Giovedi, 11 Marzo 2010
LA RETORICA PATRIOTTARDA DI GIORGIO (BOCCA)  Segnala
L'ex gerarca, Giorgio Bocca, oggi censore e moralista dell'Espresso, nella sua rubrica “L'antitaliano” con l'articolo “Fascisti e opportunisti” continua a “stupirmi” - meglio – a farmi “imbestialire”, per la sua poca coerenza e per la forte perdita di memoria, che persiste ad avere, quando “sdottoreggia” con affermazioni che “sanno di stantio” e “basso fariseismo”.

Chi è Giorgio Bocca? Dalla sua biografia risulta essersi iscritto, durante gli studi di giurisprudenza a Torino, al Gruppo Universitario Fascista (Guf). Nel 1938 aderì alla campagna razziale antiebraica del governo fascista e firmò il Manifesto sulla razza. Durante la guerra si arruolò come allievo ufficiale alpino. Dopo l'8 settembre del 1943 – data dell'armistizio – aderì alla lotta partigiana.

Nel 1971 sottoscrisse l'appello pubblicato sul settimanale l'Espresso contro il commissario Luigi Calabrese.

Nel 1975 sostenne che l'esistenza delle Brigate Rosse fosse – in realtà – una favola raccontata agli italiani dagli inquirenti e dai servizi segreti. Affermazioni queste che – qualche anno più tardi – rivide pubblicamente-

Premesso, questo, cercherò di analizzare – punto per punto – il suo “delirio”. Sostenendo che il fascismo, un po' è già tornato, “non il fascismo del ventennio, ma quello di sempre, autobiografia della nazione, frutto spontaneo del nostro autoritarismo anarcoide, del nostro piacere di servire, della retorica patriottarda.
Certamente, quando scrive che “sono già tornate le parole del patriottismo del nazionalismo retorico e gli annessi riti funebri: chi muore per sventura o per dovere viene chiamato eroe”, - dicevo – certamente sbaglia. Non si offenda, ma sembrano parole scritte da un personaggio – ormai – “fuori dal tempo”, dalla realtà di una democrazia moderna, che ignora che i problemi attuali  non sono causati – da chi Lei vuole colpevolizzare - “la destra reazionaria” ma dall'astiosità, dalla voglia di diffamare, dal disprezzo per tutto ciò che non è di sinistra, dall'azzeramento della ragione - caro Bocca – ma dalla sua parte politica che, indubbiamente, sul terreno del “terrorismo” mediatico - quello praticato dal comunismo stalinista, ha “coltivato” le sue radici, il modo “macchiavellico” di impossessarsi del potere, di demonizzare chiunque non ragiona allo stesso modo, con le loro “verità” ideologiche. Cosa, questa, usata oggi dalla sinistra contro Berlusconi.

Chiarisco subito il mio pensiero per non lasciare dubbi o sospetti. Non sono un “berluscones” . Le mie radici sono nate e provengono – con orgoglio – dagli insegnamenti di mio padre che piuttosto rinnegare la sua ideologia, la sua fede, il suo credo ha preferito pagare e con lui, tutta la famiglia, a caro prezzo, quel gesto di coerenza che fece: il 24 luglio 43milioni di italiani erano fascisti – il 25 luglio rimase lui e mio suocero fascista e, fortunatamente altri italiani – ma molti pochi- uomini d'onore come mio padre e mio suocero.

Indubbiamente, quanto legge, suonerà per Lei come una bestemmia. Ma vede, Lei parla di uomini - alludendo sempre alla stessa persona - “che vedono complottisti e sabotatori in chiunque si opponga al nuovo sultanato”, ma, diciamocelo, Lei dimentica i veri problemi dell'Italia di oggi che sono quelli del terrorismo, della mafia, della camorra, più vastamente, del partito della criminalità organizzata e dell'illegalità – ed aggiungo – la ritenga una mia opinione – il fenomeno (la piaga?) dei clandestini che - anche se sul piano umano li capisco e compatisco - sono pur sempre una  lacerazione.
Voglio, però, a Suo conforto, analizzare brevemente ciò che sta accadendo in Italia. Mi faccio una domanda, mi pongo una risposta. Alla Marzullo. Cosa sta accadendo in Italia?  Gossip, gossip, e trans-gossip. Magistrati – alla Di Pietro - imbufaliti perché perdono potere “aggrediscono” l'etica,  la loro, la dignità, la loro, imbarcandosi – così - in diatribe ideologiche che gli fanno perdere, non solo la credibilità ma, soprattutto l'immagine. Politici, che tradisco il patto fatto con gli elettori offrendosi al migliore offerente. Tradimenti dei valori, “torsioni violente” della fede smerciato tra trans o mignotte. Negazione dei valori fondamentali con i quali siamo cresciuti: Dio, Patria Famiglia, per svenderli al primo Imam” di passaggio che nelle loro Moschee predicano il terrorismo e nelle loro “madrassa” allevano terroristi e nemici – i più radicali - dello Stato (il nostro naturalmente).

Ecco di cosa si deve preoccupare! Di questa Italia che ha come simbolo del “Made in Italy” l'immagine di Napoli – per fortuna ormai lontana – di Napoli prigioniera dei rifiuti per la corruzione della gestione di sinistra con il target della camorra.

Si chiede.”Il fascismo tornerà? Tranquilli – assicura Lei – un po' è già tornato. La destra reazionaria e piena già di ex socialisti alla Bombacci, che pensano che un posto alla greppia valga il voltagabbana”. Però – proprio Lei – non si stupisca dei voltagabbana: non si meravigli se i nuovi “transfughi” sono i più entusiasti del nuovo duce – lo scrive lei – e più rancorosi con i vecchi compagni. In questa frase non c'è tanto di Lei? Si indigni, invece, quando – nella trasmissione televisiva condotta da Bruno Vespa “Porta a Porta” - sente dire a Sansonetti che Battisti, meglio, il criminale Battisti, è innocente. Si preoccupi nel sapere che il presidente verde-oro Lula non darà l'estradizione - a questo “eroe” dell'omicidio  e del terrorismo - per motivi politici ignorando i rapporti diplomatici che intercorrono con lo Stato italiano e i trattati  di scambio con il nostro paese ed il Brasile, e che vengono calpestati - offendendo un'intera Nazione - solo e soltanto, perché, emergono rigurgiti comunisti che, purtroppo, non si sopiscono mai.

Infine, me lo lasci dire, rispetti la nostra destra, una costola del MSI che dalle sue origini è stato un fenomeno unico – come ha scritto Carioti - “I vinti della seconda guerra mondiale sono riusciti a riproporsi sul terreno politico già un anno e mezzo dopo la fine del conflitto e a costruire un partito capace di affermarsi come presenza stabile nelle istituzioni rappresentative per poi trasformarsi in forza di governo”.
Bocca non si chieda: “Tornerà il fascismo”?  Tranquillo c'è sempre stato.              

Pier Giorgio Francia

 

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