Venerdi, 10 Settembre 2010
NEWS DA DESTRA
STORACE SU MARRAZZO
Le grandi manovre attualmente in corso alla Regione Lazio, con l’annunciato rimpasto in giunta, sono le specchio delle dilanianti contorsioni interne al Partito democratico, che aspetta il congresso nazionale per ridefinire gli equilibri di potere, e cioè le poltrone da occupare. Marrazzo, ormai lontano dai cittadini con la sua fallimentare gestione – peggio anche di Badaloni – rimescola le carte ancora una volta e, con le elezioni ormai alle porte, anziché pensare allo sviluppo della regione si concentra sullo scacchiere istituzionale. Le mosse interne al Pd devono scuotere il Pdl, che sulle regionali ha finora lanciato segnali poco chiari e che soprattutto oggi, scosso ai massimi vertici da preoccupanti tensioni interne, non può permettersi il lusso di trascurare eventuali possibili alleati. Con una buona dose di realismo politico, il Lazio potrà tornare al centrodestra". Lo dichiara Francesco Storace, segretario nazionale e capogruppo in Campidoglio de La Destra.
 
Il LAVORATORE PARTECIPI AGLI UTILI DI IMPRESA
Spero che il signor Eugenio Malaspina, che non conosco, non si offenda nel ricevere gli apprezzamenti di uno come me e come pochi altri,che da sempre,anche "Cristianamente" hanno scelto le strade piu' impervie per raggiungere qualche agonato traguardo. Leggendo quanto scrive traspare un senso di lucida rabbia, fastidio,disgusto per quanto accade in politica,sebbene ancora pervarso da un anelito di speranza.

Noi comprendiamo benissimo anche se : hic manebimus optime (anche se qui,in questo porcile- riferito all'ambiente politico- non stiamo ottimamente. Ridicolo e risibile e' leggere in questi giorni dell'indignazione dei nostri potenti , le loro acute analisi sulla trasversalita' della politica e del potere.Un bel tacer non fu mai scritto!!!! Interessante e' pero' osservare come questo governo stia muovendo i primi passi verso un modo nuovo di vedere il lavoro e l'Uomo.Noi auspichiamo vivamente che il ministro Tremonti e Sacconi rispettino le promesse di realizzare entro l'announa legge che possa vedere la partecipazione dei lavoratori agli utili d'impresa.

Anche se LA DESTRA vede come vera rivoluzione sociale la cogestione, il popolo di destra potrebbe gia' cominciare a rinnovellare le proprie speranze perche' la strada intrapresa, se quanto promesso sara' realizzato, possa e sia molto utile da percorrere per tentare di uscire dall'attuale crisi.Queste idee non convincono la Cgl e la sinistra,da sempre contrarie ad ogni sorta di contaminazione tra capitale e lavoro. Ben sappiamo che la socializzazione delle impese, auspicabilmente, piu' portare alla socializzazione dello Stato e che questa finalita' e' in perfetta antitesi con il liberismo e con la concezione capitalista del lavoro, ma siamo fiduciosi.

Secondo il nostro punto di vista cediamo che iniziando a lavorare sull'uomo, sul lavoratore rendendolo piu' partecipe agli utili e alla gestione,tutto diventi piu' facile ed egli si sentira' artefice della propria vita, del proprio destino e tutti i lavori diventerebbero sopportabili.

Dietro l'uomo c'e' la sua dignita', le sue pulsioni, le sue ambizzioni e non solo un costo o un voto.
con queste semplici regole di vita si potebbe arrivare ad aumentare la nostra moralita' facendo crescere l' eticita' dello Stato.Ma la moralita' dell'individuo deve essere sostenuta dall'eticita' dello Stato altrimenti tutto crolla. Un graduale ma costante rapporto di coerenza con uno Stato etico puo' portare all'unita' di un Popolo,di una Nazione.

Il valore assoluto e' la moralita'.L'ordine non puo' essere imposto dalle ronde deve regnare all'interno dell'Uomo.La starda intrapresa ,ritengo possa essere una strategia importante per fermare le follie di molti, comprese quella seccessionista della Lega,ridimensionandola.

Piermarino Veronese
Segretario Provinciale de La Destra Rovigo
 
LETTERA APERTA DI UN’INSEGNANTE PRECARIA
Sono reduce dalle nomine per le assegnazioni delle cattedre annuali e, ironia della sorte, ho sperato sino all’ultimo momento di “beccare” anche solo 7 ore di insegnamento, pur a 50 Km dalla mia abitazione.

La nostra è una vile, vergognosa, inaccettabile guerra tra poveri, è una lotta all’ultimo sangue tra “avvoltoi affamati” che puntano la loro preda e si buttano nella mischia pur di sottrarla al becco insanguinato degli altri. E che preda….. carne morta, scarti di cadaveri, rifiuti che a fronte di una fame atavica risultano piatti appetibili. Piatti sicuramente ben presentati e finemente conditi, con classi di 30 alunni i cui livelli culturali, le cui estrazioni sociali, provenienze, bagaglio culturale ed umano, le cui problematiche sono estremamente eterogenee. Ma questo non fa testo perché noi insegnanti siamo chiamati ad avere conoscenze approfondite, competenze, ad essere insegnanti, genitori, sociologi, antropologi, psicologi e addirittura psichiatri. E se non bastasse becchiamo bastonate anche dai genitori che spalleggiano per partito perso i propri figli, pensando di fare il loro bene.

Ho sentito compagni di sventura esultare di fronte alla non accettazione di un contratto, uno in meno, una possibilità in più di lavoro , insomma” mors tua vita mea”. A scuola i miei insegnanti, a casa i miei genitori, in parrocchia il mio sacerdote, mi hanno insegnato che prima di ogni cosa esiste il rispetto per l’essere umano. Sono un’idealista? Si, e me ne vanto, perché non intendo mischiarmi con la miseria umana verso la quale, inesorabilmente, le classi politiche e dirigenti ci stanno trascinando.
E il nostro Ministro Gelmini? Non ci venisse a raccontare che 40 anni fa c’erano classi da 30 alunni e che Paganini si ripete! L’estrazione socio-culturale, gli ambienti di crescita, l’interiorizzazione delle regole, “il mondo di oggi”, non ha più nulla a che vedere con quello di 40 anni fa, ma forse i nostri politici non hanno ancora sentito parlare del fenomeno della globalizzazione e dei suoi risvolti….

La Gelmini si è posta l’obiettivo di elevare il livello culturale degli italiani?

Senz’altro ha intrapreso la dritta e giusta strada.

Auguri anche a lei di buon inizio anno.
 
Roberta Mazzoni


 
CONSIDERAZIONI

Caro Tilgher,

ho letto con interesse su “Destranews” il tuo articolo “Noi e la Lega” e vorrei manifestarti alcune considerazioni, frutto della mia esperienza a Cuneo, la provincia di maggiore presenza e successo della Lega in Piemonte, per ribadire che le differenze di fondo fra noi e la Lega Nord sono insanabili.

Ritengo che in tutto il Piemonte La Destra sia stata fortemente ridotta in termini elettorali a causa dell’azione concentrica in questi anni di Berlusconi, che ha deciso il nostro ostracismo e di quella di Fini, velenosa e ricattatoria. Da qui il convincimento da parte dell’opinione pubblica che ormai il “nuovo partito di destra” sia la Lega. Niente di più esasperante oggi per noi questo convincimento, che mi fa avvertire che non è affatto vero che la “differenza tra noi e la Lega consiste nel come ci si pone di fronte ai problemi”. Purtroppo, c’è ben altro che è irrimediabile e cova nell’animo dei leghisti. Ti do alcuni esempi di cui sono testimone. A conclusione della campagna elettorale al Comune di Cuneo nel 2007, i rappresentanti del centrodestra sedevano dietro un lungo tavolo disposto sul palco, a cui era stato imposto di non ricoprirlo con una bandiera tricolore, perché gli attivisti leghisti si sarebbero ribellati. Parimenti non è stato possibile durante la manifestazione ascoltare “Fratelli d’Italia” o altri inni nazionali: ci si è dovuti arrangiare con sinfonie di Beethoven. Ancora più eclatante è venire a conoscenza recentemente che, in occasione di colloqui telefonici con l’on. Cota, capogruppo della Lega alla Camera, alcuni giovani dirigenti concludono il colloquio con lui con il motto “Fino alla libertà!”……Tutto questo non è soltanto pericoloso per  ulteriori , future estremizzazioni, ma fa rabbia se si pensa che la Lega è ormai infarcita di ex missini e di puri e duri con ascendenze di destra, e ciò per opportunismo, per volontà di contare, per colpevole insipienza e cedimenti altrui.

Sta a noi “resistere”, fare passare questa ventata leghista, ponendoci con concretezza e passione in alternativa. Anche perché, piaccia o non piaccia, in Italia non si può prescindere da una destra autentica, come d’altronde neanche dalla sinistra.

Ti ringrazio per la cortese attenzione e ti invio i più cordiali saluti. Con tanta stima.

 

Paolo Chiarenza

 

 
DIPARTIMENTO POLITICHE CULTURALI SETTORE POLITICHE SPORTIVE - ENTI DI PROMOZIONE

Desidero innanzitutto ringraziare il Segretario Nazionale Francesco Storace e il Responsabile dell’Organizzazione Bruno Esposito,della fiducia accordatami con la proposta di nomina a Responsabile del Settore Politiche Sportive-Enti di Promozione.


Ho accettato con entusiasmo l’incarico ed è mia ferma intenzione lavorare col massimo impegno affinché il settore possa esprimere al meglio tutta la sua rilevanza sociale e strategica.

La capacità di stare con la gente è la nostra forza.


Inutile girarci intorno,la censura verso La Destra è una delle poche costanti dello scenario politico nazionale. Per rompere il ‘silenzio’ che avrebbero voluto imporci, La Destra  più di altri partiti è dovuta scendere nelle piazze con una moltitudine di iniziative volte a far conoscere la valenza dei nostri programmi.


La militanza sistematica di molte federazioni ha consentito di poterci proporre ai cittadini in maniera diretta e concreta;laddove c’è stata maggiore continuità di presenza questa si è tradotta in crescita di consensi .E ancora,chi ha avuto la capacità di aggregare ha visto crescere il numero di tesserati e di partecipanti sia nella locale vita di partito che nelle iniziative rivolte alla popolazione. Questo perchè le politiche sociali de La Destra sono valide risposte alle carenze istituzionali.

In seno ad alcune federazioni sono state costituite associazioni asd-no profit di varia natura,proprio con lo scopo di esercitare un ulteriore richiamo verso i cittadini con proposte concrete e realizzabili,dimostrando  nei fatti che la strada da percorrere è proprio questa.

La mancanza di etica e morale dei programmi politici – un’altra costante tutta italiana - e dei loro interpreti,ha condotto i cittadini verso le peggiori condizioni di degrado sociale degli ultimi 60 anni.

Mai come adesso si rende necessario per La Destra essere presenti sul territorio … e non mi riferisco alle ‘sedi’ perché quelle,a mio parere,sono il risultato di un buon lavoro locale  e non il presupposto per poterlo svolgere.


Mi riferisco invece alla possibilità di guardare verso l’associazionismo come strumento ideale per veicolare la nostra forza valoriale e la concretezza dei nostri programmi.

Le attuali norme in vigore che regolano il mondo dell’ associazionismo, offrono possibilità illimitate sia per l’infinità dei settori in cui le associazioni  possono operare, sia per la semplificazione delle normative fiscali e relative agevolazioni a loro riservate.

Diventa urgente,pertanto,incoraggiare nei Comuni di tutte le Province di ogni Regione, la nascita,l’incremento e il proliferare di Associazioni che siano fattore di richiamo per un numero più alto possibile di cittadini,che offrano garanzia di continuità e qualità nei servizi preposti,capaci di dare visibilità e decoro al partito,che siano riferimento di valori etici e morali nel territorio e che concorrano legittimamente ad essere parte in causa  nelle istituzioni locali.


In merito alle tematiche degli scopi sociali per cui ogni associazione verrà costituita,è auspicabile che queste tengano conto delle reali esigenze e necessità territoriali,ma qualunque sia l’argomento di comune interesse,questo acquisisce maggior valore se inquadrato in una struttura che possa operare in termini di legge.

Le associazioni,per poter accedere ai fondi previsti dalle amministrazioni locali,ai contributi delle Fondazioni,al Credito Sportivo del CONI,ai fondi comunitari dell’UE,non hanno l’obbligo di onerose ‘registrazioni’ ma devono essere legittimate – questo si - tramite un percorso naturale che è quello dell’affiliazione a un  Ente di Promozione Sportiva e Sociale riconosciuto.


Appena una associazione viene legalmente accreditata può godere fin da subito di tutte le agevolazioni previste dalla legge,delle quali accenno alcuni esempi.

Le normative fiscali consentono la massima autonomia di gestione; una volta costituita e affiliata,l’associazione  può prendere la partita iva a costo zero (cod. 08 riservato alle asd, no-profit e onlus) e scegliere il sistema di contabilità interna più idoneo alle proprie attività.
Se la partita iva si rende necessaria per la fatturazione delle voci in uscita,diventa indispensabile nei contratti di sponsor,anche temporanei,e in caso di donazioni.

La normativa sull’associazionismo consente la costituzione di circoli, siano essi a fine ludico,sportivo, culturale,assistenziale,ricreativo oppure polifunzionali.


Attraverso i ‘circoli’ possono essere legittimati i consorzi di gruppi d’acquisto e attività commerciali come bar,spaghetterie,sale giochi,cinema,biblioteche,sale da ballo,luoghi di intrattenimento e centri didattici di formazione,spettacoli,concerti. La frequentazione e i servizi sono riservati ai soci (tradotto in cifre percentuali,sono tessere).

Se dichiarati ‘circoli culturali’,possono farsi promotori di eventi da organizzare ovunque e dare vita presso le sedi indicate,a convegni,conferenze,rassegne,mostre ed esposizioni.

I locali dove trovano sede i circoli culturali di natura non commerciale non sono soggetti al pagamento ici, (questo facilita la locazione a costi minori favorendo contratti a lungo termine)
e godono di sostanziali riduzioni di tasse comunali,che variano da regione a regione.

Per un circolo affiliato,l’inizio dell’attività commerciale non richiede il permesso della Camera di Commercio ma è sufficiente la notifica (salvo l’essere in possesso dei requisiti sanitari nel caso di somministrazione diretta di bevande e alimenti).

Il tetto annuo di guadagno al netto delle spese gestionali (forniture,collaborazioni professionali occasionali o impiego part-time,manutenzione attrezzature),è di notevole interesse e non soggetto a imposte se reinvestito nel miglioramento delle strutture o in altre iniziative indicate nell’autocertificazione di reddito; diventa invece soggetto a imposte se dichiarato capitale residuo non reinvestito,ma sempre con aliquote agevolate.

Ho speso qualche parola in più sui circoli,perché da sempre risultano capaci di attirare un numero enorme di utenti e soci, perché diventano posti di lavoro, perché hanno e danno maggiore visibilità.

La minima spesa annua di affiliazione a un Ente garantisce  copertura assicurativa personalizzata,formazione organizzativa e tecnica per i dirigenti, stages e aggiornamenti professionali,reperimento impianti sportivi per manifestazioni e svolgimento attività, inserimento nei calendari nazionali e internazionali di eventi culturali e sportivi, fornitura di materiale di propaganda e visibilità sui media, assistenza legale, fiscale e amministrativa, supporto tecnico e logistico, mediazione per l’accesso a tassi agevolati presso  Enti di Credito convenzionati.


Altrettanto rilevanti sono le agevolazioni in materia di diritti SIAE, da non sottovalutare la possibilità di affissione a costi assolutamente ridotti con la garanzia di una quantità di spazi riservati, nell’intero Comune dove trova sede l’associazione, da poter destinare previa comunicazione, durante le  campagne elettorali,ai manifesti del partito.


Ci sono i presupposti per partire bene,se vogliamo farlo con il piede giusto diventa  necessario affiliare le Associazioni che nasceranno a un Ente riconosciuto.


Ho voluto verificare la possibilità di dare vita a un nostro Ente,ma al momento risulta prematuro e avventato un percorso in tale direzione.


 Altra cosa sarebbe costituire una Associazione di riferimento per i servizi al Cittadino, decentrandone le sedi su tutto il territorio nazionale.


Anche in questo caso però, senza l’affiliazione a un Ente,il problema dei costi (ma anche della visibilità) si rivelerebbe oneroso fin da subito garantendoci in cambio solo uno spazio esiguo tra le organizzazioni che operano negli stessi settori, tutelate dall’affiliazione a Enti ben inseriti e rappresentati sia nei quadri istituzionali che governativi.

In questo momento così particolare per la conferma e la crescita de La Destra,diventa necessario poter disporre (perdonatemi) di ‘strumenti’ che per professionalità, esperienza, spessore, ramificazione nel territorio, struttura, servizi, attenzione alle politiche sociali, possano dare le migliori garanzie di legalità e continuità a tutte le iniziative che saremo capaci di realizzare.

Il Settore è di importanza strategica per istaurare continuità di dialogo con i cittadini,per veicolare verso le Istituzioni la nostra attenzione per il Sociale e per entrare a pieno diritto  nel tessuto politico-amministrativo delle competenze territoriali.

L’appello che rivolgo ai dirigenti Regionali e Provinciali è quello di voler individuare tra i rispettivi tesserati,quei soggetti maggiormente in grado di operare sulle tematiche proprie del settore, sia per effettiva esperienza di menagement sportivo,sia per coinvolgimento diretto in attività agonistiche in qualità di atleti, tecnici federali o istruttori di qualsiasi disciplina sportiva oppure  insegnanti didattici.


Proprio da loro mi aspetto presenza e partecipazione poiché sono testimoni diretti del degrado in cui la scuola è stata trascinata dopo anni di abbandono da parte delle Istituzioni.


Questo abbandono ha ‘prodotto’ generazioni di ragazzi con atteggiamenti di ‘bullismo’ sempre più difficili da controllare, che arrivano a sfociare in quelle aggressioni verso altri studenti, a professori o a personale non docente.

E’ mancanza di senso civico,è irrequietezza,è spesso arroganza.

E’ incapacità di accettare regole, avversari, giudici.

Lo sport è uno dei migliori strumenti per combattere questi fenomeni perché parla una lingua universale,perché insegna che la vita è fatta di regole,le stesse regole che vengono rispettate dall’avversario durante il confronto diretto,le stesse che faranno maggiormente apprezzare la vittoria o accettare la sconfitta in maniera consapevole e costruttiva.


Vorrei persone dalle indubbie qualità etiche e morali,capaci di trasmettere quei valori necessari alla formazione della personalità che diverranno riferimento assoluto in ogni fase della crescita e dell’apprendimento.


Vorrei persone capaci di aggregare, coinvolgere, comunicare, organizzare.

Mai come adesso c’è  bisogno di chiunque abbia voglia di impegnarsi in prima persona per far conoscere il progetto de La Destra e trasformarlo in “politica di destra”.


Questo è possibile anche attraverso il gioco e lo sport,perché coinvolge e si rivolge ai cittadini di ogni fascia di età e condizione sociale.


Con questo intendimento, auspico un serrato interagire tra tutti i Settori che affrontano tematiche di Politiche Sociali e Culturali, insieme riusciremo a dare un contributo determinante affinché i nostri valori etici e morali tornino a giocare, in mancanza delle Istituzioni, nel ruolo di protagonisti, perchè La Destra deve occupare un ruolo protagonista dentro le Istituzioni.

DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE CULTURALI
Settore Politiche Sportive-Enti di Promozione
Marisa Borghi

 

 
LA DESTRA DETERMINANTE IN PIEMONTE
In Piemonte La Destra è determinante e la battaglia delle prossime regionali regalerà senz’altro più di una sorpresa. Secondo il sondaggio commissionato da due parlamentari del Pd, Stefano Esposito e Anna Rossomando – di cui parla oggi La Stampa nell’articolo che vi proponiamo - il Pdl perde consensi, oltre che per mano della Lega Nord, anche a favore de La Destra. E sebbene l’Udc, ci informa il sondaggio, sia destinato a fare da ago della bilancia, La Destra attrae elettori permettendo di mantenere alto il consenso per la coalizione alternativa alla sinistra.
 
 
Francesco Storace
 
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