| LA GIUSTIZIA | Segnala |
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Prendo spunto da quanto accaduto nei giorni passati al nostro segretario. Capisco perfettamente il suo rammarico, per dirla con un termine eufemistico.
Sono anni che si dibatte sul sistema giustizia, ma sembra che in Italia, anche quando si disponga di una vasta maggioranza, le toghe non si debbano toccare e i codici al più si riformano con provvedimenti ad hoc, che invece di risolvere i problemi li acuiscono.
La durata dei processi, sia in campo civile che in quello penale ha ormai assunto dimensioni elefantiache. Prima di cinque , sei anni da un processo e parliamo di primo grado, non se ne esce fuori. Se a tutto aggiungiamo la sempre maggiore assenza di risorse destinate al settore giustizia, ben si potrà comprendere come il fenomeno sia irrisolvibile. I continui tagli peraltro, stante anche la recessione in atti, non aiutano certo a trovare idee e progetti di riconversione, si che alla fine prevale un continuo impoverimento culturale e di competenze.
Certo bisognerebbe avere coraggio per una rivisitazione dei codici, intesa nel senso di testi unici, di univocità del processo civile (si pensi che oggi esistono ben cinque differenti riti), di separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante, di certezza della pena, nonchè dei propri diritti, di responsabilità professionale dei giudici, che sarebbero tenuti ai loro errori, come tutti coloro che abitualmente svolgono un lavoro. D’altronde non possiamo nasconderci che l’idea del processo breve, se pur sostanzialmente condivisibile, allo stato attuale, tenuto conto anche delle risorse disponibili, sia in termini umani che materiali, non appare di facile attuazione. Sarebbe ed è auspicabile una riforma organica dell’intero comparto, riforma che tenga conto anche dell’accesso alla professione di avvocato, dell’accesso alla magistratura, con la previsione di carriere separate, atteso che l’Italia, è l’unico paese nel quale il PM risulta far parte della magistratura. Non so se riusciremo mai a dare un'impronta moderna ed in linea con i tempi al nostro sistema giustizia, io continuo a sperarci. Chissà?
Domenico Marocco -responsabile settore giustizia Federazione di Roma
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