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Le banche collassano il nostro sistema economico, la parola crisi è diventata la prefazione ai nostri pensieri, la famiglia è in un perenne attacco totale e la sua solidità sembra creparsi, i giovani cedono allo spettro di facili profitti e di una vita incerta, tutto sembra piegarsi al destino comune, immutabile e predestinato.
Sembriamo essere divenuti zombie a spasso fra le rovine di una civiltà, fatta solo di immagini e di illusioni, di pochezze intellettuali e di vergogne.
Ci siamo abituati troppo presto a considerare l'osceno come una routine. Abbiamo perso il sano gesto di incazzarci e di impallidire dinnanzi agli affronti alla dignità umana, alla dignità di un paese, che ancora noi pochi continuiamo a chiamare Patria.
Il tempo sembra aver privato ogni tipo di maturazione della nostra società. Tutto tende preferire il processo di marcimento e di decomposizione. Gli Alpini in ritorno dalla Russia amavano dire "la neve si scioglie al sole, il sangue versato invece no".
Ora che la nostra neve si è sciolta, abbiamo lasciato che gli eroi, la fede, l'idea, se ne andassero via con lei, privandoci di ogni memoria e costringendoci ad una fredda steppa, in quella steppa dove muoiono inesorabili passioni ed amori.
l'Apocalisse delle ideologie è ormai un fatto certo che non possiamo rinnegare. Quale futuro possiamo ancora auspicare davanti a codesto scenario?
Ci sono uomini che sono nati per vivere e morire, noi preferiamo vivere per lottare, dimostrando al mondo che la parola sacrificio ha ancora un senso, per alcuni.
Noi pochi, noi felici pochi. Non saranno certo le facili distrazioni di potere e di posizione a soddisfare la nostra fame di vittoria.
Noi siamo la Gioventù Italiana, quel movimento giovanile unico e distinguibile fra mille, fiera delle idee e manifesto di ogni credo.
Abbiamo affrontato tempi di smarrimento e non siamo certamente rimasti a piangerci addosso. "Forte non è chi non cade mai,ma chi cadendo si rialza", noi ci siamo rialzati e ancora una volta ci stiamo risollevando con gloria.
Vedo decine e decine di giovani che ci contattato e che vogliono impegnarsi con noi. Sento dirigenti e militanti di questo movimento pronti a riaccendere ogni speranza per rimettere questa gioventù in cammino.
Ho avuto l'incarico dal nostro Segretario Nazionale Francesco Storace di ri-organizzare questo movimento giovanile de La destra.
Non credo che Francesco abbia voluto o voglia che io mi preoccupi di fare un esecutivo o di depositare qualche atto cartaceo in un freddo e grigio ufficio di un registro pubblico. Sono convinto più che mai che Storace abbia voluto darci un compito, improrogabile e di non facile soluzione.
Il nostro Segretario ci impone di dare tutti noi stessi per raggiungere un obbiettivo che è nel cuore di coloro che si sentono rappresentanti dai nostri simboli.
Noi dobbiamo lavorare al fine di ricostruire un movimento giovanile che sia in grado di rappresentare degnamente i sani giovani di questa Italia. Il partito non vuole un esercito di attacchini per manifesti, il nostro partito vuole una classe dirigente che guidi una comunità verso l'impegno di sancire ed incidere un segno nella storia di questo paese.
Noi siamo la nuova gioventù d'Italia, siamo i giovani che dovranno "cacciare i mercanti dal tempio" per donarne il trono ad una generazione migliore di quella del passato e migliore della nostra.
Un evoluzione non può essere tale se chi la precede non ha lavorato per lasciare in eredità qualcosa a chi verrà.
Noi vogliamo erigerci a difensori di una idea e lo dobbiamo fare raccogliendo idealmente una staffetta che ci hanno consegnato a noi per poi lasciarla ad altri.
Ora lasciamo che i corvi divorino le loro stesse intestine e non badiamo più a loro. Essi si sono esclusi da soli e hanno preferito allearsi con chi, tutt'oggi, noi consideriamo il nemico.
Facciamo ricchezza di quello che abbiamo e non demordiamo.
Nelle prossime ore sarà in giro per l'Italia a incontrare le comunità di tante città. Voglio vedere i vostri visi uno ad uno, voglio sentire la vostra voce tuonare, voglio sentirvi nell'animo cosa avete dentro.
Voglio sentire di cosa è fatta questa Gioventù Italiana e sono sicuro che dentro di ognuno di noi troverò lo stesso sangue, lo stesso bollore, lo stesso cuore che batte ad unisono.
Ci sono davanti a noi sfide che ci attendono, Ci sono strade che dobbiamo ancora percorre e piazze che dobbiamo ancora presidiare.
E' ora di Gioventù Italiana, E' ora di Movimento.
Gianni Musetti
Responsabile Nazionale Gioventù Italiana
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