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Ma l’Italia dei Valori è veramente un partito
fondato sul rispetto della democrazia, della legalità e della giustizia,
come è stato più volte detto dai suoi sostenitori, su tutti l’on.
Antonio Di Pietro? A giudicare da quanto accade nel Lazio non è
esattamente così. Tutt’altro.
A dipingere un quadro a tinte fosche dell’Italia dei
Valori sono due (ormai ex…) esponenti politici dello stesso partito, Giancarlo
Busso e Anna Rita Salvatori, una famiglia che opera a
Cerveteri, in provincia di Roma e che hanno presentato un ricorso al
Collegio regionale di Garanzia per “riscattare la dignità politica e
personale calpestata indegnamente da veti e diffamazioni”.
Nel mirino dei due politici c’è il segretario regionale del Lazio, il
senatore Stefano Pedica. Ma che cosa è successo? Busso e
Salvatori lo scrivono con chiarezza nel loro ricorso: “il senatore
Pedica – sostengono – ha approvato, in sede di esecutivo regionale, un documento
diffamatorio nei nostri confronti, accusandoci di non aver
presentato al partito il rendiconto gestionale della nostra attività di
delegati comunali – rendiconto peraltro inesistente, visto che non
abbiamo mai disposto di alcun budget da gestire”.
In soldoni si parla di 140mila euro, più altri 15mila
destinati alla gestione dello Sportello Antiusura che la Salvatori ha
contribuito a implementare sul territorio di Cerveteri.
Ma perché Pedica ha preteso un rendiconto gestionale?
Che cosa si attendeva? Mancanza di fiducia verso esponenti del proprio
partito? O si è trattato di un tentativo di estromettere dal contesto
politico locale Busso e Salvatori? Una cosa è certa, è stato un
comportamento poco corretto e per nulla trasparente.
Busso, comunque, ha prontamente rispedito le accuse al mittente: “A noi
non è stato notificato nulla – ha spiegato – e in qualità di referente
territoriale contesto al nostro segretario politico regionale
l’ostentata indifferenza verso l’attività politica da noi svolta, nonché
l’assoluto disinteresse verso varie proposte da noi presentate,
richieste di intervento politico tese a risolvere problemi nel
territorio. Chiedo al Collegio, inoltre, di verificare la veridicità di
quanto affermato nel documento discusso dall’esecutivo”.
E’ questa, mi domando, la politica “vicina ai cittadini”
sbandierata ai quattro venti da Pedica? Una politica che l’IdV,
sottolinea ancora Busso, “concepisce in modo del tutto distorto, visto
che è pronta a impegnare consistenti risorse per la campagna elettorale
lasciando invece le briciole a chi opera sul territorio”.
Non sorprende più di tanto, quindi, lo “scollamento” esistente su un
territorio come il Lazio, che offre grandi potenzialità di sviluppo, sia
economico che sociale, una regione difficile, dove la politica deve
poter avere un ruolo di primo piano e scendere in campo accanto alla
gente con convinzione, lottando per i suoi diritti.
E riconoscendo, soprattutto, l’impegno di chi crede che la politica sia
servizio per la cittadinanza.
Invece si usano metodi non proprio ortodossi per “allontanare” chi si
batte per quei valori che ho citato in apertura, ovvero democrazia,
legalità e giustizia. Valori sbandierati ai quattro venti da Di Pietro
ma che restano senza voce all’interno di un partito dove un senatore può
permettersi di dire e fare tutto ciò che vuole senza dover rendere
conto a nessuno.
Un uso della politica che irrita, ma che i cittadini hanno ormai
imparato a conoscere e ad evitare. E anche per questo Anna Rita
Salvatori è candidata con La Destra alle prossime elezioni Regionali del
Lazio.
Francesco Storace
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