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“A Gianfranco vorrei chiedere solo una cosa: dove sono i beni avuti dal
Msi, che uso ne è stato fatto, e il fiume di denaro che si è riversato
nelle casse di An che fine ha fatto? Non è vero che nessuno si è opposto
all’andazzo. Io per anni al comitato centrale e alla direzione di An ho
messo al primo punto la questione morale. M’hanno trattato come un
criminale.” Lo dice questa mattina il presidente Teodoro Buontempo dalle
colonne di Libero.
Teodoro, racconta inoltre dei rapporti che Fini dal 2004 strinse con il
gruppo Atlantis, proprietario di casinò ai Caraibi e titolare di una
concessione dei Monopoli di Stato italiani per la gestione telematica di
quelle slot machine che in poco tempo invasero bar e circoli di tutta
Italia.
Quelle macchinette infernali che hanno rovinato, e continuano a rovinare
tanta povera gente abbagliata dal facile guadagno e con molta rapidità
si espansero anche a Ostia, territorio difficile sul litorale romano e
che presto divennero fonte principale nell’alimentare il giro
dell’usura. Tanti i pensionati e i lavoratori che dopo aver perso lo
stipendio o la pensione si rivolgevano e continuano a rivolgersi a
persone prive di scrupoli che in poco tempo gli spogliano di tutti i
loro beni lasciandoli nella disperazione assoluta. Una metastasi
incredibile.
Molti attentati sul litorale a locali pubblici non erano causati dal
racket del pizzo, il più delle volte erano e sono intimidazioni per
convincere gli esercenti ad istallare le diaboliche macchinette
rovinafamiglie.
Buontempo, racconta come è stato avvicinato, le proposte e le minacce
per non essersi fatto convincere a sfruttare la creduloneria di chi era
ed è convinto di essere più abile di una macchina programmata per
mangiare soldi. E mentre Teodoro lottava sul territorio contro la piaga
e il malcostume delle slot, loro trattavano.
Il filo che sembra legare l’appartamento di Montecarlo al fiduciario
della società off shore che acquista la casa sarebbe anche il fiduciario
che rappresenta gli interessi di Francesco Corallo, fondatore del
gruppo Atlantis.
Anni fa, una signora di Ostia seguace di Almirante senza eredi decise di
lasciare in eredità l’appartamento a Teodoro, che informò Pontone e fu
intestato al Partito, oggi, quell’appartamento è sparito. Non si trova
più, nessuno sa che fine abbia fatto.
L’analisi dei costi di via della Scrofa fatta da Buontempo procede con
un ragionamento “terra terra”: se il Secolo d’Italia è pagato con i
finanziamenti pubblici, se le sedi di via della Scrofa e via Alessandria
sono state acquistate con le donazioni, se molti impiegati sono diventi
deputati: Lamorte, Martinelli, se le campagne elettorali erano quasi
totalmente autofinanziate, considerando che gli impiegati a carico del
Partito sono 3-4, dove è finito quell’imponente fiume di denaro che si è
alimentato con i rimborsi elettorali?
Il patrimonio immobiliare del Msi a Roma era immenso, oltre alla sede, a
via Livorno, piazza Tuscolo, la tipografia di via del Boschetto,
tramite la Italimmobili, società del Movimento sociale disponeva delle
proprietà di tutte le federazioni perché nessuno voleva dare un immobile
in affitto. Adesso tutti gli immobili dovrebbero passare alla
Fondazione Alleanza nazionale. Però c’è un piccolo particolare.
Quel patrimonio dovrebbe servire ad attività sociali, politiche e
convegni. Dove sono? Quel patrimonio oggi, potrebbe tornare ai legittimi
eredi perché non è stato utilizzato per gli scopi destinati
all’origine.
Così anche Montecarlo deve tornare agli eredi della Contessa Colleoni.
Come è possibile che qualcuno si sia riuscito a comperare lo yacht, la
villa, gli appartamenti con terrazzo panoramico, mentre Buontempo dopo
26 anni di consigliere comunale e cinque mandati da parlamentare è
riuscito solo a collezionare debiti?
Francesco Storace
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