Domenica, 05 Febbraio 2012
VITA DI PARTITO
APELLO AI CITTADINI DI PISTOIA E PROVINCIA
La DESTRA  TOSCANA continua la marcia di avvicinamento alla grande manifestazione del prossimo 4 febbraio, quando a Roma sfileremo insieme a tutti gli italiani,indipendentemente dal loro colore  politico ,per dire no al governo Monti, il governo delle tasse e delle banche .
 
Nei giorni che ci separano da quella data, sono stati fissati una serie di appuntamenti su tutto il territorio toscano: il 21 e 22 ,ed i 28 e 29 GENNAIOI prossimi saremo presenti in tutti i capoluoghi di provincia, con i nostri gazebo, per promuovere la manifestazione e raccogliere  le prenotazioni per i pulmans che il 4 febbraio porteranno GRATUITAMENTE a Roma tutti coloro che questo governo non lo vogliono.
 
Facciamo appello a tutti i singoli cittadini toscani, alle Associazioni, alle Categorie economiche e produttive, agli Studenti, ai Lavoratori, ai Pensionati ad unirsi a noi con le loro bandiere e striscioni per dimostrare contro questo governo che affama lavoratori e pensionati ma che non tocca banche, assicurazioni e centrali del potere economico.
 
Oggi non è più tempo di contrapposizione per schieramento, le categorie politiche sono cambiate: da una parte chi vuole concentrare la ricchezza nelle mani del minor numero possibile di grandi ricchi, dall'altra chi invece si batte per la tutela dei diritti e della dignità dei singoli, per la difesa dell'armonia sociale di una comunità, per la garanzia all'esistenza dignitosa di un popolo. E' questa la grande sfida che abbiamo davanti: se il nostro presente sta diventando estremamente difficile, è seriamente in gioco il nostro futuro ed ancor più quello dei nostri figli!!


Adriano TILGHER  
Segretario Regionale 

Guseppe FIORE
Segretario Provinciale La DESTRA-ToscanaLa DESTRA-Pistoia    
 
Per informazioni generali sulla manifestazione , adesioni, percorso,orari ,consultare il sitowww.4febbraio.it
 
Per PISTOIA e Provincia  tel 3922837810                
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CAROPRESO PRESENTA UNA MOZIONE PER L'INTITOLAZIONE DI UNA STRADA AI "MARTIRI DELLE FOIBE"
ORIOLO ROMANO - Nell'approssimarsi della ricorrenza dei Martiri delle Foibe, che si terrà il 10 febbraio, il Consigliere Comunale de La Destra Gabriele Caropreso, rappresentante del gruppo di minoranza "Uniti per Oriolo", attraverso una mozione da lui presentata propone l´intitolazione di una via, una piazza o un largo del Comune di Oriolo Romano ai "Martiri delle Foibe".
Per il Consigliere de La Destra questo è : "un atto dovuto alla memoria dei 25 mila Italiani che furono uccisi dopo aver subito indicibili torture e violenze; molti di loro ancora vivi, furono gettati nelle foibe, le voragini rocciose presenti nella regione carsica. Un atto per ricordare ufficialmente, quei
350.000 esuli colpevoli solo di essere Italiani e che, furono costretti ad abbandonare le proprie terre e case per sfuggire alle persecuzioni dei comunisti jugoslavi, o per non rinuciare al sacro diritto di cittadinanza Italiana. 
Con la legge n. 92 del 30 marzo 2004 la Repubblica Italiana ha istituito il 10 febbraio quale "Giorno del Ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell´esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. In altri Comuni Italiani mozioni del genere sono già state approvate all´unanimità da tutti gli schieramenti, sarebbe quindi una buona occasione per dimostrare anche ad Oriolo, che una conciliazione storica è possibile e che tutto il Consiglio si trovi concorde nel riconoscere la bontà dell´iniziativa, superando  le divergenze politiche, perché la memoria di un dramma storico non dove essere strumentalizzata da nessun colore di appartenenza".
Con questa proposta, Caropreso auspica che anche Oriolo Romano si unisca alle altre centinaia e centinaia di comuni Italiani che con la toponomastica hanno voluto ricordare e stanno ricordando il sacrificio di centinaia di migliaia di italiani delle terre orientali che, tra il 1943 e il 1960, furono uccisi o dovettero abbandonare la loro terra a causa della pulizia etnica attuata dai comunisti jugoslavi del Maresciallo Tito. 

 
LA BANCA COME MARIA ANTONIETTA, NON PIU' BRIOCHES MA BIGLIETTI DEL CINEMA!
<<Se non hanno pane che mangino brioches!>>. 
Popolare a chi?
2,5 milioni di euro per un film, una cifra enorme per noi comuni mortali, ma  a quanto pare non per la "San Felice 1983 Banca Popolare" di San Felice sul Panaro in provincia di Modena, che ha pensato bene di investire la somma in un film ("Benvenuti al Nord"),  anzichè aiutare il territorio che l'ha fatta crescere. 
 
Così finiscono gli aiuti di stato ed europei alle banche?
 
E' intollerabile per il senso comune, per quei giovani che allo sportello si vedono negare il mutuo per un monolocale; per l'artigiano, il commerciante, il piccolo imprenditore che si sentono rifiutare il finanziamento per poter continuare strenuamente ad andare avanti e salvare posti di lavoro. 
 
E tocca anche sentire che la banca, che definire "Popolare" è un affronto, ha la sfacciataggine di dichiarare di aver investito in "un'iniziativa meritevole con programmi e prospettive".
 
Evidentemente il lavoro ed i lavoratori, le famiglie, non sono "programmi così meritevoli" per lorsignori! 
 
Chissà se chi è senza casa o senza lavoro avrà in mente di andare a vedere questo film. 
 
Insomma al piccolo imprenditore costretto a chiudere, ai lavoratori licenziati, a quei giovani che non potranno aprire un'impresa o formare una famiglia, la banca di San Felic e in provincia di Modena     consiglia di farsi due risate...ovviamente pagando il biglietto (intero).

Roberto Lodi 
Segretario Regionale "La Destra"
 
MENCONI: "PASSAGGI AIUTO CONTRO L'INQUINAMENTO : IL COMUNE CONSIGLIA PASSAGGI IN AUTO"
Passaggi in auto per risparmiare e contro l’inquinamento, ma è questa la strada giusta? Ringraziamo pubblicamente l’assessore Lina Coppa che, in qualità di innovazione, ci consiglia un metodo (inglese?) che sembrerebbe riscoperto nel 2012, il Car Pooling, ossia, come si legge sul sito del comune “il modo per condividere percorsi in automobile tra persone che devono raggiungere i medesimi luoghi o comunque percorrere parti di un medesimo itinerario”. In pratica per chi non è tanto avvezzo alle lingue straniere, che poi complicano azioni semplicissime, stiamo parlando del passaggio in auto. Vorrei rivolgermi alla gentilissima assessore dicendo che quanto consiglia ai cittadini massesi, è una pratica vecchia come il mondo utilizzata (questi innovatori!) dai lavoratori, dagli studenti, dai genitori che portano e riprendono i figli a scuola, dalle famiglie che accompagnano i ragazzi a fare sport, dai giovani che vanno in discoteca e dagli autostoppisti, tutti questi certo per ragioni economiche. Tale buona abitudine soprattutto dal punto di vista sociale, non è certo la cura giusta per combattere l’inquinamento. Lei propone di sperimentarla (ma siamo così indietro secondo lei a Massa?)  in quanto  condurrebbe sulla strada per il risparmio energetico, ad abbassare le emissioni e giustamente anche a risparmiare sulla benzina, visto i costi, però non va del tutto contro a quelle direttive che invece i suoi colleghi hanno sempre sostenuto in campagna elettorale, sulla stampa e tramite tutti i canali: di usare i mezzi pubblici a discapito di quelli privati? Ma proprio la sinistra non era quella degli incentivi per le biciclette ecologiche, dell’invito alla sana passeggiata per la quale l’amministrazione ha realizzato anche percorsi, dell’invito a lasciare a casa le proprie auto per limitare il traffico usando autobus e treni? Oppure ci sono progetti per tagliare i mezzi pubblici per cui meglio ricorrere alla propria auto? Non si dovrebbe invece andare verso altre direzioni,  pensare, per esempio a come evitare ai giovani di circolare di sera in cinque in auto, quando il sabato notte escono dalle discoteche, e creare per loro una rete di mezzi pubblici che li accompagni a qualsiasi ora a casa o almeno vicino casa, rassicurando le famiglie e rendendo le strade più sicure? 

Grazie, Filippo
 
Filippo Menconi
Segretario Provinciale Massa Carrara e Lunigiana
Membro del Comitato Centrale 


 
MENCONI (LA DESTRA): ENNESIMO CASO DI MALASANITÀ AL PRONTO SOCCORSO DI MASSA
Sabato sera, pronto soccorso di Massa: padre e madre accompagnano il proprio figlio di tre mesi e mezzo, con difficoltà respiratorie per una forte tosse, affinché gli siano prestate le dovute cure mediche. Aspettano fuori per ben quaranta minuti, suonando il campanello per almeno cinque volte: nessuno risponde, nessuno si chiede cosa stia succedendo, nessuno si preoccupa, e stiamo parlando di un pronto soccorso.
I due si erano recati al pronto soccorso per ottenere subito una radiografia, necessaria per portare poi il piccolo all'Opa: ciò non è stato possibile, perché nessuno, nell'arco di quasi trequarti d'ora, nessuno si è presentato alla porta. Il bambino è stato quindi portato direttamente all'Opa, a cui è stato prescritto un antibiotico: potrebbe avere la pertosse.
Il tutto, lo ricordiamo, è successo a un bambino di nemmeno quattro mesi, il quale avrebbe potuto avere anche di peggio. Se al suo posto ci fosse stato un bambino con un problema ben peggiore? O chiunque altro con una grave urgenza di cure? Non osiamo immaginare il caso che ne sarebbe saltato fuori.
Questo non è che l'ennesimo caso di malasanità sul territorio apuano, riportatoci volontariamente dai due coniugi, che adesso valuteranno l'eventualità di sporgere denuncia presso i carabinieri.
Il tutto, a causa di una mancanza di personale presso il pronto soccorso causata dallo stato in cui si trova l'Asl nella nostra provincia: centinaia di milioni di Euro di debito, che gravano inevitabilmente sulle spalle dei cittadini, gli unici che andranno a rimetterci in termini di servizi e assistenza. Per quanto tempo ancora i massesi dovranno tollerare una situazione che fa decisamente poco onore alla tanto decantata sanità toscana?

Filippo Menconi
Segretario provinciale La Destra Massa Carrara
 
ROMA - NON SI PUO’ MORIRE A 38 ANNI PERCHE’ IL COMUNE NON METTE IL GUARD RAIL
“ Avevo diffidato il segretario direttore generale di Roma Capitale ed il direttore del VII Dipartimento per mettere immediatamente in sicurezza via del Foro Italico, dopo l’ennesimo incidente stradale mortale, come previsto dal Decreto Ministero Infrastrutture e Trasporti del 21 giugno 2004, ma non vedo alcun risultato. Non si può morire a 38 anni perché l’amministrazione non ha installato 21 metri di guard rail su un viadotto, né possiamo aspettare altri eventi luttuosi per ottenere un nostro diritto; per un episodio analogo la Corte D’Appello di Messina ha condannato nel 2011 i dirigenti del Consorzio Autostrade Siciliane a un anno e sei mesi per omicidio colposo plurimo. Oggi ho richiesto al Procuratore della Repubblica di  aprire un’indagine penale per accertare se vi sono responsabilità personali su queste morti e per mandare un segnale forte e chiaro che la Sicurezza noi la pretendiamo nei fatti e non deve servire solo come slogan elettorale stampato sui manifesti “
 
Consigliere  Massimo Inches  
Gruppo  La Destra al II° Municipio
 
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