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Bracciano - Le speranze di ritrovarlo vivo erano davvero poche. Ma si sperava sempr ein un miracolo che purtroppo non c'è stato. E' stato infatti individuato dai sommozzatori dei vigili del fuoco di Viterbo il corpo senza vita del ragazzo di 14 anni caduto venerdì nel lago di Bracciano. Il cadavere è stato individuato ad una profondità di 5 metri. La vittima, David, e un suo amico, Antonio, erano saliti senza salvagente su un kayak. David non sapeva nuotare e è stato inghiottito in un punto pieno di alghe. Antonio è stato tratto in salvo da un pescatore: è ricoverato in ospedale
C'era il padre di David sulla riva del lago a seguire con angoscia crescente il lavoro dei soccorritori. Quando il ragazzo è stato trovato, lo ha preso in braccio, direttamente dalle braccia dai sommozzatori dei vigili del fuoco, che lo hanno portato a riva su un gommone. Poi il corpo è stato avvolto in un telo bianco.
Erano ben poche, a quanto si è appreso dai carabinieri, le speranze di trovare David vivo, anche un'ora solo dopo l'incidente. Infatti si stima che una persona adulta, di media corporatura che non sa nuotare possa resistere senza salvagente nelle acque fredde del lago al massimo una ventina minuti e forse ancora meno un ragazzo di 14 anni, in preda alla paura. Le ricerche sono comunque proseguite a oltranza, con sei sommozzatori dei vigili del fuoco ed era stato attrezzato anche un campo illuminato da luci fotoelettriche, con un tenda della protezione civile.
Le acque dei laghi sono spesso insidiose. Sempre nel Lazio, nel maggio 2007 nel vicino lago di Bolsena, un altro lago vulcanico, durante una escursione in canoa annegarono, con il padre, due bimbi tedeschi di 4 e 5 anni.
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Abu Dabi - Ancora tensione nel Golfo persico tra Usa ed Iran. Protagoniste nuovamente imbarcazioni americane e iraniane. Fonti del Pentagono hanno riferito che una serie di colpi di avvertimento sono stati esplosi da personale di sicurezza a bordo di una nave da trasporto americana che lavora per la Difesa Usa, contro piccoli natanti iraniani. Non ci sarebbero stati feriti. Negli ultimi mesi, navi da guerra Usa sono venute più volte in contatto con le imbarcazioni iraniane nel Golfo.
La nave, "Westland Venture", un mercantile civile noleggiato per trasportare mezzi militari in Kuwait, ha sparato colpi di avvertimento contro due battelli, scrive il sito web della Fox News. A bordo dell cargo è presente personale della marina armato di fucili M16 e da mitragliatrici pesanti calibro 50. La nave si trovava a circa 80 chilometri dalla costa iraniana al momento dell'incidente. Fonti del pentagono riferiscono che i marinai Usa prima di aprire il fuoco hanno tentato di avvertire le lancie iraniane con comunicazioni radio e segnali luminosi che si stavano avvicinando troppo. Solo quando queste si sono trovate a meno di 100 metri di distanza è hanno fatto fuoco davanti ai battelli. In precedenza il 6 gennaio cinque battelli dei pasdaran aveva simulato un attacco tre navi Usa e solo all'ultimo avevano cambiato direzione.
Teheran smentisce: "Nessuno scontro con navi Usa"
Un dirigente delle forze navali dei Guardiani della rivoluzione iraniani ha negato che vi sia stato qualsiasi incidente nelle acque del Golfo fra navi iraniane e statunitensi. Lo ha riferito la rete tv in lingua araba iraniana Al Alam. ''Le imbarcazioni iraniane non hanno avuto alcun confronto nel Golfo persico'', ha dichiarato la fonte all'emittente. ''Se anche ci fossero stati degli spari - ha aggiunto - erano forse diretti contro imbarcazioni non iraniane''.
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“I parcheggi gratis ai consiglieri comunali è un provvedimento incredibilmente vergognoso”. Questa la denuncia di Gianluca Morani e Fabio Bortolotti, rispettivamente portavoce de La Destra Abbiatense-magentino e coordinatore di Gioventù italiana per la provincia di Milano. I due esponenti fanno riferimento a quanto stabilito dalla giunta di centro che amministra Abbiategrasso, comune in provincia di Milano. “Il sindaco Albetti – dice Morani – ha previsto, lo scorso 31 marzo, delle tessere parcometri ai consiglieri comunali per parcheggiare le proprie auto gratuitamente negli spazi previsti in piazza Cavour e in via Misericordia. Questo mentre la città soffre per il manto stradale disastroso e di carenza di parcheggi non a pagamento”. La scelta dell'amministrazione comunale non piace, come era prevedibile, neanche ai militanti di Gioventù italiana. “Non bastava l'addizionale Irpef aumentata – dice Bortolotti – adesso anche i privileggi ai consiglieri comunali che con arroganza giustificano il provvedimento sostenendo di poter meglio esercitare le proprie funzioni. Ma noi ci chediamo come possa esercitarle la casalinga che deve cercare parcheggio per fare la spesa o il lavoratore che deve cercare posto in centro per recarsi al posto di lavoro”. Ad Abbiategrasso l'opposizione in piazza de La Destra si annuncia forte e determinata. “Manifesteremo nelle vie e in piazza – dicono Morani e Bortolotti – per dimostrare ai cittadini la nostra sorveglianza sull'azione della giunta e dei consiglieri comunali. Si tratta di smascherare i provvedimenti che servono a tutelare la casta contro il popolo”. Per questo già nelle prossime settimane sono previste iniziative per promuovere argomenti come il mutuo sociale e la carta sociale contro il carovita.
Francesco Cappuccio, corrispondente da Milano
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Milano - La Lega non starà a guardare per quanto riguarda il governo. Anzi passa già alle minacce e per Berlusconi è un bel nodo da sciogliere. Un nodo scorsoio infilatogli da Gianfranco Fini quando si impuntò a non fara entrare La Destra nel cartello elettorale con il suo simbolo consegnando di fatto i voti in uscita da An alla Lega, oggi ago della bilancia del costituendo governo. Così da Milano arrivano dichiarazioni minacciose. La Lega ha dimostrato il "senso di responsabilita' tacendo, perche' ci sono in ballo interessi che vanno oltre", ma "alle 15 di lunedi' si chiude il ballottaggio su Roma e si torna a far politica sugli interessi del Nord e del Paese". E' il monito che Roberto Calderoli rivolge a Silvio Berlusconi, ricordando che "il bello di quando fai un governo e' che poi deve ottenere la fiducia del parlamento". In un'intervista a Repubblica, l'esponente leghista, in riferimento ai suoi futuri incarichi, si dice pronto a fare "anche il soldato semplice" ma ricorda di essere stato eletto in tante circoscrizioni: "chi riceve un mandato dal popolo deve essere accettato comunque, come dice la signora Lario". Infine, Calderoli sostiene di essere fatto di "pasta diversa" rispetto a Gianni Letta "ma l'obiettivo e' lo stesso": "Io - riferisce - gli sono stato accanto in Consiglio dei ministri e ho cercato di imparare da lui il mstiere. E' bravo persino troppo. E' una zucca che va coltivata". Infine aggiunge: "Rappresentiamo due sistemi in antitesi, ma quando siamo stati al governo insieme eravamo culo e camicia".
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Ogni anno, da 63 anni, si celebra la ricorrenza del 25 aprile. Ogni anno è fonte di scontri più o meno aspri, di aperture e chiusure politiche. Di demonizzazioni e di esaltazioni. Mai, però, di una analisi seria, pacata, serena. Nemmeno questo anno ci si è provato. Soprattutto perché la ricorrenza arriva in un momento in cui la sinistra radicale, socialista e massimalista è stata spazzata via dal parlamento. Un avvenimento non da poco nel panorama politico e sociale di questa Italia “sgarrupata” che Romano Prodi riconsegna a Silvio Berlusconi.
No, non poteva essere una giornata di riconciliazione. E lo ha confermato lo stesso presidente della Repubblica, quel Giorgio Napoletano con un passato da dirigente, e non certo di poco conto, del più grande e importante partito comunista europeo. Quello stesso partito che ha basato la sua esistenza sull’odio e sulla vendetta utilizzando l’ideologia bolscevica come parafulmine per azioni che con la politica e l’ideologia poco hanno a che fare.
Oggi Napoletano, essendo il presidente di tutti gli italiani, rossi e neri, bianchi e azzurri, ha cercato di spogliarsi di quell’abito che ha cucito addosso come una seconda pelle. E’ stato un dovere istituzionale; per lui niente fischi nella rossa Genova in fondo non è certo il cardinal Bertone.
Ed ecco che il presidente di tutti gli italiani, proprio come Sandro Pertini altro nume della repubblica italiana nata dalla resistenza (ma che lo divenne, è importante dirlo, solo dopo la morte di Pietro Nenni che fece di tutto per non fargli avere incarichi di prestigio e di governo fino alla sua morte. Il perché è sempre stato chiaro, Nenni accusò Pertini di aver fatto uccidere Mussolini, un suo amico e compagno d’altri tempi, senza discuterne con gli altri capi del Cnl), snocciola il suo discorso sul 25 aprile. Parla di data storica per la nostra nazione e degli errori commessi che vanno valutati e analizzati ma…."Se ne può dare - dice il Presidente - un'analisi ponderata che non significhi in alcun modo confondere le due parti in lotta”, ammonendo il revisionismo.
Insomma, il 25 aprile è la “festa” di tutti gli italiani, però ci sono italiani che meritano meno di altri. Ci sono 600mila ragazzi (un tempo, purtroppo per loro) che non sono degni di essere italiani come lo sono invece gli 80mila (?) partigiani rossi o bianchi che siano (mettendo nel dimenticatoio anche che molti partigiani bianchi furono massacrati dai partigiani rossi insieme ai fascisti e presunti tali). Insomma, italiani sì ma manteniamo le distanze. Un bel discorso di riconciliazione nazionale non c’è che dire.
Di diverso avviso, ovviamente, il presidente del consiglio in pectore Silvio Berlusconi che, sinceramente, ha avuto più “fegato” di qualcun altro a destra ha invitato a capire le "ragioni dei 'ragazzi di Salo'", come hanno sostenuto in passato anche diversi esponenti della sinistra, e "saldare il debito contratto con gli esuli Istriano-dalmati" è la "strada giusta" che non "può in qualche modo ledere l'orgoglio di chi combatté per la libertà contro la tirannia".
Si può essere a favore o meno di una posizione del genere ma, quanto meno, qualcuno, ed è uno che viene dall’area socialista-craxiana (e questo non mi meraviglia affatto) che comunque cerca di ridare onorabilità e rispettabilità a chi ha combattuto in nome e per conto dell’onore d’Italia.
Probabilmente, se si cominciasse realmente a ragionare, a guardare la storia nel suo insieme e nelle sue verità, ormai storiche per l’appunto, forse, e dico forse, si potrebbe arrivare pian piano ad una ricorrenza dove si ricordino veramente i caduti da ambo le parti.
Se si ammettessero gli errori di tutti, se si cominciasse a smitizzare la resistenza come fenomeno sociale, politico e militare, se si cominciasse a riconoscere che più che guerra civile si trattò di regolamento di conti, almeno dopo il 25 aprile come denunciano personaggi come Pansa che non possono certo essere accusati di fascismo. Se si cominciasse a comprendere che quella guerra civile fu combattuta da un esercito in divisa contro una minoranza politica che aveva voglia di riscatto e che sognava la rivoluzione bolscevica anche in Italia. Se guardasse la storia con gli occhi degli storici (ma non di parte ovviamente), allora, e solo allora si potrà pensare ad una Italia realmente unita. A 63 anni di distanza dalla fine della guerra il Bel Paese è ancora profondamente spaccato in due e certi discorsi da parte della massima autorità dello Stato non aiutano certo alla serenità. Tra qualche anno, chissà, forse il terreno sarà diverso…..
Stefano Schiavi
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Un 25 aprile senza rancori? In Liguria, evidentemente, il "mito" resistenziale è duro a morire. Che poi a celebrarlo con insulti e violenze siano ragazzotti dei centri sociali che nulla hanno a che fare con quel che resta di un ricordo nemmeno tanto da esaltare, è il sintomo di una sinistra che prende a spunto una ricorrenza che ha sempre diviso l'Italia per fare le prove generali per il prossimo autunno.
A farne le spese Massimiliano Mammi, portavoce regionale della Liguria, aggredito da un gruppo di no global per il solo fatto di "pretendere" di entrare in un bar a bere un caffè in compagnia di un orda di neo fascisti di La Spezia (due militanti de La Destra ed una bambina di 11 anni). Il grave affronto nei confronti dei ragazzi di sinistra, quelli che un tempo si chiamavano Autonomi, e soprattutto della data del 25 aprile andava lavata "nel sangue". Risultato finale, un parapiglia nella quale Mammi si è ritrovato scaraventato (in 3 contro 40 era il minimo che gli potesse accadere) all'interno di una vetrina di un negozio. Portato in pronto soccorso è stato medicato per tagli alle mani, al viso al mento e alle braccia dovuti allo sfondamento della vetrata. Il portavoce regionale ha denunciato l'aggressione e la polizia ha identificato alcuni degli stessi.
Chissà nella mente di quei ragazzi che cosa sarà passato. Forse hanno pensato di emulare le gesta dei partigiani. In effetti ci sono riusciti in pieno, un'aggressione in 40 contro 3 uomini ed una bambina è un'emulazione che non lascia spazio a nessun commento.
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