| CCSVI E SCLEROSI MULTIPLA | Segnala |
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La condizione dei malati cronici è spesso aggravata dalla disinformazione sulla propria malattia.
Noi malati di sclerosi multipla in questo momento siamo tutti in fibrillazione per la recente presentazione durante il Congresso del 23.1.2010 a Vicenza dei Dott. Zamboni e Salvi dell’Ospedale Sant’Anna di Ferrara, della possibile correlazione della CCSVI e gli effetti devastanti della Sclerosi Multipla. E’ del tutto ovvio, per evitare illusioni, che questa ricerca nn esclude la natura autoimmune della sclerosi multipla, ma può validamente associarsi ad essa. L’idea originale è tutta italiana ed è stata considerata degnissima di studio in tutto il mondo. La CCSVI è una sigla che sta per Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale. In parole povere le ricerche di Zamboni e Salvi avrebbero accertato che un restringimento (stenosi) delle vene che afferiscono al cervello e al midollo spinale possono, tramite l’alterazione del flusso, causare accumuli o alterato drenaggio sanguigno di tali strutture. Il restringimento delle vene che sono situate lontano dal cervello, vicino cioè al cuore che è il loro naturale punto di arrivo,può essere di tipo malformativo, e quindi indipendente e preesistente rispetto all’esordio della SM. La CCSVI si può diagnosticare con un esame non invasivo denominato ecoDoppler che si differenzia da quelli comunemente eseguiti per la necessità di una poltrona mobile e per la presenza di sonde e software specifici. La CCSVI si può curare con un trattamento cosiddetto endovascolare. Un trattamento cioè che non necessita di ricovero, bisturi ed anestesie generali. Attraverso una puntura endovenosa viene fatto navigare un catetere guidato nelle vene del paziente. Quando si raggiungono le vene bloccate il catetere gonfiando un palloncino permette di dilatare i restringimenti. Il miglioramento della circolazione venosa cerebrale riduce il numero di ricadute, le lesioni attive e migliora la qualità della vita. Attualmente per curare la CCSVI la sola struttura appare essere solo a Ferrara nell’Ospedale Sant’Anna, e sarebbe opportuno che tutti i centri di ricovero e cura della S.M. siano dotati delle apparecchiature e figure professionali per attuare la terapia della CCSVI. È una ricerca tutta Italiana e la notizia è rimbalzata in tutto il mondo creando interesse sia nella vasta comunità dei malati sia nel mondo scientifico. MA NON E’ COSI’ IN ITALIA. Pochissime persone hanno cognizione della scoperta che potrebbe dare una seconda opportunità di vita a persone che soffrono questa patologia. Pochissimi media hanno dato il giusto risalto a questa straordinaria scoperta. Molti di noi, quelli che fanno uso di internet, hanno potuto seguire l’evoluzione della notizia, ma per tanti altri questa immensa scoperta tutta Italiana è ancora sconosciuta. Ora che siamo ad un passo dalla possibile fine di in incubo per tanti, i media non ne parlano!!! La FISM il 27 gennaio 2010 ha comunicato la disponibilità a finanziare la prosecuzione degli studi italiani sulla CCSVI, ma ad oggi nn si sa ancora alcunché. Abbiamo il diritto di sapere lo stato dell’arte!!
Roberta Sibaud
(Componente Consulta per la Disabilita’ III Municipio Roma – La Destra) (Consulente di Jenny Zagami Vice Responsabile Nazionale Settore Sanità - La Destra) |
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