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Caro Tilgher, ho letto con interesse su “Destranews” il tuo articolo “Noi e la Lega” e vorrei manifestarti alcune considerazioni, frutto della mia esperienza a Cuneo, la provincia di maggiore presenza e successo della Lega in Piemonte, per ribadire che le differenze di fondo fra noi e la Lega Nord sono insanabili. Ritengo che in tutto il Piemonte La Destra sia stata fortemente ridotta in termini elettorali a causa dell’azione concentrica in questi anni di Berlusconi, che ha deciso il nostro ostracismo e di quella di Fini, velenosa e ricattatoria. Da qui il convincimento da parte dell’opinione pubblica che ormai il “nuovo partito di destra” sia la Lega. Niente di più esasperante oggi per noi questo convincimento, che mi fa avvertire che non è affatto vero che la “differenza tra noi e la Lega consiste nel come ci si pone di fronte ai problemi”. Purtroppo, c’è ben altro che è irrimediabile e cova nell’animo dei leghisti. Ti do alcuni esempi di cui sono testimone. A conclusione della campagna elettorale al Comune di Cuneo nel 2007, i rappresentanti del centrodestra sedevano dietro un lungo tavolo disposto sul palco, a cui era stato imposto di non ricoprirlo con una bandiera tricolore, perché gli attivisti leghisti si sarebbero ribellati. Parimenti non è stato possibile durante la manifestazione ascoltare “Fratelli d’Italia” o altri inni nazionali: ci si è dovuti arrangiare con sinfonie di Beethoven. Ancora più eclatante è venire a conoscenza recentemente che, in occasione di colloqui telefonici con l’on. Cota, capogruppo della Lega alla Camera, alcuni giovani dirigenti concludono il colloquio con lui con il motto “Fino alla libertà!”……Tutto questo non è soltanto pericoloso per ulteriori , future estremizzazioni, ma fa rabbia se si pensa che la Lega è ormai infarcita di ex missini e di puri e duri con ascendenze di destra, e ciò per opportunismo, per volontà di contare, per colpevole insipienza e cedimenti altrui. Sta a noi “resistere”, fare passare questa ventata leghista, ponendoci con concretezza e passione in alternativa. Anche perché, piaccia o non piaccia, in Italia non si può prescindere da una destra autentica, come d’altronde neanche dalla sinistra.
Ti ringrazio per la cortese attenzione e ti invio i più cordiali saluti. Con tanta stima.
Paolo Chiarenza
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