Domenica, 05 Febbraio 2012
SANITA' REGIONALE O SANITA' NAZIONALE  Segnala
Riportare indietro le lancette dell'orologio,relativamente ad una riforma tanto delicata,quanto e' stata la trasformazione di una competenza, essenziale nella vita dei cittadini, quella sulla sanita', tolta allo stato nazionale, ed affidata alle regioni, e' certamente una operazione, probabilmente estremamente impopolare, quanto altrettanto, a mio giudizio, indispensabile. Nessuno infatti,e' mai riuscito a convincermi, perche' mai cittadini di regioni italiane diverse, debbano ricevere, in caso di bisogno, prestazioni sanitarie diverse; piu complete, piu qualificate, piu qualitativamente valide, nelle regioni "ricche", piu scadenti, meno qualitativamente valide, nelle regioni piu "povere". Mi si risponde che le regioni "piu ricche", proprio in virtu' del loro maggior virtuosismo, e del maggiore PIL regionale e di una piu corretta gestione amministrativa, hanno maggiori risorse da poter investire nell'offerta sanitaria; di contro le regioni piu"povere", a causa di un basso PIL regionale, ed una spesso insufficiente capacita' amministrative, non hanno risorse sufficienti per una offerta sanitaria adeguata paragonabile a quella delle regioni virtuose.
Ma se spostiamo il discorso dall'ente erogatore (regioni) a chi poi deve fruire di tali prestazioni, cioe' la parte piu debole (i malati), se potessi anche accettare in linea puramente teorica il principio, che il piu ricco, al momento del bisogno, riesce sempre ad acquistare prestazioni di alto livello sanitario, sia che risieda al Sud sia che risieda al Nord, mi domando perche' mai l'operaio, il disoccupato, l'invalido, il malato cronico, il pensionato, colui cioe' che concorre alla ricchezza della regione in cui risiede piu o meno alla pari al Nord ed al Sud, debba godere in maniera cosi' diversa di quel diritto,sancito dalla costituzione Italiana, che e' la salute. Il federalismo fiscale, in tema di Sanita', attribuisce solo su criterio geografico, una evidente patente di cittadini di serie A o di serie B, leggittimando di fatto una evidente disparita' di trattamento tra cittadini italiani, che nessuna colpa hanno sulle malefatte,od incapacita' di chi li amministra.
Soltanto lo Stato puo'garantire una equa e solidale assistenza sanitaria su tutto il territorio nazionale, mediante la ridistribuzione capitaria delle risorse destinate al wellfare sanitario. La gestione delle risorse, anche se Aziendali, devono subire costanti e severi controlli di qualita' e di appropiatezza, da parte dell'Autorita' centrale,al fine di una erogazione di prestazioni, mirate al raggiungimento delle politiche sanitarie scelte, senza sprechi e malaffare.

PLACIDO FUNDARO'