FEDERALISMO : TIMORI CONDIVISI  Segnala

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Parlo per me. Sul federalismo il Partito ha le sue idee, ma non vuol dire che ci ha messo il bavaglio, anzi, incominciamo ad affrontare - a brutto muso - questa nenia che sta addormentando l'unità della stessa Nazione Italiana.
I timori di una “pappoli” del Presidente Buontempo sul federalismo demaniale - vagliata la classe politica/amministrativa imperante - sono una certezza. Quello che si spera non accada è già accaduto, se alcuni di noi pensano male, si sono sbagliati, perché questo inizio di federalismo è l'apertura di una fogna per i ratti che si pasceranno dei beni pubblici. Incominciamo col dire che i beni demaniali sono proprietà dell'intera nazione, mentre l'attribuzione è regalata ad alcune regione a scapito di altre. I beni sono attribuiti con un valore fasullo, mentre andrebbero presi in carico a valore di mercato.
I beni ceduti dallo Stato, costituiscono un patrimonio collettivo della Nazione, le regioni debbono rispondere per la quota parte a garanzia del debito pubblico e, se alienati, debbono versare ad un fondo il corrispettivo in valore reale e riscuotibile.
La parola federalismo fa rima con egoismo, proviamo a prospettare che la riscossione del IRPEF sia attribuita tutta o, almeno il 50% alle regioni di origine di ogni contribuente: se gli immigrati sono una ricchezza, anche, i terroni, il nord lo hanno arricchito abbondantemente.

Vittorio Scialpi