Venerdi, 12 Marzo 2010
LA FEROCITÀ DELL'ISLAM  Segnala

islam.jpgIn questi giorni si continua a dare spazio su i media e sui programmi televisivi, anche per le minacce fatte, al Presidente Berlusconi, alla Santanché, alle ragazze mussulmane che vogliono integrarsi e – magari – sposarsi con un infedele – ed altro. La lista è lunga. Ma non basta. L'arroganza che questi Imam hanno nelle trasmissioni – delle nostre TV - è poca cosa alla vera “faccia” dell'Islam quello, integralista certamente, ma quello che “conta” per l'espansione del terrorismo.

Vi dico sinceramente – da studioso e da esperto – che questo silenzio mi preoccupa. Non voglio fare allarmismo, ma piuttosto cerco di capire il loro modo di porsi nei confronti di noi “infedeli” a casa nostra, il poco rispetto che ci portano, la mancata integrazione, la logica della strage che utilizzano per imporre il loro “pensiero (?)” Questo mi preoccupa e voglio, in questa mia analisi, far capire ai nostri politici, che si mettono in cattedra e “sparano” sentenze – meglio – “parolacce” contro coloro che hanno – giustamente – un pensiero diverso. Io consiglio che non basta conoscere o guardare in faccia un mussulmano per entrare nel loro “mondo” - un mondo medievale,  arrogante, opposto al mondo occidentale: un mondo “dettato” dalla Sharia, la legge coranica scritta da Maometto.   

“Massacro nelle Filippine, 46 i morti: “E' salito a 46 il numero dei morti nel massacro avvenuto ieri sull'isola di Mindanao, nel sud delle Filippine, dove un centinaio di uomini armati ha sequestrato e ucciso politici e giornalisti. L'esercito di Manila ha annunciato di aver trovato e recuperato altri cadaveri di ostaggi uccisi e interrati nella zona del villaggio di Salman ad Ampatuan, nella provincia di Mindanao, teatro della strage. "I nostri esperti sul posto hanno recuperato 46 cadaveri in totale”. Questa l'ultima notizia “cruda” di una strage avvenuta nell'isola di Mindanao, nelle Filippine, un'isola completamente di religione mussulmana.

Aggiunta alle notizie che ogni giorno arrivano dall'Iran, dall'Iraq, dal Pakistan, dall'Afghanistan e dagli altri paesi del Medio Oriente, credo che sia troppo! Le “belve” islamiche continuano ad uccidere e lo fanno usando auto imbottite di tritolo, uomini “martiri” e, dopo l'evoluzione della seconda Intifada in Palestina, donne kamikaze di Hamas che affiancandosi agli uomini e ai ragazzi, hanno avuto riservato il “privilegio” di essere presenti in tutti gli attentati più efferati. Le “vedove nere” stanno manifestando una terribile crudeltà e una terrificante ferocia.

islam_prayer.jpgLe ragioni? Tutti questi massacri sono “coordinati (?)”, pensati e collegati dalla diffusione di pubblicazioni islamiche radicali, in Rete e non, rivolte agli aspiranti martiri della “jihad” , per combattere la guerra d'espulsione del nemico dai territori mussulmani, mentre alle donne, attraverso la convinzione, fanno nascere nella loro coscienza (proprio alle donne a cui è negata l'autonomia di innamorarsi, è negata la patente di guida, il voto, il viso scoperto e la libertà è limitata da resistenze di chi non vuole aperture), “l'ideologia” persuadendole, che nella “guerra santa” , è necessaria la fede, e dunque, (che) sono uguali all'uomo nello svolgimento del loro “dovere” secondo il consenso dei quattro Imam delle quattro scuole giuridiche: “Esse sono il soldato che porta la sua borsa di cartucce e le sue armi in spalla, per precauzione contro ogni attacco nemico [,,,] La mussulmana combatte la jihad finanziandola, aspettando il marito combattente, educando i figli e ciò che Dio ama, esortando l'uomo nelle parole, nell'azione, nella convinzione e nell'appello”.

Dunque, tattica opportunistica e/o evoluzione ideologica nella “rilettura” della Sharia? Parità tra uomini e donne, così poco care all'islamismo radicale e al salafismo ultraconservatore che lo ha nutrito, oppure il ricorso a delle logiche “antiche”, quella del matriarcato, per conferire alla donna , attraverso stolte convinzioni, la parità dei sessi al solo uso delle armi, per incrementare le file dei nemici di Obama e dei suoi alleati e di tutto il mondo occidentale?

È  proprio da questi integralisti, fanatici, chiassosi e violenti, che irrompendo dalla pubblicistica dell'Islam radicale a quella dell'Islam moderato - composto di impauriti e silenziosi – sono nate le le azioni terroristiche dal'11 settembre - in poi - segnando un punto di svolta destinato a lasciare tracce indelebili non soltanto nell'ideologia dei suoi movimenti, ma anche, nel Corano attraverso la ricerca dei semi dell'integralismo che sono poi le ragioni che dettero vita alla guerra in Iraq e alla necessità di distruggere il terrorismo sempre più intraprendente e disumano. Non dimentichiamoci che per i fondamentalisti islamici la vendetta è una pietra miliare della loro cultura.

Quello che noi definiamo terrorismo per i “santi di Allah” e per il mondo mussulmano è legittima rappresaglia contro l'aggressore. Ma, non solo, molti arabi sono convinti che il Corano incoraggia a trucidare il nemico per autodifesa.

Ed ancora, cito a memoria, tra i molti eventi mostruosi, il massacro che fecero i terroristi Ceceni nella scuola in Ossezia del Nord, a Beslan in un tragico e disumano primo giorno di scuola, dove centinaia di bambini furono eliminati come “cose inutili” dopo essere stati trattati “da cose inutili”.                              

Ancora un altro terribile ricordo – non c'è estinzione nella memoria per questi terribili atti di terrorismo – l'agghiacciante attentato all'hotel Hilton di Taba, sul Mar Rosso, a pochi chilometri dal confine israeliano nella zona demilitarizzata del Sinai, portato a conclusione con l'utilizzo di almeno una tonnellata di esplosivo per non fallire la strage, “costruita” al culmine della festività del Sukkot.

Ricordati questi fatti non credo in un Islam buono e in un Islam cattivo. Residente per anni in quel mondo, Arabia Saudita, Kuwait ed in Medio Oriente ho “vissuto” la “jihad” interiore di quei popoli che oppone i cattivi dai buoni, impauriti e silenziosi – i buoni – ma ho anche vissuto e assistito a tagli di testa, di mani; donne lapidate per “adulterio”, perché vittime di stupro, e arroganza, tanta arroganza, che aveva messo fuorilegge l'allegria.

islam_dominate.jpgCapisco che il mondo mussulmano è in crisi e in questa crisi stanno trascinando i resti del mondo ma se non finiamo di considerare l'Islam, ed i suoi seguaci, una religione che attraverso il suo Dio non condannerebbe mai gli adepti di altre religioni finiremo per essere inglobati dal loro totalitarismo, dalla sua ferocia, per cadere in una morte celebrale che ci porterà dritti alla controversia e all'abbattimento del libero pensiero e alla distruzione della nostra cultura.

La sinistra italiana che ancora non ha capito (?) – o gli fa comodo non capire – e/o si ostina a non arrivare alla comprensione intellettuale che è giusto avere “uomini di pace” in Iraq, Afganistan e in tutti gli altri paesi, dove il fondamentalismo islamico impone la sua “jihad” - ho l'impressione che lo faccia a prescindere - solo per combattere e ridicolizzare i nemici occidentali. Il buon senso mi obbliga a porre a Bersani, Bindi, Ferrero, Di Pietro e a tutte le “mezze calze” che utilizzano l'opposizione per conquistare immeritatamente delle poltrone, alcune domande: Perché i mussulmani chiamano noi cristiani e gli ebrei figli di scimmie e di maiali? Perché le donne saudite hanno meno diritti di un'automobile? Perché per i mussulmani ridere è sconveniente? Perché l'Islam è la religione che produce terrorismo e violazione dei diritti umani? Ma, soprattutto, perché il Corano giustifica la violenza terroristica?

E queste non sono le sole domande che vorrei fare e non faccio. Perché? Per non farmi dare dello “stronzo” .  

 Pier Giorgio Francia

 

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