Sabato, 31 Luglio 2010
NEWS DA DESTRA
NESSUN ATTO SESSUALE CON MINORENNI E’ DI MINORE GRAVITA’

A gran voce esprimo contrarietà assoluta alla mancata previsione, a seguito dell’emendamento n. 1707 al Ddl sulle intercettazioni, presentato da senatori del Pdl, dell’obbligatorietà dell’arresto in flagranza di reato  per il reato di atti sessuali con minorenni, nei casi “di minore gravità”.
L’arresto obbligatorio è previsto nel caso di flagranza di reato, per  i  delitti non colposi,  considerati gravi in relazione o alla misura della pena edittale (art. 380, comma 1, c.p.p.) ovvero alla specificità del delitto,  che deve essere espressamente indicato in un elenco nominativo e tassativo (art. 380, comma 2, c.p.p.).
Il legislatore, può inserire in tale elenco tutti quei delitti per i quali sono presenti rilevanti esigenze di tutela della collettività, anche al fine di evitare che il reato venga portato a conseguenze ulteriori, anche se tali delitti non rientrano nei limiti edittali indicati precedentemente dalla norma.
Tra le ipotesi specifiche rientra, per esempio, il furto aggravato. Anche il furto di una bottiglia di liquore o di una maglietta, da cui sia stata rimossa  una placca o un semplice adesivo a barre antitaccheggio , viene qualificato come furto aggravato, con conseguente obbligatorietà dell’arresto.
Qualcuno ci dovrebbe spiegare perché  il legislatore consideri  di maggior gravità ed allarme sociale  il  furto di una maglietta, rispetto ad un atto sessuale compiuto nei confronti di in  un bambino. 
Non mi limito, però, a chiedere la previsione dell’arresto obbligatorio per  ogni ipotesi di atto sessuale con minorenni.
Vado oltre.
A nome de “La Destra”, chiedo l’abrogazione del comma IV dell’art.  609 quater, c.p., il quale, nel disciplinare  le ipotesi di  atti sessuali con minorenni, prevede  : “Nei casi di minore gravità la pena è diminuita fino a due terzi”.
Nessun atto sessuale con minorenne può considerarsi di minore gravità!
Il destinare un atto sessuale ad un bambino non solo è ignobile e vergognoso, ma è gravissimo, qualunque sia la modalità. Un bambino non deve essere sfiorato od anche solo turbato da gesti , azioni, attenzioni, che per loro natura andranno sicuramente a ledere l’equilibrio e lo sviluppo psichico e sessuale del minore. Questo deve  essere un principio fondamentale, non solo etico, ma giuridico!
Nessuno sconto per i molestatori dei bambini.
Arresto obbligatorio in flagranza di reato. Nessuna ipotesi di minore gravità.
E’ quello che vogliamo ..… anzi pretendiamo!

Monica NASSISI
Resp. Naz. Giustizia

 
LA DESTRA DI STORACE E BUONTEMPO FESTEGGIA IL TRICOLORE

In risposta alla presenza secessionista in Abruzzo della Lega Nord, La Destra ha dato il via ad una serie di manifestazioni per celebrare il 150esimo anniversario dell'Unita' d'Italia. Stamani a Guardiagrele centinaia di persone hanno applaudito il corteo tricolore organizzato da La Destra  di Storace e Buontempo; questa e' la dimostrazione che gli Abruzzesi non aderiranno mai ad iniziative secessioniste.  I dirigenti  regionali e locali del partito hanno sfilato per le vie del centro cittadino sostenendo un tricolore di 18 metri, intonando l’inno nazionale e ribadendo di riconoscere come unica bandiera il Tricolore che unisce l’Italia.
Non si può ipotizzare di propagandare nel cuore dell’Abruzzo una proposta secessionista che mira alla divisione della Nazione.
La Lega deve cambiare lo statuto se vuole fare politica in Abruzzo e non può in maniera mendace cambiare le carte in tavola perché è giusto che tutti sappiano che il loro è un progetto di disgregazione e non di unione.
Il corteo  e' terminato nella piazza dove ha sede la Casa Municipale dinanzi alla quale e' stata posta la bandiera tricolore di 18 metri.

Anna Rita Guarracino Vice Segretario Regionale La Destra Abruzzo
 1_10.jpg  1_18.jpg 1_22.jpg
 

 

 
ENTI DI PREVIDENZA, INQUILINI A RISCHIO

case.jpgQuesta mattina, presso il mio assessorato alle Politiche per la Casa della Regione Lazio, ho incontrato una delegazione dei Comitati dei ‘cittadini resistenti’ locatari degli enti previdenziali Enasarco, Enpaia, Fimit, Cassa geometri, Cassa forense, Fondo Pensioni Banca di Roma.

Ritengo iniquo il comportamento di quegli enti di previdenza che oggi pensano di agire come soggetti privati, nella gestione del patrimonio immobiliare, tradendo la funzione sociale in virtù della quale, a suo tempo, ottennero finanziamenti e talvolta anche i terreni per l’edificazione delle abitazioni di loro proprietà.
Ieri, nel corso di una riunione al Ministero delle Infrastrutture, cui ha partecipato anche il sottosegretario Mantovani, ho posto all’attenzione del Governo la particolare situazione di Roma.
Nella Capitale l’emergenza abitativa si fa di giorno in giorno più grave, come testimoniano gli oltre 5.000 provvedimenti di sfratto già pronti, che si aggiungono ai precedenti 40.000. Per questo motivo, nei prossimi giorni, convocherò una riunione del Tavolo interistituzionale sull’emergenza abitativa.
Il comportamento degli enti previdenziali rischia di rappresentare una vera e propria bomba sociale: bisogna lavorare, per garantire una casa anche a chi non può comprare.
Oggi a Roma più di 30mila famiglie rischiano seriamente di perdere la propria casa, perché gli enti hanno avviato le procedure di sfratto e di dismissione degli edifici. Inoltre, gli affitti sono stati aumentati in maniera indiscriminata e del tutto inaccessibile agli attuali inquilini, costretti a subire incrementi fino all’85 per cento e i prezzi di vendita rispondono più a una logica speculativa che non alla funzione sociale che gli enti previdenziali dovrebbero svolgere.
Ai rappresentanti degli inquilini, che hanno annunciato un convegno a Palazzo Valentini per il 15 giugno e una manifestazione a fine mese davanti alla sede del Parlamento, ho ribadito che sulla materia serve una legge nazionale, che garantisca tra l’altro il passaggio da casa a casa a chi non può comprare.
La prossima settimana incontrerò il prefetto di Roma, Pecoraro, per discutere proprio dell’emergenza abitativa nella Capitale.

Teodoro Buonetmpo

 
SCADENZE FISCALI: ADEMPIMENTI, UN LUGLIO DA RICORDARE DI ENNIO ALIVERNINI
Un mese ad alta tensione fiscale. Da qui al prossimo 5 agosto si contano infatti oltre 250 scadenze fra imposte, tasse, contributi, diritti camerali, trasmissioni telematiche all'Agenzia delle entrate ad altri adempimenti di carattere squisitamente tributario. Il breve rinvio dei termini di pagamento, concesso con il dpcm del 4 giugno scorso per i soggetti ai quali si applicano gli studi di settore, pur essendo accolto favorevolmente dalla generalità degli interessati, ha finito di fatto per concentrare, in un arco temporale molto ristretto, un numero elevatissimo di adempimenti fiscali. Per comprendere l'ingorgo che si prospetta, nella tabella in pagina abbiamo riassunto le principali scadenze che attendono i contribuenti e i loro consulenti da qui al 5 agosto prossimo.
 

La torrida estate del fisco 2009*

 

Data di scadenza

Soggetti interessati

Adempimenti principali

6 luglio (lunedì)
26 adempimenti

Titolari di posizione Iva soggetti a Irpef o a Ires ai quali si applicano gli studi di settore

Versamento delle imposte dovute a saldo 2008 e a titolo di primo acconto 2009 sulla base della dichiarazione Unico 2009 senza alcuna maggiorazione

Versamento diritto annuale CCIAA senza alcuna maggiorazione

15 luglio (mercoledì)
10 adempimenti in scadenza

Datori di lavoro, enti pensionistici che prestano assistenza fiscale e C.A.F.

Invio all’agenzia delle entrate delle dichiarazioni modello 730/2009 predisposte

16 luglio (giovedì)
164 adempimenti

Sostituti d’imposta

Ritenute d’acconto di competenza del mese di giugno 2009

16 luglio (giovedì)
164 adempimenti

Contribuenti Iva mensili

Versamento iva dovuta per il mese precedente

16 luglio (giovedì)
164 adempimenti

Contribuenti Iva che hanno scelto il versamento rateale del saldo Iva 2008

Versamento 5° rata dell’iva annuale

16 luglio (giovedì)
164 adempimenti

Persone fisiche in regime dei minimi

Versamento in unica soluzione o come 1° rata imposta sostitutiva a saldo 2008 e in acconto 2009 dovuta sulla base di Unico 2009 con maggiorazione dello 0,40

16 luglio (giovedì)
164 adempimenti

Soggetti Irpef o Ires ai quali non si applicano gli studi di settore in Unico 2009

Versamento in unica soluzione o come prima rata delle imposte dovute in Unico 2009 a titolo di saldo e primo acconto con maggiorazione dello 0,40%

16 luglio (giovedì)
164 adempimenti

-

Versamento diritto annuale alla CCIAA di competenza con maggiorazione dello 0,40%

16 luglio (giovedì)
164 adempimenti

Soggetti Irpef o Ires che hanno scelto il pagamento rateale delle somme in Unico 2009 e che hanno versato la 1° rata il 16 giugno (non soggetti a studi) o il 6 luglio (soggetti a studi)

Versamento della 2° rata delle imposte e contributi dovuti a titolo di saldo 2008 e 1° acconto 2008 con interessi nella misura del 4% annuo

20 luglio (lunedì)
3 adempimenti

Operatori intracomunitari

Presentazioni elenchi Intrastat per cessioni e acquisti intracomunitari del mese di giugno 2009

30 luglio (giovedì)
5 adempimenti

Titolari di contratti di locazione

Versamento imposta di registro sui contratti nuovi o rinnovati

31 luglio (venerdì)
40 adempimenti

Sostituti d’imposta

Presentazione mediante invio telematico della dichiarazione dei sostituti d’imposta modelli 770/2009 semplifi cato e 770/2009 ordinario

5 agosto (mercoledì)
20 adempimenti

Titolari di posizione iva ai quali si applicano gli studi di sttore

Versamento delle imposte dovute a saldo 008 e a titolo di primo acconto 2009 sulla base della dichiarazione Unico 2009 con a maggiorazione dello 0,40%

* Fonte: Agenzia delle Entrate
 
La tabella è solo un estratto della mole di adempimenti che si presentano a chi consulti lo scadenzario del mese luglio sul sito internet dell'Agenzia delle entrate. La finestra che si apre in coincidenza del mese più caldo dell'anno è di ben 25 pagine nelle quali sono riportate, una a una, oltre 250 singole scadenze di imposte e contributi. Come se tutto ciò non bastasse a rendere difficile il lavoro degli operatori e dei contribuenti ci sono anche molte novità e adempimenti puramente amministrativi. Fra queste le maggiori complicazioni derivano principalmente dal carico di imposte e contributi che quest'anno si affacciano per la prima volta nei modelli di dichiarazione (in primis le sostitutive per i contribuenti minimi e quelle per le rivalutazioni e i riallineamenti) nonché dalla scadenza per l'invio telematico dei modelli 770/2009, rimasto fermo alla data del 31 luglio 2009.
Quest'ultima scadenza peraltro finirà proprio a cavallo di due date particolarmente impegnative e dense di adempimenti quali quella del 16 luglio, nella quale oltre agli adempimenti naturali connessi ogni mese a tale scadenza si aggiungono quelli derivanti da Unico 2009 e quella, nuova, del 5 agosto dedicata ai contribuenti ai quali si applicano gli studi di settore nella versione anticrisi.
L'esame del calendario dal sito delle Entrate non esaurisce alcuni dei dubbi che possono sorgere a una prima lettura.
Per esempio, la seconda scadenza utile per i versamenti dei diritti camerali dovuti per l'anno 2009 è fissata al 16 luglio 2009 con la maggiorazione dello 0,40%. Il problema però è che per determinare l'importo del contributo dovuto bisogna far riferimento al valore della produzione dichiarato ai fini dell'imposta regionale che, per i contribuenti ai quali si applicano gli studi di settore, potrebbe invece essere ancora da determinare o verificare stante la suddetta proroga della scadenza del pagamento del tributo fissata al 5 agosto 2009.
Dubbi sussistono anche per le date di pagamento valide per i soggetti Ires ai quali si applicano gli studi di settore che approvano il bilancio nel cosiddetto termine lungo di 180 giorni dalla chiusura del periodo d'imposta.
In queste ipotesi, si legge nelle istruzioni alla compilazione del modello Unico 2009 SC, i soggetti che in base a disposizioni di legge approvano il bilancio o il rendiconto oltre il termine di quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio, versano il saldo dovuto in base alla dichiarazione relativa all'Ires, compresa quella unificata, entro il giorno 16 del mese successivo a quello di approvazione del bilancio o rendiconto.
Stessa soluzione nell'ipotesi in cui il bilancio o il rendiconto non venga approvato entro il sesto mese dalla chiusura dell'esercizio. Anche in questo caso infatti il versamento deve essere comunque effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello sopra indicato (per esempio: in caso di approvazione del bilancio in data 30 giugno 2009, la società dovrà effettuare i versamenti entro il 16 luglio 2009).
Ciò detto resta il dubbio di come questa disposizione generale debba essere coordinata con il differimento dei termini per i soggetti Ires disposto dal citato dpcm del 4 giugno scorso, ai quali si applicano gli studi di settore.
Si deve cioè comprendere se in caso di approvazione del bilancio entro il mese di giugno 2009 la scadenza per il pagamento delle imposte, senza la maggiorazione dello 0,40%, debba essere il 16 luglio o il 5 agosto.
A stretto rigore di logica si dovrebbe ritenere che anche per questi soggetti debba essere applicabile la mini proroga di 20 giorni disposta dal provvedimento da ultimo citato. Applicando però questa ipotesi interpretativa sarebbe poi difficile capire quale debba essere l'ulteriore termine applicabile a questi soggetti per effettuare il pagamento delle imposte dovute con la maggiorazione dello 0,40 per cento. Nel dubbio, e soprattutto per evitare sanzioni, non resta che provvedere al pagamento entro il 16 luglio senza la maggiorazione o eventualmente al 5 agosto applicando la maggiorazione dello 0,40.
Accennavamo in precedenza alle problematiche connesse alla dichiarazione dei sostituti d'imposta modello 770/2009. Dopo la rivisitazione delle scadenze delle dichiarazioni 2009 operata dal dl milleproroghe (dl 207/2008 convertito nella legge n.14 del 2009) l'invio telematico della dichiarazione dei sostituti d'imposta sia nella versione semplificata che quella ordinaria, è slittata dall'originario 31 marzo all'attuale 31 luglio mentre il resto delle dichiarazioni fiscali 2009 (Unico compreso) si è invece posizionato al 30 settembre (vedi tabella a fianco).
Se in un primo momento la data del 31 luglio poteva anche apparire tranquilla, oggi, stante le proroghe concesse a causa del ritardo nella predisposizione dei nuovi studi di settore, questa data ha finito invece per essere particolarmente ingolfata e densa di adempimenti.
Non è il primo anno che ai contribuenti e ai loro consulenti il fisco concede un «extra time» ai primi del mese di agosto. Era già successo nell'estate 2007 quando, sempre per colpa degli studi di settore, la scadenza dei versamenti con la maggiorazione dello 0,40% fu spostata dal canonico 16 luglio all'8 agosto.
Quella estate però il modello 770 non intralciava le operazioni connesse ai calcoli di Unico, di Gerico, e ai relativi versamenti. La scadenza per la trasmissione telematica del modello dei sostituti d'imposta era infatti fissata al 30 settembre.
Se non ci saranno novità al calendario degli adempimenti fiscali del 2009 per i contribuenti e i loro professionisti sarà davvero una corsa contro il tempo per riuscire a completare la mole di adempimenti che li attendono da qui al prossimo 5 agosto.
La straordinarietà del momento e la particolare situazione in cui ci si è trovati a causa dei ritardi nella diffusione dei modelli relativi agli studi di settore e del software Gerico, potrebbero anche indurre il legislatore a un ulteriore atto di clemenza che dovrebbe riguardare proprio la scadenza, esclusivamente tecnica, del modello 770/2009. Quest'ultima dichiarazione non essendo collegata a veri e propri versamenti (salvo il caso del ravvedimento di ritenute operate ma non versate nel periodo d'imposta) potrebbe benissimo essere rinviata in un periodo più tranquillo, fiscalmente parlando, senza con ciò incidere se non in misura marginale, sulle casse dell'Erario.
 
FESTA DEL TRICOLORE A GUARDIAGRELE PROVINCIA DI CHIETI
L’unica bandiera che riconosco è quella che unisce l’Italia : IL TRICOLORE

Sabato 5 giugno la Destra terrà a Guardiagrele, in provincia di Chieti, “La festa del Tricolore”, una manifestazione organizzata  in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia.
Un Tricolore, di 15 metri, sfilerà per le vie del centro cittadino.
E’ il primo dei 5 appuntamenti del calendario abruzzese, toccando le 4 province, con la partecipazione dei dirigenti nazionali, regionali e locali de la Destra nonché la presenza di Gioventù italiana.
E’ necessario,  in questo momento di grande confusione politica che vede il fiorire di “falsi profeti”, ribadire  i valori fondanti del nostro partito che nel Tricolore sintetizza  le profonde radici dell’appartenenza.
Questo il programma della mattinata:
Alle ore 10,30 ritrovo all’ingresso della città, a Porta San Giovanni nei pressi dell’arco. Alle 10,45 il corteo si muoverà snodandosi per le strade del centro percorrendo via San Giovanni, corso Roma, piazza Santa Maria Maggiore, via Tripio e concludendo la manifestazione a piazza San Francesco  davanti alla sede del Palazzo comunale dove sarà deposto il Tricolore.

Annarita Guarracino
Responsabile prov.le Chieti
 
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO- LO SFOGO- VERO BILANCIAMENTO SOCIALE?

La presente lettera che pubblichiamo non rispecchia la linea editoriale del giornale ma – nel rispetto che dobbiamo ai nostri simpatizzanti – la pubblichiamo per l'attenzione che dobbiamo alla libertà di pensiero e di opinione. 

Tre, forse quattro anni senza contratti. Il Governo attua un vero e proprio furto legalizzato, mette allegramente le mani nelle tasche dei dipendenti pubblici – e solo dei dipendenti pubblici – licenzia quelli precari e spaccia tutto questo come risanamento: ma restano sostanzialmente i privilegi, i favoritismi, gli sprechi e la tolleranza verso l’illegalità
La Manovra Tremonti, pur essendo stata presentata come animata dal principio del “bilanciamento sociale” in realtà finisce per accanirsi in modo specifico sulla categoria dei dipendenti pubblici.
I lavoratori del pubblico impiego in queste ore hanno modo di apprendere i vari particolari della manovra dagli organi di stampa e stanno finalmente acquisendo la consapevolezza di quanto essa sia iniqua nei loro confronti.
Chi paga un prezzo salatissimo sono gli impiegati, i tecnici e gli operai della P.A., gente con stipendi spesso di poco superiori ai 1.000 euro netti al mese, che nei prossimi anni dovrà imparare a convivere con lo spettro della povertà; per non parlare di tutti i precari che saranno rimandati a casa col benservito.
E’ nostra intenzione fornire un’informazione puntuale e continua sugli effetti di questa manovra nei giorni a venire: diciamo subito, tuttavia, che le misure adottate verso coloro che sono i veri responsabili del dissesto finanziario del nostro Paese sono addirittura risibili se confrontate a quelle che colpiscono il “popolo del pubblico impiego”.
I tagli agli stipendi dei politici e a quelli dei manager/dirigenti privati e pubblici, infatti, sono meri palliativi, rappresentano percentuali infinitesimali dei loro guadagni e servono solo a dare all’opinione pubblica l’illusione ottica di un’equità sociale che – invece – nella manovra non c’è.
Analoga considerazione va fatta per gli altri costi indiretti della politica (vedi finanziamento ai partiti) e dell’alta burocrazia che restano ancora altissimi ed indegni di un paese civile.
La manovra, soprattutto, non fa nulla per punire il mondo dei furbi, degli evasori fiscali, dell’abusivismo edilizio, della corruzione negli appalti e nelle concessioni pubbliche.
Nel silenzio irresponsabile del mondo politico, di gran parte di quello sindacale, si consuma così una vera e propria mattanza sociale.
Intraprendere iniziative utili per evidenziare la profonda ingiustizia sociale che muove questa manovra, cominciando col dare attuazione ad una campagna di informazione che serva a contrastare quell’esercizio mediatico che, con un copione che va avanti da almeno due decenni, tende a presentare all’opinione pubblica i dipendenti pubblici (quelli già ridotti al limite della soglia di povertà) come la principale causa di tutti i mali.
Il Paese, in realtà, sta affondando perché abbiamo politici incapaci, che hanno alimentato una schiera di accoliti che occupa le posizioni dirigenziali della Pubblica Amministrazione nonché delle numerosissime Aziende di emanazione pubblica e che costituisce la vera Casta dei Privilegi
Un Paese che continua a premiare i furbi, quelli che evadono le tasse, che portano i capitali all’estero, che fanno gli abusi edilizi, che ottengono gli appalti corrompendo: quelli che non pagano mai.
Un Paese che dal dopoguerra – governato per anni dal centrosinistra – ha imparato a gestire la “cosa pubblica” come un fatto personale ed opportunistico.

Titti Monteleone 
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 56 - 66 di 478