Domenica, 05 Febbraio 2012
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Aids, ? italiana la scoperta di una piccola molecola capace di bloccare l'Hiv

L’Aids ha un nuovo nemico. E’ una piccola molecola diretta contro un ‘enzima cellulare’ che si è rivelata in grado di bloccare l’infezione. La scoperta, frutto di una ricerca congiunta del Cnr e dell’Università di Siena, è stata pubblicata sul Journal of Medicinal Chemistry.

“Il virus HIV - spiega Giovanni Maga dell’Igm-Cnr - è un parassita delle cellule umane e dunque non è capace di riprodursi al di fuori dell’organismo infetto”. Per moltiplicarsi, infatti, l’Hiv si introduce in una cellula, solitamente un linfocita del sangue, e la ’spoglia’ delle sue risorse nutritive ed energetiche per duplicare il proprio genoma e costruire nuovi virioni.

“All’interno della cellula infetta - continua Maga - il virus prende il controllo di numerosi enzimi cellulari, ‘obbligandoli’ a lavorare per produrre nuove particelle virali. Uno di questi enzimi è la proteina cellulare DDX3 che ha il compito di facilitare il flusso di informazione genetica tra il nucleo, dove l’informazione viene custodita, e il citoplasma, dove l’informazione viene tradotta in nuove proteine”.

Partendo da queste premesse, i ricercatori hanno utilizzato tecniche computerizzate per disegnare una molecola ’su misura’ per la proteina DDX3, che è stata poi sintetizzata e provata nei test biologici. “Questa piccola molecola - sottolinea Maga - si è dimostrata in grado di bloccare l’azione di DDX3, causando l’interruzione della replicazione virale dell’ HIV, senza però danneggiare le cellule non infette”.

Una scoperta che, secondo gli esperti, apre nuove possibilità di cura dell’Aids dato che un farmaco diretto contro un enzima cellulare avrebbe più probabilità di conservare la sua efficacia anche per tempi lunghi di terapia. Le terapie attuali si basano invece su farmaci diretti contro ‘enzimi virali’, che sviluppano facilmente farmacoresistenze.

 
Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea e per gli dei tutti e per tutte le....

Ippocrate, considerato il padre della moderna Medicina del mondo occidentale, riteneva che Esculapio, Dio della Medicina, presiedesse alla condizione di salute e benessere dell’uomo grazie all’intervento delle sue due figlie, Igea e Panacea.

Igea, divenuta poi Salus nella mitologia romana e raffigurata di solito in piedi con una coppa in cui si abbevera un serpente, era il simbolo della moderazione e del corretto comportamento dell’uomo: era quindi, secondo criteri moderni, il simbolo della “prevenzione”.

Panacea, alla quale si attribuiva l’uso delle piante magiche e medicamentose, rappresentava, secondo il pensiero moderno, l’impegno continuo per la “ricerca e la cura” di tutte le condizioni morbose.

Fin dai tempi più antichi, queste due figure hanno rappresentato due istanze complementari fra loro e ugualmente importanti, ma nella medicina moderna il costante impegno a sconfiggere le malattie e i successi ottenuti hanno fatto prevalere Panacea (la cura) su Igea (la prevenzione).
Persino la intestazione dell’Istituto Pascale di Napoli (Istituto per la prevenzione, lo studio e la cura dei tumori) pare abbia perso la parola “Prevenzione”.

Igea, figlia di Esculapio e di Lampeggia, era venerata come dea della salute. Veniva raffigurata ora sotto l'aspetto di una giovane donna prosperosa nell'atto di dissetare un serpente, ora seduta con la mano sinistra appoggiata a un'asta, mentre con l’altra mano porge una patera a un serpente che, lambendola, si innalza da un'ara posta davanti a lei.

Oltre che dea della salute (o del risanamento in generale), era la divinità di ogni cosa pulita. A differenza del padre, direttamente e unicamente associato alla cura delle malattie, Igea veniva invece associata alla prevenzione dalle malattie e al mantenimento dello stato di salute.

A cosa è dovuta la presenza del serpente? Gli antichi attribuivano al rettile intelligenza e sentimenti particolari: suscitava grande impressione per la vita misteriosa e sotterranea, per la capacità di secernere veleni mortali, per la grande velocità, nonché per l’abilità nell’ipnotizzare le prede. Il serpente è legato da sempre al mondo della farmacologia: il suo veleno, in minime dosi, rappresentava spesso l’unico rimedio contro moltissime malattie.
 
Nell’area metropolitana di Napoli i dati epidemiologici ci confermano che stiamo vivendo un periodo storico con i picchi nazionali delle seguente tipologie di tumori maligni: fegato , pancreas, polmone.
Come da documentazione scientifica EUROCARE 2007 (Espresso di 28 agosto 2008) sono le patologie oncologiche maligne con il più basso indice di cura oggi .

E’ gravissima e pericolosa utopia ritenere che Panacea possa risolvere tutti i mali dell’Uomo: il volto sorridente e rassicurante del più grande Oncologo di Italia oggi vivente, Umberto Veronesi , che troneggia nelle edicole sul più diffuso settimanale di opinione del nostro Paese, per me è come un richiamo proprio al Mito di Esculapio.

Quando Zeus ritenne che Esculapio, il più grande Medico, direttamente formato da Apollo, e sua figlia Panacea fossero andati troppo oltre,  facendo resuscitare pure i morti, semplicemente li fulminò (senza invocare Bacco o ……….Beppe Grillo) !

E’ pericolosa quanto falsa utopia pensare che, senza più alcun rispetto di Igea (oggi rispetto del Creato cristiano voluto dal nostro Dio!), noi miseri mortali possiamo permetterci di ammalarci di tutti i mali, cancro compreso, e risolvere tutto con utili quanto efficaci e/o innocue pillole, soprattutto se costosissime, anche in termini di farmaco- prevenzione!

Non esiste Farmacologo, devoto sincero di Panacea, che non sappia bene quanta pubblicità ingannevole vi sia in questo messaggio!

Perche’, da oltre due anni a questa parte, sono diventato a Napoli uno dei più impegnati medici nella battaglia per una efficace prevenzione primaria ?
Per cio’ che tutti sappiamo oggi ma che noi tecnici osserviamo da tempo ma senza il dovuto impegno, che pure sarebbe nostro preciso dovere  nel rispetto del  giuramento di Ippocrate che è anche per Igea, non solo per Panacea!

Quale Farmacologo ed Igienista in formazione , sono leale e devoto seguace delle due Dee ma soprattutto memore delle motivazioni di  aiuto e solidarietà che a sedici anni mi hanno spinto, all’altare di San Giuseppe Moscati nella Chiesa del Gesu’ Nuovo, a decidere di iscrivermi alla Facoltà di Medicina.

E se all’inizio del secolo scorso Il Medico Santo Giuseppe Moscati ritenne più importante assicurarsi che ai suoi pazienti non mancassero non già le medicine (sempre anche velenose! Ricordate il Serpente del Mito……!) ma il  pane e il latte, è stata per me una recente scoperta ed è diventato imperativo morale, oggi, nel rispetto di questi giuramenti di tanti anni fa, combattere per garantire ai miei concittadini non tanto moderne e costose medicine quanto la qualità dell’aria, dell’ acqua , del pane e del latte (mozzarella inclusa) per oppormi con maggiore efficacia alla più terribile malattia della nostra epoca : il cancro, specie a quelle tipologie di cancro ancora poco o nulla curabili come quelle che purtroppo primeggiano oggi a Napoli e in Campania, fegato e polmone. (8.6 e 12.8% di sopravvivenza a 5 anni!) (vedi allegato EUROCARE da Espresso 28 agosto 2008) .

La Medicina, nella sua complessa evoluzione scientifica, tecnica e culturale ha da sempre rappresentato il primo e più potente mezzo d’intervento dell’uomo nei confronti delle sue condizioni vulnerabili ma suscettibili di miglioramento.

           Socrate affermava: “Non si deve tener conto del vivere ma  del vivere bene”; Aristotele  sosteneva:  “Compi¬to dello stato non è solo quello di concedere la vita, ma piuttosto una buona qualità di vita” e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) oggi sostiene:  “I governi sono responsabili della salute della popolazione intesa non solo come assenza di malattia, ma come completo benessere fisico, psi¬chico e sociale “.

Il sopraggiungere dell’etica aziendale nell’organizzazione della sanità, con i vantaggi che ne possono derivare, non ci deve però far soccombere dinnanzi al dio denaro, in quanto le conquiste sociali, e il principio di solidarietà, devono rimanere una parte essenziale del modo di essere dell’umanità.

Per questo vale molto di più il ben governare e regolarizzare  il traffico veicolare e il  proibire ferocemente il fumo di sigaretta individuale che ingrandire i reparti e ridurre le liste di attesa per il tumore al polmone.

Purtroppo da troppo tempo ciò non si vede a Napoli e in Campania e, come nel secolo scorso, quando sul MATTINO scriveva Matilde Serao, di ciò viene considerato colpevole (e non vittima!) il popolo anziché i suoi governatori.

Se  inceneritore dentro Napoli deve essere, sulla base del principio di precauzione, non si vede alcun razionale motivo, se non la totale e criminale devozione al demone Mammona, che si debba pensare a costruire due maximostri da oltre 3 miliardi e mezzo di sigarette/equivalenti  fumate al giorno nel raggio di soli 15 kilometri (Acerra e Napoli est) rispetto alla media di meno di 400mila sigarette/equivalenti fumate al giorno per esempio dall’inceneritore di Vienna, maximostri localizzati oltretutto in prossimità delle zone più densamente abitate del Pianeta (Napoli centro, San Giovanni e Portici!)

Maledetto e spergiuro sia indicato a tutti gli Dei quel Medico che fa credere al Potente che ciò equivale all’inquinamento di quattro automobili o che, ancora peggio, sia pure diagnosticato precocemente un tumore maligno al polmone, la dea Panacea, senza sofferenze atroci e senza veleno di serpente, ci farà tornare serenamente guariti a casa!


Dott. Antonio Marfella
Tossicologo Oncologo

 
Parkinson, anche in Italia la pillola "once day"

parkinson 2.jpg«Uno sarebbe anche pronto per uscire, ma deve aspettare che i farmaci facciano effetto; per fare ogni cosa bisogna sempre aspettare che venga il momento giusto». Così racconta la sua malattia Lucilla Bossi, presidente di «Parkinson Italia», che ha accolto con soddisfazione la disponibilità anche in Italia del primo farmaco a rilascio prolungato: una sola pillola al giorno in grado di mantenere il continuo controllo dei sintomi per 24 ore. Il principio attivo è il ropinirolo, lo stesso dopamino- agonista che prima era utilizzato con posologia da tre compresse al giorno, e che non permetteva un controllo continuo dei sintomi, ma che, in corripondenza della salita (subito dopo l'assunzione) e della successiva discesa della sua concentrazione nel sangue, provocava alternativamente momenti «On» (buoni) «Off» (con problemi) nel controllo dei sintomi. «Oggi, la nuova formulazione a rilascio prolungato - spiega Fabrizio Stocchi dell'IRCCS San Raffaele di Roma - assicura un migliore controllo dei sintomi sull'arco delle 24 ore».  Gli studi internazionali che hanno sostenuto l'autorizzazione del nuovo farmaco ne hanno dimostrato l'efficacia nei pazienti, sia nelle fasi iniziali della malattia, quando è sufficiente un dopamino-agonista, che in quelle avanzate quando è necessaria l'associazione con levodopa. Uno studio ha inoltre dimostrato un miglioramento del 10% della qualità della vita dei pazienti, dovuto proprio alla riduzione del numero di pillole in una popolazione generalmente anziana, che ha spesso molte altre malattie. Un'inchiesta condotta negli Stati Uniti - osserva a questo proposito Alberto Albanese dell'Istituto Neurologico Besta di Milano - ha rivelato che i malati di Parkinson assumono in media 19,25 pillole al giorno, con punte che arrivano anche a 100 pillole«. Oggi la malattia colpisce il 3 per mille della popolazione generale e circa l'1% di quella sopra i 65 anni. Si calcola che in Italia ci siano circa 400 mila malati di Parkinson.

 

 

 
In arrivo l'acqua geneticamente modificata

C'è anche l'acqua potabile «geneticamente modificata», nella quale frammenti di materiale genetico sono utilizzati per bloccare la replicazione di virus e batteri, e quindi per purificarla. La tecnica, ancora sperimentale, è stata presentata a Boston nel congresso della Società Americana di Microbiologia. Nei test finora eseguiti nella Duke University (North Carolina), i ricercatori che l'hanno messa a punto sono riusciti a bloccare l'attività di un fungo molto comune nell'acqua. Un metodo come questo, secondo gli studiosi, permetterebbe di risolvere il problema della sicurezza dell'acqua potabile nei Paesi in via di sviluppo. Per i ricercatori potrebbe essere una soluzione anche per i Paesi avanzati, come alternativa a cloro e raggi ultravioletti.
La tecnica si basa sulla cosiddetta interferenza dell'Rna e consiste nell'azionare «interruttori molecolari» (micro-Rna) per accendere o spegnere l'atttività di geni. Finora utilizzata in molti campi della ricerca biomedica, per la prima volta questa tecnica viene applicata in campo ambientale. «I nostri dati dimostrano che è possibile metetre a tacere l'azione di uno specifico gene in un fungo che vive nell'acqua», ha detto la responsabile del progetto, Sara Morey. «Riteniamo - ha aggiunto - che l'interferenza dell'Rna promette di diventare uno strumento per inibire geni al fine di controllare la proliferazione di batteri e virus che vivono nell'acqua».

fonte www.corriere.it

 

 
La colazione fa bene alla salute

nutella.jpgLa colazione? una sana abitudine che si è persa nel tempo e nella frenesia di una società che abitua ad andare di corsa. Ma una abitudine che spesso può salvare la salute da "acciacchi" pericolosi. Così sarebbe bene abituare i propri figli a fare colazione per prevenire l'obesità. A raccomandarlo sono gli esperti della Società Italiana di Obesità, in occasione del loro IV Congresso Nazionale, in programma a Firenze dal 21 al 24 maggio. Da una ricerca Eurisko emerge che nonostante la maggioranza degli italiani (83%) dichiari di fare colazione e di questi oltre la metà (52%) sia concorde nell'attribuirle grande importanza, oltre 8 milioni di persone (17%) la saltano del tutto. E, anche quando la si fa, non le si riserva il tempo necessario. Quasi la metà di coloro che fanno colazione (46%) dedica meno di 10 minuti.
Il fenomeno diventa ancora più allarmante se si prendono in considerazione i risultati di uno studio relativi ai bambini in cui si conferma che 1 bambino su 3 presenta una condizione di sovrappeso corporeo, mentre 1 su 10 è obeso. «Ogni cinqie anni questo allarmante dato aumenta del 25% - ricorda Carlo Maria Rotella, Presidente della SIO - Il primo passo si fa a tavola a partire dal mattino. Abitudini alimentari corrette sono fondamentali per prevenire disturbi quali sovrappeso e obesità, che interessano sempre più frequentemente anche i bambini e le patologie correlate (ipercolesterolemia, diabete e ipertensione arteriosa).
«Le regole sono facili: una fonte di carboidrati - sottolinea Rotella - ad esempio cereali pronti per la prima colazione o pane e una fonte di proteine, come latte o yogurt. Se poi aggiungiamo un frutto, avremo anche arricchito il tutto con fibre, vitamine e minerali».

 

 
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