Mercoledi, 08 Febbraio 2012
| LA FORZA DELL' ESEMPIO : IL "FANKAZZISMO" | Segnala |
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L' insegnante nel catechizzare la classe era stato perentorio e aveva usato un tono di voce molto serio e convincente : " Ragazzi, domani andiamo in visita alla Camera dei Deputati, il luogo dove gli eletti dal popolo promulgano le leggi che governano l'Italia.
Mi raccomando , quindi, decenza nel vestire e massima compostezza durante la visita . " L' indomani, all'ingresso di Montecitorio, i ragazzi erano silenziosi e compostissimi, decisi a vivere quella esperienza con la massima serieta' che il luogo imponeva. Hanno percorso i corridoi del palazzo con il naso all'insu' e quando sono entrati all'interno della sala rossa, la vista dell'emiciclo e dei banchi allineati ha tolto loro il fiato. Stavano seduti in" piccionaia" e osservavano quello che accadeva sotto di loro divertendosi a riconoscere i "big" , i politici famosi che spesso vedono in tv . C' era Fini, Veltroni, Di Pietro, Franceschini e i ragazzi li seguivano con lo sguardo ma, superata l'emozione iniziale, hanno iniziato a interessarsi ai lavori che si svolgevano in aula. I ragazzi, una seconda liceo scientifico dell' Istituto B. Russell di Roma, sono gli stessi che lo scorso autunno hanno dato luogo a manifestazioni, scioperi e occupazioni contro la riforma Gelmini e s'aspettavano di trovare in parlamento discussioni sui grandi problemi dell' Italia mentre, invece, i nostri cari eletti si stavano cimentando nel trovare un appassionante punto di convergenza sulla "lunghezza della coda dei cani e persino delle orecchie! ". Molti deputati sono stati "tanati" a intessere rapporti virtuali su Facebook, a giocare a carte con il pc , a parlottare in gruppetti disinteressandosi completamente di quel che veniva detto in aula. D' un tratto il Presidente della Camera chiamava la votazione e, come diligenti soldatini , in un battibaleno , gli onorevoli erano al loro posto a premere il bottone consumando un rito precotto di cui ignoravano ogni contenuto. Ai ragazzi niente di tutto questo e' sfuggito, come pure non sono passati inosservati alcuni pacchiani strafalcioni di lingua italiana snocciolati dai cari eletti. Si e' passati da un innocente "a me mi " ad acute lotte tra congiuntivi e condizionali "se vorrebbe che si andasse ". Insomma al termine della gita gli scolari hanno tirato le somme e alla soggezione dell'ingresso s'e' sostituita la delusione dell' uscita. I nostri deputati non hanno dato un grande esempio di amore per le istituzioni democratiche facendosi , di fatto, assimilare dai ragazzi ad una enorme e costosissima classe di sfaticati figli di papa' che passano le loro giornate ciondolando in aula in una piena presenza fisica cui non corrisponde il benche' minimo interesse per la funzione svolta. La battuta finale che riassume l' intera visita, acida e tagliente come solo i giovani sanno fare , e' stata la seguente: " Professo', ma questi a Monte-Citorio ce fanno la settimana bianca tutto l'anno ? " Se la forza dell' esempio deve essere uno stimolo di crescita sociale ed umana per i nostri giovani, ecco che quanto scaturito da una giornata di ordinaria amministrazione della Camera dei Deputati e' alquanto deprimente. Non si tratta di veline sfaticate o di peones tenuti tra i banchi come le pecore di un gregge, bensi' di una intera classe di dirigenti politici nominati dalle segreterie di partito che , per essere eletti , hanno raggiunto la piena omologazione al pensiero unico deponendo ogni velleita' "esistenziale".
Giovanni Palombo
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