ELEZIONI REGIONALI:CHE FARE? SI APRE IL DIBATTITO  Segnala
Il quattro ottobre il pdl annuncerà il candidato alla presidenza della Regione Campania, analisi e prospettive viste da destra.

Le diplomazie regionali del popolo delle Libertà vogliono chiudere al più presto l’annosa questione, su chi sarà il prossimo candidato alla presidenza della regione Campania e, da indescrizioni pubblicate anche sul velino, il 4 ottobre dovrebbe essere la data precisa dell’ufficializzazione del candidato, in occasione della convention regionale del partito con la presenza anche del premier Berlusconi.
Al momento sono quattro i candidati per la presidenza della Regione Campania: l’onorevole De Gregorio in rappresentanza del movimento Italiani del Mondo e dei piccoli partiti federati con il popolo delle Libertà che, pur essendo stati determinanti per le vittorie nelle provincie di Avellino, Napoli e Salerno, sono stati feriti nella dignità politica e privati della possibilità di avere assessori nelle giunte; il leader degli industriali napoletani Lettieri, che già in passato in  un’ affollata assemblea  territoriale napoletana,alla presenza di economisti, imprenditori e politici, aveva chiesto al premier Berlusconi,anche egli presente all’evento, una legge ad hoc per Napoli, volano necessario per lo sviluppo, con nuovi e diversi presupposti e con una nuova e diversa classe dirigente. Una legge ad hoc, sulla scia di Siena o di Venezia o sul modello di Roma capitale. Legge speciale a parte, sono 16 le pagine della relazione del leader degli industriali campani e sono da considerare come un vero e proprio manifesto politico nel quale non mancano i colpi di machete sulla classe dirigente campana. Lettieri parla di una Napoli che non ha saputo da venti anni a questa parte ripensare e attuare nuovi contesti urbanistici, civili, produttivi, e dove si è pensato unicamente a mantenere un’ artificiosa pace sociale. Una tranquillità sociale pagata a caro prezzo, basata sulla spesa pubblica a pioggia, su improduttivi e politici carrozzoni controllati dagli enti locali, quali Regione, Provincia, Comune, su un bacino di Lsu che non ha uguali in Italia,tranne che in Sicilia.
In pole position sembra essere la candidatura di Nicola Cosentino, che incarnerebbe nel miglior modo possibile, la scelta di un candidato squisitamente politico e non esponente della società civile, e sarebbe anche il giusto riconoscimento per i trionfi che ha saputo consentire al popolo delle Libertà nelle ultime elezioni amministrative, culminate con i successi di Avellino Salerno e Napoli, da quasi 15 anni governate dal centro sinistra.
Quarta ed ultima candidata alla carica di governatore Regionale è la ministra per le Pari Opportunità Mara Carfagna, soluzione che non dispiace al premier e che trova addirittura il “fondamentale appoggio” dell’irpino Gianfranco Rotondi, ministro per l’attuazione del programma di governo.
In questo momento storico e in queste condizioni per la destra di Storace e Buontempo,sono possibili tre scenari per le elezioni regionali.
Il primo scenario, di fronte alla qualità dei nomi espressi, di fronte all’inesistenza di un programma su cui lavorare, prevede la corsa in solitaria alle prossime elezioni regionali, issando la bandiera della identità e dei valori della destra ed evidenziando quanto almeno in Campania, centro destra e centro sinistra spesso sono stati i due lati della stessa medaglia.
Percorso non semplice, sfida davvero complicata poi con uno sbarramento da superare al 3% dei voti tutto diventa sempre più difficile.
Una seconda ipotesi, prevede l’accordo politico e non tecnico, con il popolo delle libertà,e la presenza di una lista de La Destra a sostegno del candidato presidente come valore aggiunto anche alle altre liste di centro destra. In questa ipotesi, la classe dirigente del partito, dovrebbe essere in grado,almeno dal punto di vista programmatico, di ottenere dal candidato presidente del centro destra e dalle liste di appoggio,l’approvazione di nostri punti salienti al programma della coalizione.
La Destra, nell’ambito del centro destra costituirebbe l’anima sociale,nazionale e popolare della coalizione, spesso condizionati dai due partiti regionali quali la Lega Nord e il Movimento delle Autonomie, che dettano l’agenda politica nazionale al popolo delle Libertà,e dimostrerebbe quanto è necessaria la presenza di una destra come quella di Storace e Buontempo all’interno della coalizione di centro.
Terza ipotesi, quella forse più affascinante e difficile, visto anche il contesto sociale e culturale su cui dovrebbe emergere è la creazione di un cartello da denominare per esempio “per il bene comune”al quale dovrebbero e potrebbero partecipare quei movimenti politici e quelle associazioni culturali che in questi 15 anni hanno contrastato il Bassolinismo,come malattia dell’animo, e candidare al ruolo di governatore un personaggio illustre e famoso che da anni si è schierato contro tutti i poteri, sia mafiosi che politici..Mi viene in mente il nome dello scrittore Saviano, chi meglio di lui,anche con l’apporto decisivo e qualificato della destra potrà nella nostra regione essere il migliore portatore di istanze di cambiamento e di ritorno ad un contesto sociale e politico civile.
Lo stesso Saviano, in una pubblica intervista, si è dichiarato appassionato delle poesie di Ezra Pound, un buon segno, per cominciare un dialogo.

Giuseppe Parente