| UNA STORIA FANTASTICA | Segnala |
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Amo l’Italia, ma solo in Italia possono succedere certe cose. Una squallida storia di trans, diventa, da una parte, un’inesauribile storia di “pruderie” quotidiana, dall’altra, un modo per far accettare agli Italiani la transessualità come fatto moderno e normale, dall’altra ancora, un sistema per solleticare la morbosa curiosità del pubblico, il tutto per fare “audience”.
Al di là della curiosità che “attanaglia” tutti per capire cosa si può fare con un trans e per conoscere i nomi di coloro, conosciuti e non, che si dilettano in questo “sport”, che stanno tentando di far diventare di massa, a me vengono sempre dei quesiti cui dare risposta sarà molto difficile. Il primo sospetto che mi viene è quello di considerare che tutta questa attenzione verso questi orrori della natura derivi dalla necessità di deviare l’attenzione dai veri problemi che il caso Marrazzo solleva. Infatti non possiamo dimenticare che ai margini della storia che ha coinvolto l’ex Presidente della Regione Lazio vi sono due omicidi o presunti tali, vi sono tre carabinieri inquisiti ed arrestati e tante piccole stranezze e coincidenze. Perché non esiste una foto dei carabinieri inquisiti? Perché i loro avvocati non sono presenti da nessuna parte? Li si vuole coprire o si sta nascondendo qualcosa? Via Due Ponti è in una zona tristemente famosa, non perché è animata da trans di vario genere ma perché là vicino c’è via Gradoli, la via dove è stato tenuto prigioniero Aldo Moro, durante il suo sequestro ad opera delle Brigate Rosse. E’ una zona dove i servizi segreti hanno in più riprese montato le loro basi. Date le numerose stranezze di questo caso, ci vengono spontanei alcuni dubbi: come fanno i carabinieri, ritenuti estorsori, ad arrivare nell’appartamento di Natalie, poco dopo l’arrivo di Marrazzo? Perché questa incursione, che porrà fine alla carriera politica dell’ex-governatore, avviene proprio quando Marrazzo aveva, con una forte pressione, obbligato i vertici del PD a confermare la sua candidatura alla Presidenza della Regione, candidatura poco gradita a quella dirigenza, perché considerata perdente? Solo adesso si è scoperto che tutti erano a conoscenza delle abitudini di Marrazzo, ma nulla era trapelato; si sussurra che ci saranno altri nomi eccellenti, ma questi non vengono fuori e via di questo passo. Tutte queste perplessità sono la prova che ci troviamo di fronte ad operazioni coperte che puzzano lontano un miglio di depistaggio e di azione dei servizi segreti. Qualcuno dirà che siamo dei visionari e dei dietrologi, ma troppi fatti ed eventi che ci hanno , in passato, colpito pesantemente, ci fanno comprendere che queste cose in Italia accadono e sono possibili. Il posto, da sempre utilizzato dai servizi, le persone coinvolte, i trans che possono svolgere indisturbati le loro attività di spaccio, consumo di droga e di prostituzione, la copertura di alcuni Vip e il linciaggio di Marrazzo, la fantomatica storia di estorsione da parte di tre militi scomparsi dalle cronache e, ci auguriamo di no, anche dall’inchiesta, la poca chiarezza sull’operazione in generale e sui filmati in particolare, sono tutti elementi che fanno pensare alle classiche operazioni costruite dai servizi. Nell’interesse di chi? Perché? Non è sufficiente pensare che tutto ciò sia avvenuto per fare un piacere alla sinistra, ci devono necessariamente essere degli altri interessi che verranno fuori con il tempo. Ma… chi è il burattinaio, colui che tira le fila? Non ci venite a parlare di servizi deviati, questi esistono solo nella mente di chi deve mascherare la verità. In Italia i servizi sono sempre stati agli ordini del potere nazionale e dei servizi americani. Tutto al più possono aver partecipato alla lotta per bande contrapposte che ha caratterizzato la storia del potere in Italia in questi ultimi sessanta anni. Non sta a noi dare risposte, ci basta insinuare un ragionevole dubbio affinché, in questa Italia in crisi morale, culturale, economica e sociale, non si attuino ulteriori colpi di mano in danno dei cittadini. Il nostro compito diventa così ancora più impellente, vegliare per impedire ulteriori danni allo stato sociale.
Adriano Tilgher
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