quale sembra che una cortina di fumosa, vetusta, presuntuosa e aristocratica spocchia, nasconda un sistema di potere clientelare, "mafioso", tutto provinciale, nel quale il blasone del cognome illustre, il clan al quale si è affiliati o il giro esclusivo di appartenenza, contano di più degli effettivi meriti personali e professionali.

Generalizzando e banalizzando, potrei dire che dietro a tutto quel fumo, che amministratori politici vanitosi e imprenditori illuminati ci propinano nel loro turlupinare di eccellenze, qualità, efficienza (e magari bilanci magicamente in ordine) si celi un modestissimo, bruciacchiato e inconsistente arrostino (magari di maiale con rispetto parlando).

Il fatto in questione è la richiesta di concordato fallimentare inoltrata al Tribunale  DI PARMA da una delle Aziende storiche del tanto decantato agroalimentare parmigiano: la Greci di Gaione.

Un lettore attento, che avesse qualche memoria dell' intervista al giovane rampollo della famiglia Greci, pubblicata da un autorevole settimanale economico esattamente un anno fa (giugno 2009), potrebbe rimanere sorpreso.

Come, quel Greci lì? Si proprio quello.

Nella lunga intervista, il laureato nonché "masterizzato" alla Bocconi, dopo una serie di autocelebrazioni della propria dinastia dall'alto lignaggio, ed un poco elegante elenco di proprietà di famiglia ( terreni, palazzi, ville) proclama che la Greci è florida e che sta pensando di crescere ancora investendo nel Mar Nero per costituire un vero e proprio polo agroalimentare.

Qua e là erano riportati alcuni numeri relativi all'azienda (che il giornalista un po' ingenuo, per non dire peggio, ha l'ardire di definire una piccola Findus emiliana) che ha i colori del bianco (il latte e il formaggio prodotti) e del rosso (il pomodoro e i bilanci si potrebbe aggiungere): nel 2008 l'azienda fatturava 18  milioni di euro, con un asset patrimoniale valutato 50 milioni di euro e un debito a lungo di 16,5 milioni di euro.

L'intervista si chiudeva con l'annuncio della grande area residenziale che potrebbe nascere sui 50 mila metri quadri degli stabilimenti (grazie al "generoso" cambio di destinazione d'uso dei terreni concesso dall'Amministrazione comunale di Parma) e con la denuncia di alcune perdite subite dal caseificio, "ma solo a causa dell'insipienza degli amministratori del Consorzio" si affretta a dire (dimenticando che suo padre è consigliere del Consorzio stesso da tempo immemore).

Mi si perdoni l'eccesso di astio o di ironia: in effetti tutte le volte che un impresa in dissesto è costretta a chiudere vi sono drammatiche conseguenze per la proprietà, per i dipendenti e per la società nel suo complesso. E l'humana pietas è d'obbligo. Tuttavia senza infierire oltre e dal momento che oggi l'azienda vanta 40 milioni di debiti ed è costretta a chiudere, mi preme dire che:

1) un impresa anche se privata e di proprietà familiare, è un soggetto sociale, non un bene proprio di chi lo possiede. Non si possono sempre privatizzare gli utili, e scaricare i passivi sulla società;

2) un imprenditore può essere più o meno capace e più o meno fortunato (Sordi ne "Il vedovo"asseriva che negli affari è tutta questione di fortuna) ma dovrebbe almeno essere sincero ( o non essere bugiardo se volete, almeno per il rispetto dovuto agli operai che già alla data di pubblicazione dell'intervista avevano le magre mensilità di stipendio arretrate non pagate);

3) mi chiedo com' è stato possibile, per un azienda del genere, raggiungere un tale livello d'indebitamento. Se anzichè Dottor Greci si fosse chiamato Giuffredi o Schivazappa (faccio nomi a caso) come si sarebbero comportate le banche? Sarebbero state altrettanto generose?

4) Sembra che una delle Banche più esposte sia la Banca Monte dove il cugino Gilberto Greci è presidente della Fondazione; non è che dietro questa bella e nobile battaglia per il mantenimento della "parmigianità" dell'Istituto locale oggi al centro del dibattito politico (dopo essere stata al centro di un'ispezione di Bankitalia durante la quale sono emerse diverse anomalie di gestione e di conduzione) vi sia la volontà di continuare ad operare secondo il metodo "mafioso" di aiutare il ristretto circolo degli amici e gli amici raccomandati degli amici, in barba ad ogni principio meritocratico?

Una storia triste, insomma, ma emblematica e sulla quale sarebbe utile aprire una profonda riflessione.

Priamo Bocchi  (Segretario cittadino La Destra Parma)
 
COMUNICATO PER LA STAMPA LA DESTRA MILANO
A Legnano il Prg è stato approvato nel 2003. Più volte l’Amministrazione comunale ha precisato che il Prg è stato steso tenendo in considerazione la nuova L.R. 12/2005, legge che prevede l’adozione del Pgt in ogni comune. Ma nonostante le indicazioni, a distanza di cinque anni dall’entrata in vigore della legge 12/2005 il Comune di Legnano non si e dotato ancora di Pgt.

Come mai una città come la nostra, con una guida politica identica a quella che ha “partorito” il Prg che continua ad attuarlo, e quindi non lo sconfessa, non riesce a stringere i tempi per dar vita ad una trasformazione in Pgt  che dovrebbe essere quasi automatica?
E’ incapacità politica o gestionale, non si hanno idee o è un disegnato e voluto immobilismo per la “paura” di dover fare delle scelte?
Una cosa è certa….una città come la nostra, non si può permettere e non merita una situazione di stallo simile; ha l’urgente necessità di concorrere ad essere “competitiva”, nel bacino dell’altomilanese, in modo di poter cogliere tutte le occasioni di sviluppo ed imprenditoriali che nel futuro si possono presentare a partire dall’Expo 2015.  La sensazione è che non ci sono idee, che si miri a vivacchiare  non scontentando nessuno.  Chi ha dato fiducia a questa maggioranza “esige” che si facciano scelte per il bene della collettività e non fare come gli struzzi, mettere la testa sotto la sabbia, far passare il più presto possibile cinque anni, per poi ripresentarsi alle prossime elezioni con il vestito “nuovo” e qualche slogan d’effetto. Attenzione i cittadini legnanesi non ci cascheranno più.


LA DESTRA
Coordinatore Zona Altomilanese
GIOVANNI MAURIELLO

 
PROSTITUZIONE, AMBROSETTI: «ORDINANZA SINDACO ALEMANNO E' COLABRODO»
«Ma basta con questa prostituzione sulle strade, soprattutto nella zona di Eur, lungo la Colombo, la Pontina, la Laurentina e nella periferia dell'Ardeatina, nella zona di Santa Palomba, ormai diventata terra di nessuno, fino ad arrivare al santuario del Divino Amore, è una vergogna, l'ordinanza del Sindaco Alemanno è come un colabrodo, in che modo la questa ordinanza potrà fermare la prostituzione sulle strade? Come può dimostrare un tutore delle forze dell'ordine che una donna in prossimità di un marciapiede si stia prostituendo? Come può dimostrare che un cliente stia pagando una prestazione? Ancora una volta ci troviamo di fronte alla politica degli annunci su sicurezza e prostituzione, come ci sta abituando in questo periodo la giunta capitolina, ogni giorno leggiamo, controlli delle forze dell'ordine, multati i clienti, segnalate di qua, segnalate di la, ecc. ecc. ma in realtà tutto rimane come era, c'erano prima e adesso sono aumentate».
Lo afferma in una nota il segretario de La Destra di Storace del XII Municipio Eur, Stefano Ambrosetti. «Ormai la giunta capitolina ci sta abituando a grandi proclami, in verità - continua - mai hanno risolto questo problema e altri riguardanti la sicurezza e degrado, basta girare per Roma e vedere lavavetri ai semafori, si spostano il problema nomadi da campo a campo, gli accampamenti abusivi la fanno da padrone, e allora basta, non se ne può più, forse - conclude Ambrosetti - servirebbe più destra all'interno della giunta capitolina per dare una giusta risposta al problema sicurezza e degrado, altro che grandi annunci, i cittadini vedono e provvederanno tra qualche anno a ripagare l'inefficienza di questa giunta».
 
COMUNICATO STAMPA LA DESTRA NAPOLI
Allarme Sanità a Napoli, urgente un incontro con il Presidente Caldoro!
Il dott’ Giovanni Papa,segretario Napoletano della Destra,ed il Consigliere Regionale Carlo Aveta,in un incontro con operatori del settore sanitario,hanno manifestato tutte le perplessità e le preoccupazioni  del loro Partito in merito alla piega presa dalla situazione sanitaria in città ed in Provincia.
”La Destra esprime solidarietà ai dipendenti della casa di cura Villa Russo da sei mesi senza stipendio,costretti ad azioni violente per rivendicare  diritti sacrosanti da tempo calpestati,e manifesta grave preoccupazione per l’allarme igienico-sanitario negli Ospedali per lo sciopero dei 1300 dipendenti delle ditte di pulizia anch’essi senza stipendio;con la probabile interruzione dei ricoveri nei prossimi giorni,aggravando un’assistenza sanitaria già messa in crisi dalla carenza di personale medico e paramedico.
I due esponenti della Destra hanno  chiesto  inoltre un incontro ufficiale al Presidente della Giunta Regionale della Campania,per conoscere anche quali urgenti provvedimenti intende assumere per scongiurare lo sciopero delle Farmacie Napoletane già programmato per il prossimo 15/07/2010,Farmacie anch’esse senza pagamenti da molti mesi, con grave ripercussione sull’utenza e gravi preoccupazioni di ordine occupazionale.
 
COMUNICATO STAMPA LA DESTRA SORA
Revoca delle deleghe, è l'ultimo disperato tentativo di Casinelli di salvare la faccia

...........................................................dich.di Luigi Gabriele.................................

Ormai possiamo dire che il sindaco di Sora è definitivamente arrivato alla frutta. Con un'opposizione consiliare  seria e non compiacente, questo problema  si sarebbe risolto già da molto tempo. Purtroppo i balletti a cui ci hanno abituato  in questi anni con passaggi frequenti e repentini da una parte all'altra della barricata, con la totale assenza di serie politiche di opposizione, il risultato non poteva altro che essere l'instabilità estrema e la sopravvivenza alla carlona. E' ovvio che la maggioranza mutevole di Casinelli con una Giunta del tutto inadeguata  sotto il profilo amministrativo, hanno reso la città di Sora una delle più problematiche dell'intera provincia.
Il tentativo odierno del sindaco pro-tempore, come già quelli precedenti, di revisionare il suo assetto amministrativo, finiranno con il creare il solito buco nell'acqua, come già la  famosa temporanea  auto-sospensione dell'anno precedente e del programma di fine consiliatura, disatteso come i programma di inizio, sono solo brutti momenti da dimenticare.
E' inutile che con queste manovre Casinelli voglia ridarsi una verginità politica agli occhi dei cittadini, ormai è già passato alla storia come il sindaco della peggiore amministrazione degli ultimi 40anni.
Non ci sentiamo più in grado di dare consigli, anche perché come partito siamo impegnati da mesi a costruire le nostre liste e a individuare interlocutori adatti con cui apprestarci ad amministrare Sora, ma almeno un ultimo consiglio ci sentiamo di elargirlo: Sindaco si goda la pensione e lasci ai posteri l'arduo compito di risanare la città.
Dopo che si sono avvicendati già 7 assessori e sono stati avvistati 6 consiglieri saltafosso, quale altra possibilità  vuole dalla città?
I cittadini non hanno tempo  per questi teatrini, essi hanno problemi ben più grandi che si chiamano: disoccupazione, crisi economica, crisi sociale , declino politico; non sono disposti ad accettare che i suoi consiglieri e i pupilli assessori si ritaglino l'ultima disperata opportunità per fare campagna elettorale, faccia un gesto da uomo, lasci tutto e vada a casa

 
INCONTRO TOSCANO CON IL SEGRETARIO NAZIONELE DE LA DESTRA
Venerdì 9 Luglio  alle ore 14.00 il segretario nazionale de" la DESTRA" , Francesco Storace ,incontra i dirigenti toscani del partito presso l'hotel Settentrionale Esplanade, via Grocco, nell'ambito delle visite concordate in ogni regione per programmare l'attività  politica seguente alla pausa estiva.
Ilaria Michelucci Pancioli
Segretario Comunale la DESTRA Montecatini

 
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