Sabato, 31 Luglio 2010
Sardegna, dopo le dimissioni di Soru serve tavolo di progettazione  Segnala

Le dimissioni tardive di Renato Soru, annunciate ieri nel corso della seduta del Consiglio Regionale, durante la discussione della legge urbanistica, aprono scenari importanti che non possono lasciare indifferenti le forze politiche del centro destra sardo. La mossa di Renato Soru appare una strategia calcolata in vista della corsa alla Regione del 2009. I sondaggi danno probabilmente il Pd in caduta libera e la sua leadership in crescita tra i sardi. Rotti gli indugi restano 30 giorni per discutere delle sue dimissioni e trovare eventuali accordi per rilanciare l'azione della sinistra in Consiglio Regionale. L'impressione  è però quella che l'esito di questa crisi porti inevitabilmente al voto anticipato che avrebbe luogo al massimo entro una sessantina di giorni.
Ora la palla passa al Consiglio regionale e alla sua maggioranza. Se passerà la linea di Soru, il Presidente uscente denuncerà  la sua maggioranza  di aver affossato la legge urbanistica in nome di interessi finanziari e per favorire speculatori e imprenditori turistici a discapito dei sardi e della tutela dell'ambiente.
E il centro destra che fa? Ci sarà sicuramente un accelerata sul nome del candidato alla Presidenza e sulle forze politiche che andranno a comporre il quadro della coalizione. E' sicuro che il progetto del Pdl in salsa sarda decollerà prima del previsto.
La Destra ribadisce con forza la necessità di avviare subito la fase programmatica per far conoscere ai sardi la nostra idea per lo sviluppo della Sardegna e invita al dialogo tutti gli alleati perchè si apra subito un tavolo di progettazione, inclusivo dell'apporto di tutti i partiti che si riconoscono in questa opposizione, dentro e fuori del Consiglio Regionale. Insieme all'invito però anche un monito ben preciso, nessun intento annessionistico da parte del Pdl potrà trovare d'accordo noi e i sardi. E' finito il tempo degli assi pigliatutto. Serve una grande coalizione, con la collaborazione delle Associazioni di categoria, della società civile e di tutti i sardi di buona volontà, desiderosi di rimettere in moto lo sviluppo e uscire dalla crisi.

La Destra Sardegna