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Un paese in festa, Ponte Buggianese che da oggi a domenica accoglierà
amici, sostenitori e militanti de “La Destra”. Tre giorni di incontri,
dibattiti, eventi e manifestazioni sportive che termineranno domenica
col mio intervento. Presentiamo al Paese una Destra senza secondi Fini…
Domenica parlero’ alle 18,30, stessa ora in cui Gianfranco Fini parlerà alla festa del rancore di Mirabello.
Una sfida a distanza che ci vedrà impegnati a spiegare cosa sono la
lealtà e la coerenza, mentre da Fini ci si puo’ attendere solo rancore.
Spiace dirlo, ma già tre anni fa raccontammo a tutti chi era Fini; purtroppo non furono molti quelli disponibili ad ascoltarci.
Adesso, anche se in ritardo, milioni di Italiani ci sono arrivati, lo
dimostrano i sondaggi che proiettano al ribasso la popolarità della 3°
carica dello Stato. Un calo di popolarità talmente spaventoso da battere
persino l’ex viceministro del governo Prodi, Vincenzo Visco.
C’e’ un rigetto tra chi ha votato per lui che con le sue scelte di
comodo ha deluso un’intera comunità. La questione di Montecarlo è
soltanto l’ultimo esempio.
Realizzare un gruppo autonomo nei due rami del Parlamento distaccandosi
da quello del partito che ha fondato, non si era mai visto in tutta la
storia di questa Repubblica.
Preferiamo la coerenza che si dispieghera’ a Ponte Buggianese, sarà
bello incontrare i gioiosi incoraggiamenti del popolo de La Destra, sarà
bello guardarci negli occhi, sarà bello ricordare come tre anni fa
abbiamo ricominciato dal basso faticando e siamo andati avanti a testa
alta senza compromessi.
Oggi, la nostra fiaccola rafforza i nostri valori. Quei valori che non abbiamo voluto svendere.
E’ per questo che noi siamo “La Destra”, quella leale, quella corretta e
sincera. A Mirabello ci sara’ una destra “sinistra” e sinistrata. Vi
aspetto per festeggiare a Ponte Buggianese.
Francesco Storace
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Gianfranco Fini? E’ sempre stato molto abile a
perseguire i suoi disegni personali calpestando sentimenti, amicizie,
legami ultratrentennali e identità politica. Oggi si muove senza un
obiettivo preciso e spera di trarre vantaggio dalla sua carica
istituzionale.
All’inizio, come spiego al quotidiano Linea, in un’intervista pubblicata oggi,
Fini ha consentito che anche i “suoi” provassero l’ebbrezza delle
regalìe, dei compromessi inaccettabili, delle frequentazioni dei salotti
dove non c’è confine tra interesse privato e bene pubblico; ha fatto
finta di non conoscere le fonti dalle quali provenivano i soldi per
mantenere in vita le “correnti” interne dei suoi colonnelli. Poi, ha
tentato di essere un riferimento della moralità, della legalità e del
rispetto istituzionale. Ma la sua abilità, insieme alle manifeste
protezioni di cui ha goduto nelle sue ripetute giravolte politiche,
nulla hanno potuto per impedire al marcio di arrivare in superficie.
Sulla vicenda del patrimonio immobiliare di An, si
tratta di una questione che deve essere riproposta, politicamente e
legalmente, anche da coloro che abbandonarono An per una scelta politica
e ideale senza nulla chiedere, visto che quelle risorse oggi vengono
utilizzate per obiettivi politici e da personaggi che nulla hanno a che
fare con quelle storie e con quelle identità.
Superiamo rancori, rivalità e risentimenti e ritroviamoci in un nuovo
progetto politico capace di riscattare la dignità di un intero mondo che
non merita di essere sporcato dal malaffare e dagli opportunismi.
Riguardo alle possibili elezioni anticipate, sono
convinto che sia preferibile avere due o tre mesi di campagna elettorale
piuttosto che qualche anno di incertezza politica. Con quali alleanze?
Si dovrà andare alle urne con quello che resterà del Pdl, insieme a La
Destra e all’Udc, oltre che la Lega, e sarebbe consigliabile che
Berlusconi, anziché fare l’infermiere del Pdl, dia vita finalmente a una
Federazione dei partiti del centrodestra.
E Bossi: la sua è una posizione equivoca: vuole
mantenere in vita il Governo, ma allo stesso tempo alza la voce contro
l’Udc. In realtà, Bossi punta alla secessione della cosiddetta Padania
da quella che lui definisce l’Italia ladrona.
Teodoro Buontempo
LEGGI LINEA – 02_09_010 – La prima pagina
LEGGI LINEA – 02_09_010 – Intervista Buontempo, riscattiamo la moralità di An
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“A Gianfranco vorrei chiedere solo una cosa: dove sono i beni avuti dal
Msi, che uso ne è stato fatto, e il fiume di denaro che si è riversato
nelle casse di An che fine ha fatto? Non è vero che nessuno si è opposto
all’andazzo. Io per anni al comitato centrale e alla direzione di An ho
messo al primo punto la questione morale. M’hanno trattato come un
criminale.” Lo dice questa mattina il presidente Teodoro Buontempo dalle
colonne di Libero.
Teodoro, racconta inoltre dei rapporti che Fini dal 2004 strinse con il
gruppo Atlantis, proprietario di casinò ai Caraibi e titolare di una
concessione dei Monopoli di Stato italiani per la gestione telematica di
quelle slot machine che in poco tempo invasero bar e circoli di tutta
Italia.
Quelle macchinette infernali che hanno rovinato, e continuano a rovinare
tanta povera gente abbagliata dal facile guadagno e con molta rapidità
si espansero anche a Ostia, territorio difficile sul litorale romano e
che presto divennero fonte principale nell’alimentare il giro
dell’usura. Tanti i pensionati e i lavoratori che dopo aver perso lo
stipendio o la pensione si rivolgevano e continuano a rivolgersi a
persone prive di scrupoli che in poco tempo gli spogliano di tutti i
loro beni lasciandoli nella disperazione assoluta. Una metastasi
incredibile.
Molti attentati sul litorale a locali pubblici non erano causati dal
racket del pizzo, il più delle volte erano e sono intimidazioni per
convincere gli esercenti ad istallare le diaboliche macchinette
rovinafamiglie.
Buontempo, racconta come è stato avvicinato, le proposte e le minacce
per non essersi fatto convincere a sfruttare la creduloneria di chi era
ed è convinto di essere più abile di una macchina programmata per
mangiare soldi. E mentre Teodoro lottava sul territorio contro la piaga
e il malcostume delle slot, loro trattavano.
Il filo che sembra legare l’appartamento di Montecarlo al fiduciario
della società off shore che acquista la casa sarebbe anche il fiduciario
che rappresenta gli interessi di Francesco Corallo, fondatore del
gruppo Atlantis.
Anni fa, una signora di Ostia seguace di Almirante senza eredi decise di
lasciare in eredità l’appartamento a Teodoro, che informò Pontone e fu
intestato al Partito, oggi, quell’appartamento è sparito. Non si trova
più, nessuno sa che fine abbia fatto.
L’analisi dei costi di via della Scrofa fatta da Buontempo procede con
un ragionamento “terra terra”: se il Secolo d’Italia è pagato con i
finanziamenti pubblici, se le sedi di via della Scrofa e via Alessandria
sono state acquistate con le donazioni, se molti impiegati sono diventi
deputati: Lamorte, Martinelli, se le campagne elettorali erano quasi
totalmente autofinanziate, considerando che gli impiegati a carico del
Partito sono 3-4, dove è finito quell’imponente fiume di denaro che si è
alimentato con i rimborsi elettorali?
Il patrimonio immobiliare del Msi a Roma era immenso, oltre alla sede, a
via Livorno, piazza Tuscolo, la tipografia di via del Boschetto,
tramite la Italimmobili, società del Movimento sociale disponeva delle
proprietà di tutte le federazioni perché nessuno voleva dare un immobile
in affitto. Adesso tutti gli immobili dovrebbero passare alla
Fondazione Alleanza nazionale. Però c’è un piccolo particolare.
Quel patrimonio dovrebbe servire ad attività sociali, politiche e
convegni. Dove sono? Quel patrimonio oggi, potrebbe tornare ai legittimi
eredi perché non è stato utilizzato per gli scopi destinati
all’origine.
Così anche Montecarlo deve tornare agli eredi della Contessa Colleoni.
Come è possibile che qualcuno si sia riuscito a comperare lo yacht, la
villa, gli appartamenti con terrazzo panoramico, mentre Buontempo dopo
26 anni di consigliere comunale e cinque mandati da parlamentare è
riuscito solo a collezionare debiti?
Francesco Storace
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Alla responsabile del Settore Ambiente
del Comune di Massa Ivana Bertonelli
Al Comandante della Polizia Municipale di Massa
Dr. Francesco Delvino
Oggetto : Esposto per la richiesta d’intervento in Via Puliche.
Il sottoscritto Filippo Menconi Resp. Prov. de La Destra di Storace denuncia ed espone quanto segue :
A Marina di Massa in Via Puliche nei pressi della Scuola Materna alcuni cittadini residenti lamentano la seguente situazione: l’erba alta, i rami degli alberi sono talmente folti e alti da invadere la gareggiata non consentendo quindi il normale transito sia dei veicoli che dei pedoni, costituendo quindi una vera e propria barriera visiva, tanto che anche il sistema di illuminazione rimane compromesso, tutto ciò ha fatto scaturire uno stato di allerta in quanto il rischio di incidenti è notevolmente aumentato.
Con la presente pertanto chiedo di intervenire con la massima urgenza onde evitare incidenti ed altri inconvenienti più o meno gravi o indesiderati.
Filippo MENCONI
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La Destra e Gioventù Italiana, movimento giovanile del partito, vogliono esprimere il loro disgusto per le affermazioni del leader libico Gheddafi il quale si è permesso ancora una volta di venire nel nostro Paese ed insultare pubblicamente la nostra tradizione e la nostra storia. Non contento di ciò, ha avuto anche il coraggio di minacciare il nostro popolo dicendo che se l'Europa non pagherà 5 miliardi di Euro alla Libia, il nostro continente sarà invaso da africani. Ciò che ci lascia più allibiti non è tanto questa affermazione delirante del Colonnollo Gheddafi, quanto più il tacito assenso dei ministri italiani e del presidente del consiglio, il quale ha sminuito questa gravissima affermazione catalogandola come
"folkloristica". Inoltre crediamo che il leader africano non si debba permettere di nominare personaggi storici italiani che hanno contribuito allo sviluppo economico e culturale della Libia, con affermazioni offensive e di pessimo gusto. Ricordiamo inoltre la sofferenza e le persecuzioni che Gheddafi ha attuato nei confronti degli italiani residenti in Libia dopo la sua ascesa al potere. Una vergogna che non ha prezzo e che offende i diritti e la dignita' umana. Per questo invitiamo il Governo a dare un segnale forte e concreto per rendere giustizia a questi cittadini.
Nello Riga Vice Segretario La Destra provincia di Varese
Roberto Meazza Segretario Provinciale Gioventù Italiana Varese
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Al Presidente Commissione Sicurezza On. Fabrizio Santori
Al Comandante Corpo Polizia Municipale
Al Comando II Gruppo Polizia Municipale
Al Gabinetto del Sindaco Dr. Profeta
Alla Compagnia Parioli Carabinieri
Al Direttore del Municipio Roma II
OGGETTO: Urgente intervento per grave illegalità in Piazza Ungheria – via G. Rossini causata dalla illuminazione di N. 2 cartelloni pubblicitari, mediante prelievo energia elettrica da cassetta Atac
Lo scrivente rende noto con la presente, agli Uffici in indirizzo, della grave situazione d’illegalità esistente nella località indicata in oggetto, constata personalmente :
Per mettere in funzione un cartellone pubblicitario luminoso, sito in Piazza Ungheria – V.le Parioli 1 identificativo N. 0112/BP488/p – VIII Dipartimento, ignoti da identificare, hanno prelevato l’energia elettrica dalla centralina della cabina semaforica riportante l’indicazione ATAC tel 06 57003, richiusa con nastro adesivo posticcio.
Si evidenzia che il cavo elettrico, proveniente da detta centralina, a penzoloni, dopo essere stato collegato al cartellone pubblicitario sopracitato, prosegue poggiando sopra il ramo di un albero ad alto fusto, andando ad alimentare un altro tabellone luminoso, sito in P.za Ungheria – Via G. Rossini 21A 25 recante l’identificativo N. 0075/AS053/P VIII Dipartimento.
L’Associazione Legambiente, in un comunicato del 05/08/2010 ha dichiarato di avere invitato il Comune di Roma e la Polizia Municipale a rimuovere l’abuso, senza ottenere al momento alcun risultato.
Lo scrivente non accetterà ulteriori ritardi, trattandosi di una situazione di estrema gravità e pericolo per l’incolumità dei cittadini, oltre ad evidenziare comportamenti sicuramente penalmente rilevabili, per la segnalazione all’Autorità Giudiziaria.
Consigliere Massimo Inches
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