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I giocatori del settore giovanile del Napoli

Come tutte le grandi squadre del campionato di massimo livello italiano anche il Napoli ha un settore giovanile da tenere sempre d’occhio. Il settore giovanile fa riferimento al Campionato Primavera 1 che è la competizione calcistica giovanile più importante nel panorama italiano. Questo campionato è organizzato dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A, ed è disputato dalle formazioni giovanili più forti, l’unica importante condizione per potervi partecipare è che le società, a cui appartengono le aree giovanili, deve avere le squadre maggiori iscritte al campionato di serie A o B. Il Campionato giovanile nasce nella stagione 1962-63 e va a sostituire il Campionato Cadetti, a cui partecipavano i giocatori che non avevano compiuto ancora il 19 anni, visita il sito https://www.calcionapoli24.it/calcio_mercato/ per saperne di più.

Negli anni la Rosa giovanile ha regalato grandi campioni al Club Partenopeo, il primo grande risultato dell’area giovanile, ancor prima che nascesse il Campionato Primavera 1, fu Attila Sallustro. Attila iniziò a giocare a calcio all’età di otto anni, arrivando giovanissimo tra le prime file del Napoli. Si può dire che il grande Napoli sia nato con lui, Sallustro è in campo nelle prime partite della SSC nella stagione 1926, una stagione non proprio fortunata per la squadra che totalizza un solo punto in diciotto giornate. Ma negli anni successivi la squadra scalò la classifica anche grazie a lui.

Sallustro non è il solo grande giocatore del club arrivato dal settore giovanile, negli anni ‘80 la giovane rosa vide nascere un grande giocatore napoletano: Ciro Ferrara che milita tra le file della maggiore squadra dal 1984 al 1994, vivendo al pieno il periodo Maradona e dei grandi successi del SSC con le conquiste degli scudetti. 

Dopo alcuni anni di crisi a metà degli anni ‘90 il settore giovanile del Napoli è pronto a lanciare nel campionato di massima serie altri grandi giocatori come Fabio Cannavaro, oggi considerato uno dei migliori difensori della storia del calcio. Cannavaro passa dalle giovanili alla squadra maggiore nel 1992 e vi resta fino al 1995, poi gioca per vari club italiani fino al 2006, anno in cui viene acquistato dal Real Madrid, ritorna poi in Italia nel 2009 giocando nella Juventus. Chiude la carriera da giocatore nella stagione 2010-2011 nella Al-ahli società calcistica degli Emirato Arabi. 

Dopo gli anni novanta il settore giovanile ha avuto un crollo fino ad arrivare al fallimento del 2004. Con l’arrivo del presidente Aurelio De Laurentiis anche il settore giovanile rifiorisce ritornando man mano a partecipare di nuovo ai tornei e alle competizioni nazionali destinate ai reparti giovanili delle squadri maggiori.

I cocktail più famosi a base di rum

Il rum è un superalcolico ottenuto dalla distillazione della melassa della canna da zucchero. Una bevanda molto apprezzata che nei secoli è stata impiegata in molte preparazione, dando vita a numerosi cocktail, alcune di queste bevande hanno avuto più fortuna di altre riscuotendo un successo mondiale. Vediamo insieme quali sono i 5 cocktail più famosi a base di rum.

Mojito

Bevanda cubana, sicuramente, la più famosa di quelle preparate con il rum. Il mojito è uno dei cocktail più antichi e i suoi ingredienti sono tutti facilmente reperibili a Cuba, e altrove. Già ai tempi dei pirati era famosa una bevanda preparata con zucchero di canna, succo di lime e rum grezzo.

Il Mojito cubano nasce come bevanda rifrescante e per questo troviamo come suo ingrediente caratteristico la menta, la quale non deve essere menta selvatica ma una menta più delicata che deve essere pesta leggermente affinché non sprigioni un sapore troppo forte. La ricetta prevede: 4 Cl di rum bianco cubano, 3 Cl di succo di lime, 7 foglioline di menta, 2 cucchiai di zucchero di canna bianco raffinato, ghiaccio e soda. Basta mescolare due cucchiaini di zucchero di canna bianco e il succo di mezzo lime, dopodiché aggiungete la menta, schiacciate delicatamente, aggiungete il ghiaccio, il rum e completate il tutto con della soda. Il segreto per una buona ricetta è avere un rum pregiato e di grande qualità.

Piña Colada

Piña Colada vuol dire letteralmente “ananas pressato”, è un cocktail a base di rum bianco molto dolce che nasce a Porto Rico, anzi può essere definito la bevanda nazionale portoricana. Secondo i racconti fu inventato all’inizio dell’800 da un terribile pirata, Roberto Cofresí, il quale per infondere coraggio ai suoi umani preparava questo bevanda dolce di ananas e rum. La Piña Colada così come la conosciamo e beviamo oggi risale al 1963 quando Don Ramon Portas Mingot del Barrachina ufficializzò la ricetta che viene usata ancora oggi, ovvero: 3 cl di rum bianco, 9 cl di succo d’ananas e in più 3 cl di latte di cocco, il tutto frullato con del ghiaccio e servito in un bicchiere Hurricane, e se si vuole si può guarnito con una fetta d’ananas.

La Piña Colada ha anche la sua variante analcolica la Virgin Colada: basta eliminare dalla ricetta il rum e usare solo il latte di cocco e il succo di ananas.

Mai Tai        

Mai Tai in tahitiano significa semplicemente “buono”. Nato nel 1944 in California in un locale polinesiani. È un cocktail molto alcolico, deciso e potente in cui il sapore del rum è prepotente ed importante proprio per questo motivo per un buon Mai Tai la cosa più importante è avere un rum di grande qualità. La ricetta mescola insieme 4 cl di rum bianco, 1,5 cl di orange curaçao, 1,5 cl di sciroppo di orzata e 1 cl di succo di lime fresco e solo alla fine si aggiunge 2 cl di rum scuro.

   

Havana Zombie

È l’unico cocktail a prevedere nella ricetta tutti e tre i tipi di rum: scuro, chiaro e bianco. Una bevanda nata nel 1934 che ben presto diventata molto famosa, la sua ricetta rimase segreta per un po’ di anni ma bene presto la ricetta fu di dominio pubblico. Per la sua preparazione occorrono: succo di un lime, 5 cucchiai di succo di ananas, 1 cucchiaino di sciroppo di zucchero, 1 parte di rum bianco, 1 parte di rum chiaro, 1 parte di rum scuro, 4-5 cubetti di ghiaccio. Il tutto ha il via mescolando energicamente tutti gli ingredienti e poi versare il tutto, senza filtrare, in un bicchiere alto.

Cuba Libre

È cocktail a base di rum più facile da preparare, infatti, basta mescolare insieme solo tre elementi: rum, lime e cola. Per la buona riuscita della preparazione bisogna fare molta attenzione alle dosi degli ingredienti che vanno rispettate alla lettera, affinché, diano vita al giusto equilibrio tra i sapori. Il nome di questo cocktail deriva dalle grida di gioia dei cubani che dopo aver combattuto a fianco degli Stati Uniti ottennero nel 1898 la libertà dall’isola dalla Spagna. Dopo la liberazione l’isola iniziò subito scambi commerciali con gli Stati uniti e tra i primi prodotti ad entrare a Cuba ci fu, appunto, la Coca Cola che poi è alla base di questo cocktail.