25 aprile, a La Spezia emuli dei partigiani aggradiscono il protavoce regionale Massimiliano Mammi  Segnala

Un 25 aprile senza rancori? In Liguria, evidentemente, il "mito" resistenziale è duro a morire. Che poi a celebrarlo con insulti e violenze siano ragazzotti dei centri sociali che nulla hanno a che fare con quel che resta di un ricordo nemmeno tanto da esaltare, è il sintomo di una sinistra che prende a spunto una ricorrenza che ha sempre diviso l'Italia per fare le prove generali per il prossimo autunno.

A farne le spese Massimiliano Mammi, portavoce regionale della Liguria, aggredito da un gruppo di no global per il solo fatto di "pretendere" di entrare in un bar a bere un caffè in compagnia di un orda di neo fascisti di La Spezia (due militanti de La Destra ed una bambina di 11 anni). Il grave affronto nei confronti dei ragazzi di sinistra, quelli che un tempo si chiamavano Autonomi, e soprattutto della data del 25 aprile andava lavata "nel sangue". Risultato finale, un parapiglia nella quale Mammi si è ritrovato scaraventato (in 3 contro 40 era il minimo che gli potesse accadere) all'interno di una vetrina di un negozio. Portato in pronto soccorso è stato medicato per tagli alle mani, al viso al mento e alle braccia dovuti allo sfondamento della vetrata. Il portavoce regionale ha denunciato l'aggressione e la polizia ha identificato alcuni degli stessi.

Chissà nella mente di quei ragazzi che cosa sarà passato. Forse hanno pensato di emulare le gesta dei partigiani. In effetti ci sono riusciti in pieno, un'aggressione in 40 contro 3 uomini ed una bambina è un'emulazione che non lascia spazio a nessun commento.