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Tumori, ora li scopre una "super lente" 1.000 volte pi? potente |
Arriva una nuova tecnica di diagnosi dei tumori che, come una ''super lente'' mille volte piu' potente delle tecniche attuali, riesce a osservare all'interno dell'organismo dettagli con la precisione di un trilionesimo di metro. E' descritta nell'edizione on line della rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti ed e' stata messa a punto negli Stati Uniti, nell'universita' di Stanford. I ricercatori, coordinati dal radiologo Sanjiv Sam Gambhir, hanno sviluppato la nuova tecnica di diagnosi per immagini basandosi sulla spettrografia Raman, finora utilizzata soprattutto in chimica, per studiare il movimento delle molecole e adesso usata per la prima volta per guardare nel corpo umano.
Secondo Gambhir ''si tratta di un modo completamente nuovo di prendere immagini di soggetti viventi e che non si basa su nessuno dei metodi utilizzati finora a questo scopo''. I segnali
inviati con questa tecnica sono infatti piu' forti, hanno una durata maggiore e sono in grado di ottenere e trasmettere informazioni da piu' tipi di bersagli molecolari nello stesso tempo. ''Generalmente - prosegue Gambhir - possiamo misurare una o due cose in una volta, ma in questo modo possiamo fare fino a 30 osservazioni diverse contemporaneamente''. L'esperto non ha dubbi che questa tecnica sia destinata ad affiancarsi ai metodi piu' avanzati di diagnosi per immagini, come Tomografia assiale computerizzata (Tac), Tomografia ad emissione di positroni (Pet), Risonanza magnetica nucleare (Rmn), ultrasuoni. Ma nessuna di queste tecniche, rileva, e' in grado di scendere allo stesso livello di dettaglio della spettrografia Raman e ritiene che questo nuovo metodo sia destinato a diventare molto comune fra dieci o 15 anni.
L'effetto Raman su cui si basa la nuova tecnica viene prodotto quando la luce di una sorgente laser colpisce un oggetto: all'incirca una particella di luce (fotone) su dieci milioni rimbalza dall'oggetto colpito, con un aumento o una riduzione di energia (il cosiddetto effetto Raman). Grazie a questo fenomeno e' possibile misurare una sorta di ''impronta digitale'' unica per ciascuna molecola. Per utilizzare questo effetto in organismi viventi i ricercatori hanno utilizzato nanoparticelle d'oro e un particolare tipo di nanotubi di carbonio. La tecnica e' stata sperimentata nei topi, nei quali sono state iniettate le particelle con determinate ''etichette molecolari''. Il prossimo passo sara' il test sull'uomo, per individuare il tumore del colon-retto allo stadio iniziale.
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Pacemaker a rischio hacker |
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I 'maghi del computer' potrebbero colpire al cuore i portatori di pacemaker di ultima generazione. A rivelare il tallone d'Achille dei defibrillatori impiantabili, sofisticate apparecchiature miniaturizzate per 'domare' il ritmo cardiaco, è uno studio condotto da un team di ricercatori americani dell'Università di Harvard. Gli scienziati hanno scoperto che gli hacker possono accedere dall'esterno al sottilissimo chip computerizzato che controlla la maggioranza dei defibrillatori cardiaci impiantabili. E, pur sottolineando che non esistono testimonianze di attacchi di questo tipo, i ricercatori assicurano nel loro studio - pubblicato su 'Secure Medicine' - che queste 'aggressioni' sarebbero teoricamente possibili.
Lavorando in laboratorio, gli scienziati sono stati capaci di riprogrammare dall'esterno il chip, spingendolo a comportarsi in modo tale da far battere il cuore in modo 'selvaggio', ma anche spegnendo l'apparecchio, o spingendolo a liberare scosse elettriche abbastanza potenti da uccidere un eventuale paziente. Ad 'aprire la porta' agli 'hacker in camice bianco' è il fatto che ogni dispositivo contiene una mini radio, per permettere ai medici di monitorare la situazione e intervenire sul pacemaker dopo che questo è stato impiantato nel paziente. Insomma, gli scienziati hanno usato il segnale radio del defibrillatore impiantabile, anche per 'penetrare' nei dati medici del 'proprietario', registrati sul pc del suo medico.
I ricercatori non vogliono allarmare troppo i portatori di questo dispositivo. Un hacker, infatti, oggi dovrebbe disporre di un'attrezzatura da 15 mila sterline, si legge sul 'Daily Mail', e trovarsi a pochi passi dalla sua vittima, per interferire col segnale dell'apparecchio cardiaco. Ma, con il miglioramento delle tecnologie, in futuro i 'maghi del computer' potrebbero agire a molte miglia di distanza, avverte William Maisel dell'Harvard Medical School, primo autore dello studio. "Abbiamo deciso di evidenziare questo problema adesso - conclude - perché la sicurezza di questi dispositivi può essere migliorata, per evitare il rischio di attività fraudolente".
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Pronto il casco che ringiovanisce il cervello |
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Si tratta di un casco. Particolare, ma sempre di casco si tratta. Anzi, i ricercatori inglesi che l'hanno messo a punto lo chiamano elmetto. «Risana-neuroni». Messo in testa per 10 minuti al giorno, tutti i giorni per quattro settimane, sembra in grado di «resettare» i neuroni malati del cervello, come si fa con i computer ingolfati. E il computer ingolfato in questo caso è il cervello dei malati di Alzheimer. In otto casi l'elmetto ha fatto regredire i sintomi. Ora si vedrà (da quest'estate) che cosa è in grado di fare su altre 100 persone in stadio avanzato di malattia.
Dietro all'idea del copricapo a infrarossi (che irradiano le aree del cervello «invecchiate » causa dell'Alzheimer) c'è uno studio dell'università inglese di Sunderland sull'efficacia degli infrarossi nel migliorare la memoria dei topi. Un «miracolo» tale da autorizzare un test sull'uomo. Ma prima bisognava creare lo strumento adatto. Un casco a infrarossi. E a questo ha pensato Gordon Dougal, della compagnia di ricerca Virulite (sede a County Durham). Onde luminose a bassa frequenza in grado, secondo gli scienziati inglesi, di stimolare la crescita dei neuroni. O forse di «attivare» le staminali rigeneratrici dormienti. Chissà?
Al momento si ipotizza la regressione dei sintomi della demenza (perdita della memoria e ansia) dopo sole quattro settimane di elmetto. Le associazioni inglesi dei malati di Alzheimer (le charities) ci sperano. «Una terapia life changing», la definiscono: «Una terapia che ti può cambiare l'esistenza ». Al tempo stesso, sanno che si tratta di studi ancora in fase iniziale. Il neuroscienziato Paul Chazot, che ha contribuito alla ricerca, è sorpreso in positivo: «I risultati sono completamente nuovi, quanto accaduto sui topi non era mai stato osservato prima». Parla dello studio di Sunderland: l'esposizione dei neuroni ai raggi infrarossi ha migliorato le performance dei topi adulti (la loro memoria) nell'uscire da un labirinto tridimensionale.
«Le implicazioni di quanto osservato — dichiara Dougal — sono enormi. Penso che in futuro potremmo influire sulla velocità di invecchiamento dei nostri corpi, arrivando a modificarla». Un elmetto «ringiovanente »? «In un certo senso. Quello che voglio dire è che noi invecchiamo perché le nostre cellule perdono il "desiderio" di rigenerarsi e di ripararsi da sole. Ciò ha come effetto la morte cellulare e il declino delle funzioni dell'organismo. Per il cervello il risultato è il decadimento della memoria e il deterioramento della performance (attività) intellettuale. E se avessimo scoperto una tecnologia che "dicesse" alle cellule di rigenerarsi da sole?». Gli infrarossi? «Sì — aggiunge Dougal —. Penso che l'irradiazione con bassi livelli di raggi infrarossi stimoli la crescita cellulare in ogni tipo di tessuto e ne favorisca la riparazione».
L'importante, però, è non creare false speranze per i 700 mila inglesi affetti da demenza (500 mila da Alzheimer), per il milione di italiani nelle stesse condizioni. «Vero — risponde Dougal —. Ma attualmente tutto ciò che si può fare nei confronti della demenza è rallentare la velocità di decadimento. L'elmetto, invece, sembra in grado anche di annullare parzialmente gli effetti del decadimento».
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Ma il colesterolo ? davvero cattivo? |
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Ma il colesterolo cattivo è poi realmente così deleterio per il cuore? La teoria sembra ora avere una vita a termine. A chiedersi ora se questo grasso del sangue sia davvero il gran colpevole di infarti e ictus non sono i soliti «grilli parlanti», ma molti rappresentanti del mondo scientifico. Sembra infatti che il killer della salute, cioè il colesterolo alto non sia poi il responsabile dei rischi cardiovascolari. La notizia arriva dallo studio Enhance che dimostra come due farmaci anticolesterolo insieme (l’ezetimibe che ne inibisce l’assorbimento intestinale e la simvastatina che ne riduce la produzione nel fegato) non siano meglio della simvastatina da sola. In altre parole: è vero che i due abbassano di più il colesterolo nel sangue, ma questo non si traduce in un reale beneficio per le arterie. Perché? E soprattutto perché le aziende hanno dato con ritardo i risultati di questo studio?
Secondo un commento pubblicato sull’Herald Tribune e firmato da Gary Taubes, corrispondente della rivista Science, l’equivoco è di fondo. E cioè: si è sempre confuso il colesterolo con le proteine che lo trasportano nel sangue, le lipoproteine. Il carico con il mezzo di trasporto. E il colesterolo è diventato buono o cattivo a seconda che sia veicolato da lipoproteine a alta densità (Hdl) o a bassa densità (Ldl). Potrebbe, dunque, non essere il colesterolo in sé il vero nemico (l’infarto colpisce anche persone con colesterolo normale), ma un’anomalia delle lipoproteine. E infatti due farmaci insieme, pur abbassando di più il colesterolo, non prevengono le placche. Rimane però il fatto che la simvastatina e le altre statine prevengono le malattie cardiovascolari. E’ probabile allora che questi medicinali funzionano non tanto perché abbassano il colesterolo, ma perché agiscono con altri meccanismi, per esempio riducendo l’infiammazione.
Nonostante questi dubbi, però, l’Fda, l’ente americano per il controllo delle medicine, continua a registrare farmaci per la prevenzione delle malattie cardiache solo in base al fatto che riducono le Ldl e le autorità sanitarie conducono campagne di prevenzione puntando sul colesterolo. Dimenticando, a volte, che i farmaci hanno effetti collaterali che vale la pena affrontare se i benefici sono reali.
Il vero problema sta come al solito nei guadagni delle industrie farmaceutiche che hanno tutto l’interesse a promuovere l’ipotesi colesterolo, ad allargare la quota di consumatori di farmaci anticolesterolo (lo hanno fatto riducendo sempre di più i livelli normali nel sangue in modo da creare più «malati» come ha già denunciato il British Medical Journal) e a giocare sull’ipotesi colesterolo buono (da aumentare) e cattivo ( da ridurre) per proporre nuove molecole dal momento che stanno scadendo i brevetti di quelle vecchie. Peccato però che un farmaco con questo nuovo meccanismo d’azione, il torcetrapib, invece di prevenire infarti e ictus li provoca (lo studio è stato interrotto un anno fa).
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Le dieci date fondamentali nella storia dell'Umanit |
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Quali sono le 50 date-chiave della storia dell’umanità? Difficile dare una risposta che metta d’accordo tutti, perché la scelta è soggettiva e legata a svariati fattori, anche emotivi. L’eminente storico Richard Overy, autore di “The Times Complete History of the World”, ha deciso di mettere in fila quelle a suo giudizio più rilevanti per l’umanità, spiegando al “Times” i criteri usati per la selezione, come pure i motivi alla base di ogni singola preferenza.
«Non ho preso volutamente in considerazione date che risalissero ad epoche precedenti la civilizzazione – ha raccontato Overy – perché era necessario fare una limitazione, mentre altre date sono per forza generiche, perché non esiste un anno preciso in cui un dato evento, come ad esempio l’invenzione della ruota, si è verificato”.
Ma perché queste date anziché altre? «La storia umana è vasta e complessa, ma ci sono state alcune invenzioni chiave che hanno permesso lo sviluppo della società, come la ruota, la scrittura o l’orologio. Ovviamente, anche gli avvenimenti politici trovano un riscontro ed è per questo motivo che ho citato l’unificazione dell’Antica Cina o il crollo dei regimi comunisti».
Guardando la classifica, al primo posto Overy piazza l’invenzione della ruota (3500 A.C.), seguita da quella della scrittura (3200 A.C.) e dal primo insediamento dei Sumeri (3000 A.C.). La scoperta dell’America (1492) è solo al 28° posto, la Rivoluzione Francese (1789) al 36°, una posizione prima della battaglia di Waterloo del 1815, che segnò la fine dell’Impero di Napoleone, mentre la teoria della relatività di Einstein (1905) è al 42° posto. La fine della prima Guerra Mondiale (1918) è alla posizione numero 44, due posti più in là c’è invece la bomba nucleare lanciata su Hiroshima (1945) che fece finire la Seconda Guerra Mondiale. L’invenzione della pillola (1960), che sancì per la donna una scelta contraccettiva finalmente libera e consapevole, è al 49° posto, mentre la data a noi più vicina è il 1989-90, con il crollo dei regimi comunisti in Europa, scelto come ultimo evento della classifica.
Le date fondamentali
Queste, comunque, le prime 10 “date da ricordare” selezionate da Overy:
1- 3500 circa A.C.: l’invenzione della ruota e dell’aratro in Mesopotomia e la vela in Egitto. Tre scoperte fondamentali per l’agricoltura, il commercio e i viaggi in mare.
2- 3200 circa A.C.: l’invenzione della scrittura in Mesopotamia
3- 3000 circa A.C.: la fondazione della prima città da parte dei Sumeri, origine delle moderne strutture sociali ed amministrative
4- 1600 circa A.C.: l’invenzione del moderno alfabeto
5- 1600 circa A.C.: l’inizio della civiltà greca, fondamentale per il patrimonio di conoscenze matematiche, filosofiche e politiche tramandate fino ai nostri giorni
6- 753 A.C.: la fondazione di Roma. L’Impero Romano è stato un pilastro dell’era moderna
7- 670 circa A.C.: l’invenzione del ferro, con la metallurgia che diventa la chiave per lo sviluppo economico e militare
8- 551 circa A.C.: la nascita di Confucio, fondatore di una delle maggiori dottrine filosofiche del mondo
9- Quali sono le 50 date-chiave della storia dell’umanità? Difficile dare una risposta che metta d’accordo tutti, perché la scelta è soggettiva e legata a svariati fattori, anche emotivi. L’eminente storico Richard Overy, autore di “The Times Complete History of the World”, ha deciso di mettere in fila quelle a suo giudizio più rilevanti per l’umanità, spiegando al “Times” i criteri usati per la selezione, come pure i motivi alla base di ogni singola preferenza.
«Non ho preso volutamente in considerazione date che risalissero ad epoche precedenti la civilizzazione – ha raccontato Overy – perché era necessario fare una limitazione, mentre altre date sono per forza generiche, perché non esiste un anno preciso in cui un dato evento, come ad esempio l’invenzione della ruota, si è verificato”.
Ma perché queste date anziché altre? «La storia umana è vasta e complessa, ma ci sono state alcune invenzioni chiave che hanno permesso lo sviluppo della società, come la ruota, la scrittura o l’orologio. Ovviamente, anche gli avvenimenti politici trovano un riscontro ed è per questo motivo che ho citato l’unificazione dell’Antica Cina o il crollo dei regimi comunisti».
Guardando la classifica, al primo posto Overy piazza l’invenzione della ruota (3500 A.C.), seguita da quella della scrittura (3200 A.C.) e dal primo insediamento dei Sumeri (3000 A.C.). La scoperta dell’America (1492) è solo al 28° posto, la Rivoluzione Francese (1789) al 36°, una posizione prima della battaglia di Waterloo del 1815, che segnò la fine dell’Impero di Napoleone, mentre la teoria della relatività di Einstein (1905) è al 42° posto. La fine della prima Guerra Mondiale (1918) è alla posizione numero 44, due posti più in là c’è invece la bomba nucleare lanciata su Hiroshima (1945) che fece finire la Seconda Guerra Mondiale. L’invenzione della pillola (1960), che sancì per la donna una scelta contraccettiva finalmente libera e consapevole, è al 49° posto, mentre la data a noi più vicina è il 1989-90, con il crollo dei regimi comunisti in Europa, scelto come ultimo evento della classifica.
Le date fondamentali
Queste, comunque, le prime 10 “date da ricordare” selezionate da Overy:
1- 3500 circa A.C.: l’invenzione della ruota e dell’aratro in Mesopotomia e la vela in Egitto. Tre scoperte fondamentali per l’agricoltura, il commercio e i viaggi in mare.
2- 3200 circa A.C.: l’invenzione della scrittura in Mesopotamia
3- 3000 circa A.C.: la fondazione della prima città da parte dei Sumeri, origine delle moderne strutture sociali ed amministrative
4- 1600 circa A.C.: l’invenzione del moderno alfabeto
5- 1600 circa A.C.: l’inizio della civiltà greca, fondamentale per il patrimonio di conoscenze matematiche, filosofiche e politiche tramandate fino ai nostri giorni
6- 753 A.C.: la fondazione di Roma. L’Impero Romano è stato un pilastro dell’era moderna
7- 670 circa A.C.: l’invenzione del ferro, con la metallurgia che diventa la chiave per lo sviluppo economico e militare
8- 551 circa A.C.: la nascita di Confucio, fondatore di una delle maggiori dottrine filosofiche del mondo
9- 490 A.C.: la battaglia di Maratona. Respingendo l’invasione persiana, i Greci salvano il loro mondo e la loro cultura
10- 486 A.C: la nascita di Buddha, fondatore di una delle più importanti religioni del mondo.
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