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la notte dei bambini

Se il bullismo venisse affrontato come di dovere non ci sarebbero scuole con bulli e vittime. Il problema nasce soprattutto dal fatto che nessuno scrive di bullismo come si deve, ma solo come si conviene. A tutti interessa soprattutto vendere, giornali, libri, storie, siti, pubblicità. Ma a chi interessa davvero il problema della vittima e del bullo? A pochi, insegnanti compresi che vedono solo il problema e non si accorgono che vittima e bullo hanno bisogno di interventi seri, fruttiferi che mettano in pratica logiche importanti per concrete situazioni di trattamenti scolastici.

Gli insegnanti avrebbero bisogno di esperti per essere formati, ma chi li forma se gli esperti non hanno intenzione di risolvere il problema ma solo di scrivere a volte pochezze senza senso e soprattutto senza congruenza. Il problema andrebbe affrontato sul nascere e invece si aspetta che tutto diventi irrimediabile e gli interventi non servono più a niente e c’è bisogno di tecniche invasive, a volte molto severe. Gli interventi potrebbero essere flebili laddove tutti si impegnassero a risolvere il problema come si deve e invece bisogna sempre arrivare alle strette ed i bambini soffrono. Soffre la vittima ma soffre anche il bullo che viene punito sempre e troppo severamente. Bisogna inventare interventi mirati che possano fermare o almeno arginare il problema del fenomeno bullismo che dilaga a macchia d’olio in tutte le nazioni. In tutte le scuole, in tutte le istituzioni, in tutti i luoghi di incontro di bambini. Presto muoviamoci e non fermiamoci in questa crociata che ci vede tutti coinvolti per fermare il bullismo questo fenomeno sociale molto difficile da affrontare. Sembra un male incurabile, ma la prevenzione ci può salvare, solo la prevenzione fatta nelle scuole e nei ritrovi dei ragazzi che giorno per giorno vivono esperienze bellissime ma a volte drammatiche a causa dei bulli.