Regionali Lazio – Apertura campagna elettorale La Destra
23/01/10 – Roma – Cinema Gregory
E’ per me una grande emozione accogliervi oggi in
questa sala, stracolma di gioia e di entusiasmo, con la voglia di
iniziare un nuovo percorso insieme, cinque anni dopo la mia presidenza
alla Regione Lazio. E’ un’emozione ma anche una rivincita personale,
perché alle prossime elezioni Regionali ci saremo con il nostro simbolo.
La Destra sosterrà una candidata eccellente alla presidenza del Lazio,
Renata Polverini, che ringrazio per la sua presenza alla manifestazione
odierna con la quale apriamo ufficialmente la nostra campagna
elettorale.
C’è davvero bisogno di tutti per questa battaglia
elettorale, che porteremo avanti con il cuore, consapevoli di poter
dare un contributo importante e decisivo alla vittoria della Polverini.
La Destra correrà con una propria lista, ci sarà il nostro simbolo. Io
sarò il capolista nelle province di Roma, Latina e Viterbo.
Ma voglio ringraziare tutti i nostri candidati, persone che credono nel
valore delle idee e nella capacità della politica di lavorare per il
bene della comunità. Persone come Adriano Tilgher, ad esempio, il
nostro responsabile del Dipartimento Programma, che con stile
ineccepibile ha rinunciato a candidarsi per non creare tensioni dopo le
accuse fasulle giunte da parte di chi ha avuto il coraggio di far
eleggere in Parlamento Toni Negri e di far entrare D’Elia, un ex
terrorista, nell’ufficio di presidenza della Camera.
E persone come Salvatore De Maio, figura simbolo nella lotta alla mafia
a Palermo, che vive senza la scorta: per la sua incolumità l’Italia dei
Valori ha presentato un’interrogazione parlamentare, ma De Maio ha
scelto di candidarsi con La Destra come indipendente. Saranno così i
nostri militanti, con il loro affetto, a “scortarlo” in questa sua
nuova avventura.
Cinque anni dopo, quindi, eccomi qui, a parlare di
futuro e a ricordare quanto di buono fatto dalla mia amministrazione
tra il 2000 e il 2005 nonostante gli attacchi ignobili della sinistra.
Abbiamo aperto ospedali che oggi sono il fiore all’occhiello della
Regione (il Sant’Andrea, il Policlinico di Tor Vergata, il Regina
Elena, il Cpo di Ostia); istituito, primi in Europa, l’azienda unica
per l’emergenza 118. Abbiamo aiutato gli anziani, realizzando per loro
la “Carta senior”; creato lavoro per i giovani; abbattuto la
disoccupazione; stimolato l’imprenditoria; migliorato i trasporti,
acquistando nuovi convogli; sostenuto parrocchie e oratori, per far
crescere i nostri figli in ambienti sani e aiutato le famiglie con
l’apertura di micronidi aziendali.
L’Unione Europea ha riconosciuto la validità delle nostre iniziative e
siamo stati premiati per lo sviluppo creato nel settore agricolo (l’Ue
per tre anni ci ha dato più risorse perché le spendevamo bene). E come
non ricordare lo Statuto regionale, che ha garantito, unici in Italia,
una maggiore presenza femminile in Giunta. Abbiamo dato un senso
politico e culturale all’amministrazione regionale, anticipando il
Parlamento nel varo della “Giornata dei valori nazionali” dedicata al
ricordo dei martiri delle foibe.
Eppure, me ne hanno dette di tutti i colori. Ma va
bene lo stesso, perché a ricordare il nostro lavoro e i nostri
sacrifici oggi è il popolo, che capisce, ad esempio, che la sinistra
dice falsità quando mi attribuisce la responsabilità del deficit
sanitario regionale. La Corte dei Conti lo ha detto chiaramente: la
nostra gestione dal rientro del debito, già presente prima di noi e
lievitato in maniera esorbitante con la giunta Marrazzo, fu corretta.
Punto.
Con il cambio dell’amministrazione, il Lazio è
entrato in un tunnel involutivo. La sinistra al comando ha combinato
solo danni ai cittadini. La squallida vicenda che ha interessato
Marrazzo è emblematica, perché non è stato solo un fatto privato, ma ha
riguardato un presidente di Regione, che diceva una cosa e poi faceva
il contrario. Ma un fatto è certo: il prossimo presidente non sarà un
cocainomane.
Siamo determinati. La Destra è determinata,
convinta, sicura dei suoi valori e delle sue proposte politiche. Saremo
presenti alle Regionali realizzando un percorso di coerenza politica
che rivendichiamo. Non ci nascondiamo dietro un dito, sappiamo che
esistono delle differenze con alcuni dei nostri alleati, siamo però
coscienti della necessità di battere la sinistra.
L’alleanza con la Polverini, che formalizziamo oggi, è un risultato
importante. Siamo convinti della bontà del nostro candidato,
sindacalista attenta al sociale, donna carismatica, bandiera
dell’autonomia. Il suo lavoro servirà per dare un futuro concreto al
territorio, attraverso una migliore qualità della vita, con
un’attenzione particolare all’ambiente. Al riguardo, per chi si
interroga sul ritorno del nucleare, noi diciamo che se proprio deve
esserci il nucleare dovrà essere pulito e sicuro per la salute dei
cittadini. Ma l’ambiente è una risorsa da impegnare anche per
finanziare il recupero dei centri storici delle nostre città.
Cara Renata, vogliamo una Regione più sociale.
Perciò ti chiederemo nel programma di assumere sulla responsabilità
della presidente della Regione due deleghe dimenticate: contrasto alle
morti bianche nei cantieri di lavoro e politiche di sostegno alle
famiglie che vivono la tragedia della disabilità.
Ti chiederemo di lavorare alla creazione di un
assessorato alla partecipazione, per sperimentare modelli alternativi
di gestione delle aziende, a partire da quelle pubbliche; ti sosterremo
nelle caccia alle risorse necessarie per varare il quoziente familiare
come modello di fiscalità finalmente equo.
Ti chiediamo di guidare una Regione che scelga il
popolo nel conflitto che andrà aperto con banche avide del nostro
denaro: la microimpresa dovrà essere tutelata e non più abbandonata.
Ti chiederemo di dar vita all’istituto regionale per
il mutuo sociale, per dar modo anche alla gente più povera di questa
Regione di coltivare il sogno di diventare proprietaria di casa.
Ti chiederemo di lavorare a una riforma del welfare
regionale, che renda giustizia a quegli italiani che ogni volta che si
avvicinano a una casa popolare, a un asilo, a una scuola materna, si
vedono sempre superare dagli stranieri. C’è bisogno di un modello
sociale che dia anzitutto a chi è italiano il diritto a fruire dei
servizi.
Sono felice di essere qui oggi, sono felice di
cedere la parola a Renata Polverini, sarò ancora più felice quando ad
aprile ti accompagneremo alla presidenza della Regione.
Non curarti degli attacchi. Li polverizzeremo!
Francesco Storace