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Siamo sgomenti di fronte alla notizia
di Genova, dove una donna di 41 anni si è suicidata, quando è
arrivato l’ufficiale giudiziario per sfrattarla. E’ la triste
conferma che l’emergenza abitativa è ormai un problema
sociale di dimensioni enormi: basti pensare che nella sola Roma circa
20mila famiglie hanno lo sfratto per morosità. E’, perciò, necessario
dar subito vita a un Piano straordinario per la casa,
che veda coinvolti il Comune, la Provincia , la Regione e il Governo
nazionale, per dare risposte immediate a quei cittadini che, non per
cattiva volontà o per furbizia, ma per reale mancanza di disponibilità,
non riescono più a pagare l’affitto.
Non vogliamo giustificare i morosi, ma bisogna capire
che la crisi economica ha messo in ginocchio molte famiglie e abbiamo
più volte, e in più sedi, manifestato grande preoccupazione, perché di
fronte agli sfratti le amministrazioni pubbliche non hanno risorse
abitative da mettere a disposizione, né provvisorie né tantomeno
definitive. E dal dramma personale si passa al dramma collettivo,
quando a essere sfrattate sono persone anziane o famiglie con minori a
carico, senza le risorse per poter accedere al mercato privato. Noi, con
equilibrio e senso di responsabilità, ma anche con la velocità
necessaria, dobbiamo fare in modo che il problema non venga scaricato
solo su questi soggetti più deboli.
La Regione sta facendo il possibile, come testimonia
anche la vicenda dei truffati
di Casa Lazio, ai quali abbiamo restituito una speranza e
presto avranno la loro casa. Tutti dobbiamo farci carico dell’emergenza
abitativa, facendo sì che anche i casi come quelli degli enti
previdenza, che vogliono vendere o affittare a prezzi di mercato, siano
affrontati e risolti, con la giusta attenzione per chi oggi abita in
quegli appartamenti. Se non lo capiamo, presto dovremo affrontare non
un’emergenza, ma l’esplosione di una vera e propria bomba sociale.
Teodoro Buontempo
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