3. CORRENTI PRINCIPALI
L'Islam si divide in varie correnti di cui tre sono quelle principali:
a) Sunniti
b) Sciiti
c) Kharigiti
a) Sunniti (Ahl al-sunna wa l-jama’a: La gente della tradizione e del consenso)
Sono gli ortodossi dell’islamismo e derivano il nome dalla Sunna (Consuetudine) di Maometto, della quale si professano i soli veri seguaci, in opposizione ai dissidenti Sciiti e Kharigiti che sono pure convinti di essere in accordo con la medesima.
La loro caratteristica originaria è il riconoscimento della legittimità dei primi quattro Califfi elettivi; Il Califfo deve essere eletto tra gli appartenenti alla Tribù del Profeta e non solo tra i discendenti della famiglia di Maometto.
I Sunniti comprendono gli Ashariti , Maturiditi e Wahabiti
• Ashariti
Il fondatore di questa corrente fu al-Ashari (915 d.C.) (Iracheno).
Tale dottrina tenta di fornire una spiegazione del Corano e degli Hadith (Tradizione) per mezzo di una argomentazione razionale basata sui principi della logica. E’ la scuola teologica seguita dalla maggior parte dei Sunniti (Siria, Egitto, Iraq e Maghreb) . AL - Azhar, la famosa università coranica de Il Cairo, è un autorevole punto di riferimento per i musulmani Sunniti Ashariti
La loro Dottrina giuridica si divide in due correnti:
Malikita
Shafi’ita
• Maturiditi
Il fondatore di questa corrente fu al-Maturidi (+944) di Sarmarcanda.
E’ la scuola teologica seguita dai sunniti delle Regioni orientali (Turchia, India, Asia centrale) Tale scuola teologica ha una visione delle azioni umane più favorevole, riconoscendo all’uomo le responsabilità dei suoi atti ed, inoltre, tale dottrina non prevede l’ipotesi che Allah possa punire con la dannazione eterna il credente che gli abbia disobbedito .
La loro Dottrina giuridica è l' Hanafita
• Wahabiti
Derivano il nome da Muhammad Abd Wahhab, fondatore e primo condottiero. Non possono essere annoverati tra le “sette” sunnite ma più propriamente rappresentano gli “Ultrà "dell’Islam ortodosso. Si contraddistinguono per la durezza con cui applicano i precetti coranici. Sono contrari ad ogni modernismo ed a ogni forma di lassismo morale. A tale gruppo appartengono i Monarchi sauditi.
b) Sciiti ( shi’a = seguace di Ali – figli Hasan e Husayn)
È la seconda corrente islamica più forte del mondo dopo quella dei sunniti. Predominante in Iran, Iraq e nello Yemen, secondo gli ultimi censimenti i suoi fedeli oscillano tra i 60 e gli 80 milioni. Rimasero una piccola minoranza fino al XVI secolo, quando la dinastia iraniana Safavid fece della setta sciita l’unica religione dell’impero, che allora comprendeva anche i territori persiani dell’Iran, i turchi dell’Azerbaijan e l’Iraq; attualmente hanno un peso sociale e religioso significativo anche in Siria, Libano, Africa orientale e Pakistan.
Gli sciiti si erano opposti all’idea di istituzionalizzare il carisma di Maometto, rivendicando il diritto alla successione del Profeta in base ai legami di parentela ( reclamando in qualche modo che il carisma personale di Maometto potesse essere conservato grazie proprio ai legami familiari che Ali poteva vantare; Maometto, secondo la dottrina della “Shi’at Alì” (Sciita), poco prima della sua morte aveva iniziato Alì agli ultimi segreti dell’Islam e lasciò in retaggio alla sua famiglia questo sapere esoterico).
In contrasto con il pragmatismo politico sunnita, considerarono legittimi solo i califfi (Imam) discendenti da Alì.
I suoi successori, gli Imam, sono pertanto considerati i soli capi religiosi e portatori di un sapere segreto. Con l’ultimo degli Imam, il settimo, è connessa la fede in una parusia ( la dottrina dell’Imam nascosto). Mohammad al-Mahdi tornerà un giorno come Imam Mahdi e fonderà uno Stato islamico di pace.
(Dottrina dell’Imam nascosto
Tale dottrina, propria degli Sciiti, è in buona sostanza un modo attraverso il quale i membri di un gruppo religioso minoritario, come quello sciita, sconfitto e condannato dall’ortodossia sunnita, si sforza di creare una linea di credenza che gli consenta di conservare la propria specifica identità religiosa e di alimentare il sentimento di attesa del riscatto. Nel frattempo ( nel tempo intermedio prima dell’avvento del Millennio di giustizia e salvezza) occorre vivere nell’occultamento, come ha deciso di fare l’ultimo della serie degli Imam; concezione che si dimostra efficace dal punto di vista psicologico e sociologico nel compensare il senso di smarrimento e frustrazione di fronte alla disfatta finale di Karbala (680) e nel rafforzare l’idea di essere nel giusto.
Non a caso all’interno del movimento sciita viene messa a punto una pratica di comportamento sociale fondata sulla dissimulazione della propria fede a scopo difensivo.)
I gruppi sciiti non sono completamente omogenei in quanto ad essi appartengono numerose sette di arabi con capi particolari che, attraverso una genealogia assai complicata, sostengono la legittima discendenza dal genero di Maometto.
I Centri più importanti della dottrina islamica, secondo la visione sciita, si trovano in Iran ed Iraq e sono rispettivamente :
- Qom e Masnad in Iran
- Najaf e Karbala in Iraq.
Gli Sciiti si dividono in
- Duodecimani o Imamiti,
- Ismailiti o Batiniti
- Zaiditi o Ziriti:
• Duodecimani o Imamiti
Si distinguono per il fatto di chiudere la successione degli Imam al dodicesimo, Muhammad al-Muntazar, sottratto alla vista degli uomini attraverso “l’Assenza temporanea”.
Per questa ragione egli non può avere successori, in quanto continua ad essere presente e riapparirà alla fine dei tempi.
Questa branca è predominante in Iran.
Quando si parla di sciiti si pensa principalmente ai duodecimani
• Ismailiti, Batiniti o Settimani
Gli “eretici” sono una ulteriore diramazione degli Sciiti. E si caratterizzano per l’importanza che attribuiscono a ismail, figlio del VI imam sciita. Ismail è considerato il settimo ed ultimo legittimo imam; infatti riconoscono come Imam i discendenti di Muhammad al-Mahdi (ultimo Imam visibile del suo ciclo) Essi credono che nel corso della storia dell’uomo ci saranno sette cicli di sette Imam visibili, il settimo dei quali è il messaggero del ciclo successivo. Tali cicli saranno intervallati da un interprete della Verità. Attualmente sono sparsi un po’ ovunque nel mondo musulmano ed un forte gruppo è in India. La maggioranza degli Ismailiti indiani riconosce l’Aga Khan come proprio capo spirituale
Si dividono in Drusi e Alwiti
- Drusi
Sono un gruppo etnico musulmano stanziato nelle valli del Libano (40%) e della Siria(60%);
I Drusi, il cui nome risale ad al-Darazi (uno degli iniziatori), condividono il credo ismailita per cui Allah si incarnerebbe in ogni epoca del genere umano e credono che la più recente di tali reincarnazioni sia stato il califfo fatimida d’Egitto, Hakim Abu Alì Mansen (morto in modo misterioso nel 1021), di cui non ammettono la morte ma aspettano la ricomparsa e che venerano come loro Signore.
Credono nella metempsicosi e possiedono vari gradi iniziatici.
Non hanno un luogo di culto, ma cellule in cui gli iniziati possono riunirsi.
La loro morale è basata su sette precetti fondamentali :
- Veridicità;
- mutuo sostegno;
- rinuncia a qualsiasi altra religione;
- ripudio del demonio e dei miscredenti;
- riconoscimento dell’unità divina incarnatesi ad ogni epoca;
- approvazione di ogni opera di Hakim;
- accettazione della sua volontà nella forma in cui viene manifestata dai suoi ministri.
- Alawiti
La loro Fede è ricca di numerosi tratti esoterici ed è il frutto di una mescolanza di elementi della teologia sciita con altre credenze, anche di derivazione cristiana. Tale ramo sciita ha in comune con l’Islam le origini ed una parte della terminologia religiosa.
Sono presenti in Marocco, in Turchia e nella Siria settentrionale con alcune presenze nella regione costiera fino a Tripoli del Libano. In Siria hanno assunto maggior peso da quando è giunto al potere il Presidente Asad che apparteneva a tale branca religiosa.
• Zaiditi o Ziriti
Sono diffusi in Tunisia ed in Algeria. Seguaci di Zayd ibn Ali, costituiscono una delle più importanti correnti sciite. Sono moderati tanto che rappresentano l’indirizzo meno lontano dall’ortodossia sunnita sul terreno politico e giuridico
Nella questione del califfato o imamato ripudiano la concezione estremista dell’Imam infallibile ( non riconoscono qualità divine all’Imam) pur sostenendo il legittimismo dei discendenti di Alì. Non identificano nell’Imam un Madhi, in quanto il Madhi è atteso alla fine del mondo
Imam Sciiti
ALI’ (+ 661)
Cugino di Maometto, marito di Fatima
Nome vedere Nota
1. Al - Hasan (+ 669) (Figlio di Alì e Fatima) (§) (&)
2. Al - Huseyn (+ 680) (Figlio di Alì e Fatima) (§) (&)
3. Alì Zayn al -Abidin (+ 714) (§) (&)
4. Muhammad al - Baqiir (+ 731) (§) (&)
5. Ja’far al - Sadiq (+765) (§) (&)
6. Isma’il (§) (&)
7. Muhammad al - Mahdi (&)
8. Mussa al - Kazim (+799) (§)
9. Ali al - Rida (+818) (§)
10. Muhammad al - Jawad (+835) (§)
11. Ali al -Hadi (+868) (§)
12. Hasan al - Askari (+874) (§)
13. Muhammad al - Muntazar (§)
(&) Riconosciuti dagli Ismaeliti
(§) Riconosciuti dai Duodecimani
c) Kharigiti (dissidenti)
Rappresentano il ramo più duro dell’Islamismo; possono essere catalogati come setta
Il principio settario corrisponde in linea di massima all’idea della radicalità delle scelte religiose contro ogni forma di compromesso con il mondo che caratterizza una religione del tipo Chiesa.
I Kharigiti appoggiarono Alì, genero di Maometto, soprattutto contro coloro che sostenevano Mu’awiya , seguace di Maometto e che diventerà il capostipite degli Ummayyadi. La loro opposizione era assoluta: per i nemici non ci doveva essere che sterminio. In seguito abbandonarono Alì perché aveva accettato il cosiddetto compromesso di Siffin( luogo dove si svolse la battaglia tra le truppe di Ali e Mu’awyia e che determinò la sconfitta di Ali) e quindi aveva tradito la “parola di Dio” e tradito la fiducia della Comunità; si crearono un proprio califfo, scelto per virtù personali e religiose. Essi univano ad uno spiccato senso religioso un’indole dura, intollerante e fanatica che si fece sentire successivamente nelle lotte contro sunniti e sciiti. I Kharigiti si frazionarono poi in numerose sette, fondando in Arabia e in Africa molti Stati. Oggi dei Kharigiti sopravvive la setta moderata degli Ibaditi diffusi soprattutto nell’Oman ed in alcune zone dell’Algeria.
Per i Kharigiti il Corano diventa fonte unica ed assoluta da cui trarre norme e valori che devono essere assunti da ogni credente nella loro integrità, senza eccezioni e compromessi; la Comunità dei credenti è la custode del testo sacro e solo essa è la titolare del potere di nominare e destituire il Califfo. il Califfo o Imam deve essere eletto tra coloro che sono ritenuti più degni e pii tra i musulmani indipendentemente dai propri natali e dalla posizione che occupano nella società
Colui che non riesce a mantenere una salda coerenza fra fede ed opere è ritenuto un peccatore che immediatamente ed automaticamente si pone fuori della Comunità dei credenti. Da qui nasce un rigorismo religioso, rituale e morale coerente con il radicalismo ideologico originario. Una concezione strutturalmente organica con un tipo di organizzazione socio-religiosa del tipo setta:
intransigente nei confronti del compromesso fra fede e logica di “questo mondo” tesa a mobilitare continuamente le coscienze dei credenti ad una coerenza rigorosa della quotidianità, dunque refrattaria a qualsiasi ipotesi di una istituzionalizzazione del carisma originario del Profeta e della sistemazione dei contenuti della fede in un corpo di dottrine teologico-giuridiche che medino fra la Rivelazione coranica e le leggi di funzionamento proprie degli ordinamenti mondani.
(Fine terza puntata, continua)
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Per contrastare un avversario, un nemico o comunque chi non la pensa come noi, è importante conoscere la cultura, gli usi e i costumi di colui che stiamo contrastando. Senza la conoscenza il discorso diventa sterile ed illogico dettato solo dall’odio o da credenze errate. Diceva Socrate: “so di non sapere” il che equivale a dire “dobbiamo sempre studiare ed informarci”. La destranews non vuole essere solo uno strumento mediatico ma anche un luogo dove si ragioni, si capisca, si discuta. Una scuola dal quale apprendere continuamente. Dall’11 settembre 2001 molte cose sono cambiate nel mondo ed una cosa si è accentuata, lo scontro tra occidente ed oriente. Alcuni credono si tratti di uno scontro epocale, di civiltà, altri che sia il solito complotto d’oltre Oceano. La realtà risiede, invece, in molteplici fattori fra i quali spicca l’ignoranza, la non conoscenza. Per questo Abbiamo deciso di pubblicare, a puntate, una sorta di “bignami” sull’Islam. Un discorso molto schematico, fatto per punti, che potrà comunque essere utile ad imparare a conoscere il mondo dell’Islam per non cadere nella tentazione di fare tutta un’erba un fascio o esprimere giudizi errati. E, soprattutto, per avere gli strumenti necessari a comprendere meglio le nostre e le altrui ragioni o posizioni.
Il decalogo
Arabo (persona)
Non corrisponde necessariamente a musulmano, esistono arabi cristiani
Arabo (lingua)
È la lingua del Corano, ed è definita Arabo classico; nei vari Paesi islamici si parla una lingua simile all’arabo ma con caratteristiche determinate da vari influssi della tradizione locale che la rendono dissimile dall’arabo classico
Allah
Nome con il quale in arabo viene definito Dio. Con tale nome, si rivolgono a Dio anche gli arabi cristiani.
Per il Musulmano Dio è così onnipotente che l’unica iniziativa che il libero arbitrio umano può assumere è quella della sottomissione a Lui.
(Il teologo Ibn al Ghazali (1058-1111) arrivò a spiegare che quando un uomo taglia il collo ad un altro, la morte di quest’ultimo è solo una “creazione” esclusiva di Dio posta in essere nello stesso momento del taglio del collo). L’uomo quindi non è mai “creatore” dei propri atti ma li pone solo in essere senza alcuna possibilità di agire su di essi.
Musulmano
È il credente nell’Islam (mouslim), colui che è nato da padre musulmano, che assume l’identità confessionale del genitore pur non condividendone dogmi e pratiche. In BiH assume un significato etnico.
Islam
La parola Islam deriva dalla radice araba SLM, la quale significa, fra le altre cose, pace, purezza, sottomissione e obbedienza. In senso religioso, la parola Islam vuol dire
letteralmente “sottomissione” (a Dio) e obbedienza alla Sua Legge: la connessione fra il significato originario e quello religioso della parola e stretta e ovvia. Solo attraverso la sottomissione alla Volontà di Dio e l'obbedienza alla Sua Legge è possibile ottenere la vera pace e godere di una purezza permanente.
È la religione professata dal Corano (libro rivelato da Dio al profeta Maometto) e canonizzata sia sulla base di tale testo che sulla base degli esempi di vita del profeta.
Islamista
È il musulmano militante
Corano
Letteralmente “recitazione solenne” indica il testo che Dio ha rivelato direttamente a Maometto tramite l’Arcangelo Gabriele e rappresenta sulla terra l’archetipo del libro sempre esistente riguardante le verità divine.
Unitamente agli esempi di vita del profeta è il fondamento della Legge divina o Sha’ria (la via retta)
Il Corano ha circa la stessa lunghezza della Bibbia cristiana, all’incirca 78.000 parole; è diviso in 114 Capitoli, detti Shure, che a loro volta si dividono in versetti (Aya) . L'ordine dei versetti e dei capitoli che oggi troviamo in qualsiasi copia del Corano, non rispecchia l'ordine cronologico della rivelazione poiché sono state riunite in epoca successiva alla morte del profeta secondo un criterio di lunghezza e non cronologico. Le Shure più lunghe, che sono le prime, sono in gran parte insegnamenti sulla vita quotidiana; le più brevi, quelle finali, danno ammonimenti circa il giorno del giudizio ed il terribile destino di coloro che non credono in un solo Dio.
Le Shure si dividono in versetti rivelati a la Mecca e versetti rivelati a Medina
Il primo è il Corano "meccano", cioè quello trascritto nei dieci anni precedenti l'Egira, e si presenta spiccatamente profetico, mistico, dogmatico, morale ed esortativo: alla Mecca Allah rivela per bocca del Profeta niente altro che la Sua unicità e natura di Creatore, e la servitù dell'uomo nei Suoi confronti, appunto l'Islam, la sottomissione a Dio.
Questa prima parte riflette la condizione estatica del Profeta e perciò si presenta secondo un genere letterario tipico della letteratura profetica ( prevalenza delle immagini e di un linguaggio cifrato, che evoca emozioni e stupore, più poetico e allo stesso tempo oracolare)
I1 Corano "medinese" dà forma a questi grandi principi dogmatici con leggi e gesta, collegando il messaggio alle circostanze sociali nelle quali viene predicato, che sono la necessità di fondare un nucleo politico ed amministrativo in grado di sostenere gli assalti dei nemici di Maometto e dei suoi seguaci.
I devoti imparano il Corano a memoria ed è scritto in lingua araba dato che Dio ha rivelato il Corano in lingua araba. Sino a pochi anni addietro non esistevano traduzioni ufficiali del testo; attualmente i testi tradotti sono finanziati dall’Arabia Saudita.
Questa seconda parte ha sovente la forma di articoli di un codice giuridico, scritto con uno stile ed un linguaggio prescrittivo, spesso preciso e dettagliato, teso a regolamentare materie disparate ( dalle regole giuridiche in materia di matrimonio, divorzio, ripudio ed eredità alle prescrizioni alimentari o relative all’abbigliamento delle donne e degli uomini e così via)
Sunna
Alla morte di Maometto non ci si accontentò soltanto di trascrivere le rivelazioni che egli aveva ricevuto da Dio per mezzo dell'arcangelo Gabriele, si raccolsero anche i suoi discorsi (hadith), oltre a dei commentari su alcuni passaggi oscuri del Corano e a dei consigli relativi al culto o ad esempi di morale quotidiana.
L'insieme degli hadith costituisce la Tradizione (al-Hadith) che insieme ai modelli di azione e di comportamento del Profeta costituiscono la "Sunna", che è una regola d'azione a partire dal modello di vita del Profeta stesso. Vengono considerate la Seconda Fonte dell’Islam e devono essere in perfetta armonia con la Prima Fonte, ossia con il Corano, che è il Modello e il criterio.
il Corano non stabilisce delle modalità di vita e di preghiera, non soddisfa le esigenze particolari di culto dei singoli uomini; non indica, dunque, i caratteri specifici della vita religiosa islamica. La Sunna soddisfa queste esigenze e completa la predicazione coranica, assumendo il compito di articolare la vita religiosa, modellata a somiglianza di quella del Profeta.
Hadith o detti del Profeta
la base della conoscenze sulla vita e l’insegnamento di Maometto e trattanti soprattutto la liturgia, la morale e altre questioni religiose; è la sua biografia, compilata da Ibn Ishaq nella seconda metà dell’VIII secolo sulla base di una tradizione sostanzialmente orale. Gli Ulema li divisero in tre gruppi:
- Autentici;
- Probabili;
- dubbi.
Un hadith è autentico quando è stato approvato da tutti i Dottori in Diritto musulmano.
Date importanti
Nascita di Maometto attorno al 570 nel clan dei Banu Hashim, tribù Qurays o Coreisciti), clan impegnato nel commercio e traffico carovaniero attraverso il deserto. Il padre morì prima della sua nascita, tanto che il futuro Profeta fu allevato dal nonno e poi dallo zio, Abu Talib.
622 traferimento di Maometto a Medina (Medinat an Nabi = città del Profeta) (Egira)
632 morte del Profeta
2 luglio 1798 conquista dell’Egitto da parte di Napoleone
(Fine prima puntata, continua)
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