NEWS IN PRIMO PIANO
SI RICOMINCIA A TROTTARE
Neve permettendo, si ricomincia a macinare chilometri. Assieme a Roberto Buonasorte, capo dell’organizzazione del partito, gireremo a partire da questa settimana tutta Italia per mettere a punto la mobilitazione per la manifestazione che La Destra terra’ a Roma sabato 3 marzo.
Dal male nasce il bene, dice l’adagio popolare, e crediamo che sara’ possibile intensificare il numero dei pullman e delle iniziative nel territorio per portare ancora piu’ gente nella Capitale rispetto a quella prevista per il 4 febbraio scorso.
Si comincia da due delle federazioni del Lazio, Frosinone e Latina, i cui dirigenti incontreremo giovedì pomeriggio nel capoluogo ciociaro. Venerdì saremo a Napoli per vedere i dirigenti campani e quelli della Basilicata nella mattinata, per poi correre a Bari, dove incontreremo i dirigenti pugliesi.
Sabato riunione in Abruzzo con i dirigenti locali e quelli del Molise in mattinata, e nel pomeriggio nelle Marche. Domenica Sardegna.
Si ricomincera’ la settimana successiva, con Rieti e Viterbo lunedì 13.
Settimana dopo settimana, fino al 26 febbraio, incontreremo praticamente tutta la dirigenza del partito nelle sedi periferiche. E’ una maniera per ringraziare quanti ogni giorno si sacrificano per il partito senza chiedere nulla; vale davvero la pena di guidare un movimento fatto da gente così. Ne sono davvero orgoglioso.
E il 3 marzo dovremo essere tantissimi. Ora vengo io da voi. Poi vi aspetterò a Roma.

Francesco Storace
 
LIBERALIZZAZIONI, PRIVATIZZAZIONI & CO
Da più parti si sostiene con insistenza che, per rilanciare l’economia italiana, è necessario lasciare all’iniziativa privata ed al gioco della concorrenza alcune attività tradizionalmente considerate “servizi pubblici”. Si sostiene anche che un’operazione del genere porterebbe alla diminuzione dei costi di questi servizi, con vantaggio dei consumatori. 
Queste idee sono propagandate da molti giornali economici, tra cui il Financial Times - voce dell’alta finanza londinese - che dal successo delle liberalizzazioni italiane  fa dipendere niente meno che il destino del mondo. Troppo ? Secondo il giornale, se le liberalizzazioni non andassero a buon fine, l’Italia fallirebbe, il fallimento italiano si allargherebbe all’intera Europa e questa, a sua volta, si tirerebbe appresso l’orbe intero. Amen.
Proviamo a capire qualcosa per conto nostro. Innanzi tutto, se qualcuno investe del denaro in una qualche impresa, evidentemente si aspetta di guadagnarci sopra.
Prendiamo in considerazione gli acquedotti, che di recente si è tentato di affidare a privati  (e - aggiungiamo - dei quali si continua a parlare con sorprendente insistenza, nonostante il risultato del referendum).
Molto semplicemente, dell’acqua non si può fare a meno, quindi gestire un acquedotto assicura utili costanti nel tempo e non soggetti a fluttuazioni. Per questa caratteristica di stabilità, l’acqua è un investimento ricercato, anche se il guadagno non è molto elevato in valore assoluto. Di qui, l’insistenza sul punto ed i tentativi di aggirare i risultati del referendum. 
In caso di privatizzazione, il vantaggio per il consumatore deriverebbe esclusivamente dal fatto che gli attuali gestori pubblici sono talmente inefficienti, che un privato con un minimo di capacità organizzativa potrebbe migliorare l’offerta e  realizzare utili semplicemente eliminando gli sprechi, senza bisogno di aumentare le tariffe.
Un ragionamento simile si può applicare a tanti altri casi: i privati sono in genere più efficienti dei gestori pubblici e, nell’immediato, possono assicurare servizi di buon livello, senza costi aggiuntivi. 
Ma, in futuro ?
Per fare un esempio di cosa potrebbe succedere, consideriamo il servizio postale, che pure si vorrebbe lasciare ai privati. Il vecchio monopolista pubblico partiva dal presupposto che comunicare fosse un diritto di ogni cittadino e, di conseguenza, si è incaricato di aprire uffici anche negli angoli più sperduti d’Italia. 
Gli operatori privati si comporterebbero alla stessa maniera ? Difficile. I privati seguirebbero la logica del profitto, si concentrerebbero sulle grandi città - dove è più facile trovare “clienti” - e cercherebbero di chiudere gli uffici poco redditizi che si trovano nei centri più piccoli e con pochi abitanti. A quel punto le soluzioni possibili sarebbero due: lasciare una parte del paese senza posta, oppure far intervenire nuovamente la mano pubblica.

In definitiva è lecito sospettare che - con il pretesto della libera concorrenza, della crescita e via discorrendo - si cerchi di trasferire in mani private la gestione dei servizi capaci di produrre reddito. Eventuali renitenti vengono tenuti buoni con la speculazione sui titoli di stato.
Se andasse in porto, l’operazione nell’immediato potrebbe anche portare qualche vantaggio ai consumatori, ma solo nella misura in cui privati riescano a rimediare alle inefficienze ed agli sprechi  dei gestori pubblici. 
Nel lungo periodo le cose sarebbero destinate a cambiare: i privati - come sempre -  cercherebbero di massimizzare i profitti, alzando le tariffe e riducendo gli investimenti; a quel punto, i pretesi vantaggi per i consumatori si mostrerebbero per quello che sono:  illusioni ottiche, riflesso dall’abissale inefficienza dei gestori attuali. 
Alla fine, il paese si ritroverebbe alle prese con servizi per niente migliori, né meno costosi; in molti settori si dovrebbe ricorrere comunque alla mano pubblica, che dovrebbe farsi carico dei servizi che i privati non possono o non vogliono produrre. 

Nel frattempo però, banchieri, finanzieri, investitori e lettori assidui del Financial Times diventerebbero ancora più ricchi e potenti di quanto già sono e terrebbero in pugno la società, che dovrebbe adeguarsi alle loro logiche: i “rally dei titoli” sostituirebbero le corse in motocicletta, vie e piazze verrebbero dedicate ai coraggiosi “scalatori” di “società quotate”, Omero redivivo canterebbe le “battaglie” per il “controllo del pacchetto di maggioranza”.
I nuovi eroi, ovviamente, avrebbero anche il controllo degli organi di informazione, che assicurerebbero il consenso delle masse, opporsi sarebbe sempre più difficile. Ma questa è una storia ancora da scrivere. 


Roberto Macchioni
 
PESCARA NUOVA TERRA DI CONQUISTA? UNA RIFLESSIONE SUL "FAR WEST" CHE SI VIVE IN CITTÀ
Siamo ad un punto-limite della nostra storia cittadina: a Pescara non si vive più sicuri e bande di rapinatori, a volte provenienti da altre regioni, fanno quello che vogliono . Abbiamo perso il conto delle rapine in gioiellerie ed uffici postali, degli scippi .  Su tali episodi abbiamo puntualmente lanciato moniti alle istituzioni affinchè intervenissero. Negli ultimi giorni due rapine ai supermercati, uno ad un "Maxi Tigre" in centro, l'altro all' "Eurospin" di Via Tiburtina,l' ultimo a piazza duca ci pongono in uno stato di allerta.
 
Non solo infatti, non si riescono a prevenire tali fenomeni, ma poi non vengono presi i colpevoli. 
 
Perchè non c'è un piano adeguato per prevenire la sicurezza? A nostro giudizio bisogna intervenire nei seguenti punti:
 
-Ripensare i criteri di dispiegamento delle pattuglie
 
-Aumentare le telecamere di sorveglianza nei punti critici
 
-Implementare sistemi di allarme che consentano alle forze di polizia di intervenire tempestivamente.
 
-dotare gli obbiettivi piu' a rischio di sistemi in tempo reale per comunicare alle forze dell 'ordine del crimine in atto.
 
Il segretario provinciale
Alessandro Baldati
 
SILVESTRISI FA PAGARE L'AVVOCATO CONTRO I CITTADINI, LA DESTRA CHIEDE LE DIMISSIONI IMMEDIATE
MODENA - La Destra Modena esprime tutto il suo sdegno per quanto deliberato dalla giunta sanfeliciana, in merito alla tutela de Sindaco e della giunta sulle diffide pervenute a causa dell'assurdo progetto dell'autostrada Cispadana. Non solo i cittadini verranno danneggiati a causa dell'inquinamento, non solo non sono stati ascoltati, ma dovranno anche pagare un avvocato al Sindaco per  tutelare se stesso contro la cittadinanza. La Destra crede che sia una cosa scandalosa, i cittadini dovranno pagare contro i loro interessi, per motivi meramente privati del sindaco. Se magari avesse un po' ascoltato la propria gente, anzichè i suoi capetti, forse non si sarebbe trovato migliaia di diffide di gente preoccupata per la propria salute, che ricordiamo, dovrebbe essere il primo punto in una buona amministrazione. Invece no, si usano i soldi pubblici per tutelare le proprie mancanze e quel che peggio li usano contro i cittadini. Per questo la Destra chiede le dimissioni immediate del sindaco Silvestri e della giunta sanfeliciana, vista l'ennesima scandalosa figura e l'ennesimo scandaloso spreco.
 
Francesco Malavasi
La Destra Federazione di Modena
 
ANZIO; MALTEMPO, BRUGIATELLI-ATTONI “AMMINISTRAZIONE HA GESTITO BENE EMERGENZA”
“Le oggettive difficoltà che il maltempo degli scorsi giorni ha procurato nell’hinterland e nei comuni del litorale sono motivo sufficiente per sostenere la scelta del sindaco Luciano Bruschini relativamente alla chiusura degli istituti scolastici. La decisione di assecondare le indicazioni del prefetto, infatti, è dettata dal buonsenso che un amministratore attento deve rivolgere alla comunità per cui si impegna, tutelandola da eventuali rischi per la propria incolumità. Assumersi anche la responsabilità di un disagio minimo è doveroso quando di mezzo c’è la salute e la sicurezza dei cittadini. Le critiche mosse verso il primo cittadino, in quest’ottica, risultano assolutamente insensate e ispirate da un desiderio di polemica assolutamente fuori luogo e di propaganda verso un’amministrazione che ha gestito l’emergenza maltempo con assoluta competenza e capacità”.
 
E’ quanto affermano Maurizio Brugiatelli, segretario cittadino de La Destra, e Sebastiano Attoni assessore locale all’Edilizia
 
LEGGE ELETTORALE, STORACE "SCETTRO AL POPOLO SOVRANO”
“Sulla legge elettorale sentiremo che cosa ci dice il Pdl nell'incontro che avremo giovedì. Il nostro primo problema non e' il rientro in Parlamento. Quello e' il secondo. Il primo e' dare agli italiani la possibilità di continuare a scegliere chi governa prima delle elezioni, e non ridare ai partiti il privilegio di deciderlo dopo le elezioni. Lo scettro al popolo sovrano e' il nostro comandamento”.
 
E’ quanto scrive su Facebook, Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra
 
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