GIUSTIZIA SPETTACOLO  Segnala

Perchè i maxi schermi?

Il processo di Rignano potrà essere seguito in diretta su due maxi schermi, uno nella biblioteca e l’altro all’ingresso del Tribunale. E' quanto ha deciso il Presidente del Tribunale di Tivoli, che si è giustificato affermando che «tutti devono poter seguire queste udienze». Io non sono d'accordo.
Non mi è mai piaciuta e non mi piace la spettacolarizzazione dei processi, soprattutto quelli così delicati, per il tipo di reati oggetto dei capi d'imputazione. L'opinione comune, su questo caso, è divisa fra innocentisti e colpevolisti. Personalmente, attendo gli esiti dell'istruttoria dibattimentale, riconoscendo che le informazioni in mio possesso non sono ancora sufficienti a legittimare un giudizio, seppur in via presuntiva.
Mi chiedo, però, a chi possa recare beneficio mandare su maxi schermo le immagini del processo. Di certo, non alle piccole presunte vittime, che avrebbero il diritto di essere tutelate, anche sotto il profilo della riservatezza, sia in merito alla loro identità che agli atti che avrebbero subito. Di certo, non agli imputati. Se non fosse provata la loro responsabilità penale per i reati contestati, sarà in ogni caso difficile cancellare, prima in loro stessi e poi nell'opinione pubblica, il ricordo di questi giorni.
Sia chiaro. Considero la pedofilia, l' abuso e la violenza sessuale su minori, reati che andrebbero puniti con pene pari a quelle per gli omicidi. Nessuna vittima di un pedofilo o di un violentatore avrà più la vita che meritava. Nulla potrà restituire ciò che è stato tolto. Non ho pietà per chi tocca od abusa di un bambino. Per quanto mi riguarda, in caso di colpevolezza, si dovrebbe gettare la chiave della cella.... Prima, però, voglio essere certa che gli imputati siano riconosciuti colpevoli.
E torniamo alla domanda iniziale: perchè i maxi schermi? Perchè usare questi processi per finire sulle pagine dei giornali? Io la risposta me la sono data... ma continuo a sperare che non sia quella giusta!

Monica Nassisi
Resp. Naz. Giustizia