Mercoledi, 08 Febbraio 2012
| Il LAVORATORE PARTECIPI AGLI UTILI DI IMPRESA | Segnala |
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Spero che il signor Eugenio Malaspina, che non conosco, non si offenda nel ricevere gli apprezzamenti di uno come me e come pochi altri,che da sempre,anche "Cristianamente" hanno scelto le strade piu' impervie per raggiungere qualche agonato traguardo. Leggendo quanto scrive traspare un senso di lucida rabbia, fastidio,disgusto per quanto accade in politica,sebbene ancora pervarso da un anelito di speranza.
Noi comprendiamo benissimo anche se : hic manebimus optime (anche se qui,in questo porcile- riferito all'ambiente politico- non stiamo ottimamente. Ridicolo e risibile e' leggere in questi giorni dell'indignazione dei nostri potenti , le loro acute analisi sulla trasversalita' della politica e del potere.Un bel tacer non fu mai scritto!!!! Interessante e' pero' osservare come questo governo stia muovendo i primi passi verso un modo nuovo di vedere il lavoro e l'Uomo.Noi auspichiamo vivamente che il ministro Tremonti e Sacconi rispettino le promesse di realizzare entro l'announa legge che possa vedere la partecipazione dei lavoratori agli utili d'impresa. Anche se LA DESTRA vede come vera rivoluzione sociale la cogestione, il popolo di destra potrebbe gia' cominciare a rinnovellare le proprie speranze perche' la strada intrapresa, se quanto promesso sara' realizzato, possa e sia molto utile da percorrere per tentare di uscire dall'attuale crisi.Queste idee non convincono la Cgl e la sinistra,da sempre contrarie ad ogni sorta di contaminazione tra capitale e lavoro. Ben sappiamo che la socializzazione delle impese, auspicabilmente, piu' portare alla socializzazione dello Stato e che questa finalita' e' in perfetta antitesi con il liberismo e con la concezione capitalista del lavoro, ma siamo fiduciosi. Secondo il nostro punto di vista cediamo che iniziando a lavorare sull'uomo, sul lavoratore rendendolo piu' partecipe agli utili e alla gestione,tutto diventi piu' facile ed egli si sentira' artefice della propria vita, del proprio destino e tutti i lavori diventerebbero sopportabili. Dietro l'uomo c'e' la sua dignita', le sue pulsioni, le sue ambizzioni e non solo un costo o un voto. con queste semplici regole di vita si potebbe arrivare ad aumentare la nostra moralita' facendo crescere l' eticita' dello Stato.Ma la moralita' dell'individuo deve essere sostenuta dall'eticita' dello Stato altrimenti tutto crolla. Un graduale ma costante rapporto di coerenza con uno Stato etico puo' portare all'unita' di un Popolo,di una Nazione. Il valore assoluto e' la moralita'.L'ordine non puo' essere imposto dalle ronde deve regnare all'interno dell'Uomo.La starda intrapresa ,ritengo possa essere una strategia importante per fermare le follie di molti, comprese quella seccessionista della Lega,ridimensionandola.
Piermarino Veronese
Segretario Provinciale de La Destra Rovigo
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