| VITERBO: LA DESTRA SENTINELLA CIVICA | Segnala |
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Il 6 Febbraio 1971 un devastante terremoto colpì Tuscania. La ricostruzione, lenta e farraginosa portò anche alla creazione di un intero quartiere di case popolari. La via principale di quel quartiere è intitolata proprio Via 6 Febbraio 1971. Bella iniziativa, buoni propositi, solidarietà, aiuto ai bisognosi, amor patrio. Questi sicuramente i principi che ispirarono l’operazione. Questi i principi che chi oggi gestisce l’Ater, proprietaria di quegli immobili, deve garantire perché pagata dai nostri soldi.
I nostri fratelli che vivono in Via 6 Febbraio 1971 hanno il diritto di vivere in abitazioni decorose, sicure, igieniche, e possibilmente in un contesto estetico bello. O decente. O almeno non brutto. Per questo , Io cittadino Italiano pago gli amministratori di ATER, i costruttori che loro scelgono, i manutentori, i restauratori, i fornitori di servizi, gli ispettori, i burocrati e via dicendo. Credete che questo avvenga? Vi fidate di quegli amministratori? O già sapete, già sappiamo, che non è così. I nostri fratelli che vivono in Via 6 Febbraio 1971 ci hanno scritto alla mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , chiedendo soccorso. E noi de La Destra siamo andati a vedere. Quello che abbiamo trovato va al di là dei nostri peggiori timori. In Via 6 Febbraio a Tuscania ci sono famiglie con anziani e neonati che vivono in abitazioni letteralmente allagate, con pareti ammuffite, senza allacci alle fognature funzionanti, con cedimenti strutturali, impianti fuori norma e pericolosi. Ai numerosi solleciti al servizio manutenzioni, effettivamente c’è stata risposta. Non più di 4 mesi or sono degli interventi sono stati fatti. Solo che noi non ne abbiamo trovato traccia. O meglio traccia contabile c’è. Nel senso che i soldi sono stati spesi. Ma i problemi non sono stati risolti. I solai rifatti continuano a perdere acqua. Le foto allegate sono di stanze sotto a terrazzi appena “aggiustati”. C’è una abitazione che sta letteralmente sprofondando perché non si riesce a drenarne gli scarichi. Gli impianti elettrici e del gas invece di essere un servizio indispensabile, sono un pericolo reale e immediato. Neanche nella morte è riconosciuta dignità agli abitanti di Via 6 Febbraio 1971. Le scale per i piani superiori non consentono il passaggio delle Bare. Tanto che recentemente, mi hanno raccontato gli amici del posto, si è dovuto calare un defunto a terra con un tiro da cantiere. L’Ater è a conoscenza di queste situazioni. Ne abbiamo le prove. Le lettere di sollecito e di protesta si sprecano. Che fa il direttore dell’Ater? Che fa Il presidente? E gli ispettori responsabili chi sono? Che fanno? Perché non inchiodano le ditte responsabili di lavori fatti male alle loro responsabilità? Perché non si dimettono vista la provata incapacità di assicurare i diritti fondamentali di chi vive in quelle case? Visto il reiterato spreco di soldi pubblici? A queste domande cercheremo di dare risposta con una interrogazione alla Regione Lazio fatta dai nostri consiglieri Storace e Buonasorte e con ispezioni inviate direttamente dal neo assessore alle case popolari Teodoro Buontempo. Pierpaolo Pasqua La Destra Viterbo |
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