Sabato, 31 Luglio 2010
UNITI COME I “PESCI E L’ACQUA”  Segnala
L'analisi di Maurizio Brugiatelli
 
“Si può raggiungere l’obbiettivo solo se si resta uniti come i pesci e l’acqua, distruggere l’unità sarà come chi distrugge il proprio castello dall’interno”. Senza questa condizione non è possibile realizzare quel meraviglioso sogno maturato nella mente di Francesco Storace, quando decise di dar vita a “La Destra”. Restare uniti come i pesci e l’acqua senza distinzione, senza avere atteggiamenti egocentrici e/o antagonisti tra noi.

Fare distinzioni fra se stessi e gli altri costruisce e alimenta un cuore discriminatorio, che crea la separazione e la rottura. Gli effetti di tale atteggiamento interiore portano a chiudersi e a sentirsi in competizione con gli altri, o a preoccuparsi solo del proprio tornaconto personale, ad autocompiacersi escludendo tutti coloro verso cui non si prova simpatia.

Perciò il requisito per costruire il partito è “gettare via” questo cuore egocentrico e arrogante. L’espressione «come i pesci e l’acqua» si riferisce a un’intima difficoltà di separarsi. I pesci non potrebbero vivere senza il sostegno dell’acqua, è impossibile per loro interrompere questa relazione, altrimenti morirebbero.

Allo stesso modo noi dovremmo sentire la necessità vitale di rispettarci a vicenda, proteggerci l’un l’altro e provare reciproca gratitudine. Uniti da diversi corpi, ma da una stessa mente. Diversi corpi, vuole indicare il fatto che per quanto riguarda la fisionomia, il carattere, l’intelligenza, gli interessi, ognuno ha la propria individualità, le proprie peculiarità, una posizione sociale o una storia diversa. La stessa mente, significa avere lo stesso obiettivo, gli stessi valori, lo stesso intento, lo stesso cuore/mente.

Come numerose persone, con caratteristiche e peculiarità proprie, quando agiscono con lo stesso cuore sprigionano una forza così grande che da soli non potrebbero tirare fuori. Attraverso questo spirito il singolo riesce ad armonizzarsi perfettamente con l’insieme delle altre persone, in altri termini, mantenendo la stessa mente i diversi corpi hanno la stessa importanza. Se invece non si accettano le differenze dei singoli e si forza ad avere lo stesso corpo, si finisce col cadere nel totalitarismo. Il filo che lega i diversi corpi è la stessa mente che crede nel progetto, per realizzarlo non bisogna pensarla allo stesso modo o desiderare le stesse cose, ma condividere lo stesso obbiettivo. Ma senza cambiare la propria condizione vitale non si può lavorare per creare questo tipo di unità: mettersi d’accordo può porre fine a un litigio, ma non crea l’unità. Cercando invece di sviluppare la stessa condizione vitale rispetto a un obiettivo, come la realizzazione del progetto iniziale, riusciamo ad avere la stessa mente. Solo quando condividiamo lo stesso cuore, lo stesso obiettivo, creando tra noi una relazione diretta, possiamo costruire dei legami che vanno al di là dello spirito di compagnia, tra persone di valore, che intendono costruire quella società che sogniamo e per quel sogno intendiamo fare della nostra vita una missione che sia la politica di servizio e non essere a servizio della politica.

In ciò deve consistere il vero scopo de “La Destra”, questo significa che il motivo fondamentale che ha spinto Francesco Storace a fare quel grande passo tre anni fa e che dai più non fu capito (e molti non lo capiscono ancora) è il desiderio di realizzare delle relazioni meravigliose, una straordinaria solidarietà tra le persone a un livello profondo della vita, mettendo al centro l’uomo e non gli interessi.

Detto questo vorrei analizzare cosa invece può distruggere tutto. Diversi corpi, diverse menti: la disunità, una condizione in cui le persone non solo sono differenti nella fisionomia e nel carattere, ma hanno anche cuori divergenti e ognuno agisce in base al proprio egoismo. Costoro, sono come i soldati ai quali è stata affidata la protezione del fortino ma che invece aprono le porte ai nemici, distruggendolo così dall’interno.

Avere una “mente diversa” è l’anticamera del tradimento. Ciò avviene a causa dell’arroganza, dell’egocentrismo, dell’illusione, degli attaccamenti… Quando si persegue solo il proprio guadagno personale, o ci si basa sull’emotività o si viene consumati dall’arroganza, si cade preda della lamentela, dell’insoddisfazione, dell’odio e della gelosia. In questo modo si diventa nemici, si diventa come chi distrugge il fortino dal proprio interno. Per noi deve essere fondamentale unire il nostro cuore a quello del nostro segretario nazionale che non ha esitato a rinunciare a incarichi poltrone, ministeri, ma cimentandosi sempre nelle competizioni più difficili, cercando, con l’arma della coerenza di costruire l’unità all’interno della nostra organizzazione, che è ancora acerba, ma che ha grandi prospettive. È qui che si trova la sorgente di tutte le nostre vittorie future. un punto che vorrei che ognuno di noi incidesse nella propria vita.

L’espressione “diversi corpi, diverse menti” indica coloro che perdono di vista il cuore e l’intento del nostro segretario e finiscono col seguire solo il loro punto di vista, oppure rimangono intrappolati nei propri desideri e nella propria emotività. Nonostante venga data loro la fiducia per proteggere il castello, lo distruggono dall’interno e permettono al nemico di infiltrarsi.
 

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