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Le anime belle della sinistra approfittano di chi nel centrodestra
riposa su comodi giacigli.
E’ una brutta storia quella denunciata dal consigliere regionale del
Lazio Roberto Buonasorte, che potrebbe persino prefigurare il voto di
scambio. Tra la coalizione di centrosinistra e un neoconsulente
regionale nominato fresco fresco a oltre trentamila euro l’anno.
Buonasorte ha chiesto notizie in merito un paio di giorni fa al
presidente del consiglio regionale, ma nessuno risponde.
Tutto e’ stato deciso in ufficio di presidenza del consiglio, l’organo
dal quale La Destra e’ stata inopinatamente esclusa – e forse non a caso
– a inizio legislatura per fare posto a due esponenti del Pdl, in
spregio a ogni intesa di coalizione. Il regolamento prevede che ciascuno
dei suoi componenti abbia diritto a un consulente. Che va votato
collegialmente.
Succede che su proposta della sinistra, viene indicato tale Marco Bosso.
Costui e’ stato fino alle ultime amministrative di marzo, assessore
all’urbanistica di una lista civica nel comune di Grottaferrata. Poi si
e’ candidato sindaco in alternativa ai due poli, raggranellando una
percentuale molto elevata al primo turno, circa il 27 per cento, e
costringendo i rappresentanti di centrosinistra e centrodestra ad andare
al ballottaggio tra loro. Non gli piaceva il candidato Udc della nostra
coalizione ed aveva scelto di andare da solo.
Al secondo turno, pero’, Bosso ha rifiutato un apparentamento che tutti
giudicavano naturale, i suoi tremila voti avrebbero fatto vincere il
centrodestra. Ha vinto invece, per appena 94 voti, la sinistra.
Ora, Bosso e’ diventato consulente della regione proprio su proposta
della sinistra. Da notare che e’ la prima nomina indicata
dall’opposizione….
Buonasorte ha scoperto tra le carte dell’ufficio di presidenza – anche
se non ci siamo le cose si vengono a sapere…. – e ha chiesto
chiarimenti. Tanto piu’ che la delibera di nomina e’ stata
incredibilmente votata all’unanimita’, senza che nessuno del
centrodestra chiedesse lumi sul curriculum. Si capisce: nella stessa
seduta di consulenti se ne votavano cinque, uno per ogni membro…..
Non siamo disposti a tacere di fronte al mercimonio tra voti e
consulenze. E crediamo che il presidente del consiglio regionale – che
sappiamo essere persona per bene – probabilmente non conoscesse la
vicenda. Ma ora gli e’ nota e deve revocare la nomina. I regali di chi
ha vinto le elezioni a chi le ha perse non sono previsti nel manuale
della buona politica.
Francesco Storace
Da Il
Messaggero
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