Martedi, 07 Settembre 2010
S. CIRILLO, IPAZIA DI ALESSANDRIA E “AGORÀ” DI ALEJANDRO AMENÁBAR  Segnala
ipazia3.jpgAvevo già studiato la vita, le opere e la tragica fine di Ipazia di Alessandria figlia di Teone, rettore della famosa biblioteca di Alessandria, filosofi entrambi neo-platonici, studiosi particolarmente di Plotino. Finalmente, grazie ad un film dello spagnolo Amenàbar, “Agorà”, si riscopre questa figura di grande filosofa, matematica ed astronoma della fine del 4°, inizio 5° secolo d. Cristo.
L’impero romano d’occidente, ormai decadente, aveva accettato, dopo l’ultima grande persecuzione del 303- 306 di Diocleziano, la religione cristiana nel 313 con l’editto di Costantino e, dopo soli 80 anni era stata dichiarata “religione di stato” con l’imperatore Teodosio 1°. Iniziarono così le persecuzioni al contrario contro i pagani, gli ebrei ed i cristiani di altro orientamento.
Senza addentrarci nel ginepraio delle “eresie” dei primi secoli tra giudeo-ortodossi-cristiani, giudeo-ellenisti-cristiani , ellenisti-cristiani, gnostico-cristiani, ariani, montanisti, manicheisti, eresie trinitarie e cristologiche e così via,  di cui ancor oggi si pagano le conseguenze, cerchiamo di analizzare le situazioni di allora per , eventualmente, farne un parallelo odierno.
-L’impero era in piena decadenza, la pressione dei popoli barbari era forte e da lì a poco (nel 410) i Vandali sarebbero penetrati attraverso la Spagna fino a Cartagine ed Ippona di S.Agostino.
Alessandria d’Egitto era la seconda città per importanza, dopo Costantinopoli) dell’impero d’oriente ed insieme ad Antiochia una delle sedi patriarcali (le altre erano Roma e Gerusalemme).
 Si erano già svolti, nel 325 e 385, per volontà degli imperatori, i  primi due concilii (Nicea e Costantinopoli), i quali avevano difeso la fede trinitaria, formulandola nella preghiera del Credo, chiamato anche “Simbolo niceno-costantinopolitano”; una preghiera nella quale furono espresse, in modo essenziale, le verità in cui credono tutti i cristiani ancora oggi..Il primo in particolare difese la divinità di Gesù dall’eresia alessandrina di  Ario che negava l’ essenza divina di Gesù. Il secondo la consustanzialità dello S.Santo con Dio e Gesù.
Gli altri due, successivi all’evento di Ipazia, (Efeso nel 431 e Calcedonia nel 451) hanno chiarito la principale verità su Gesù Cristo: egli è l’unigenito Figlio di Dio, vero Dio e vero uomo. Sbagliano coloro che riducono Gesù solo ad un uomo, negandone la divinità; sbagliano coloro che negano la reale umanità di Cristo, riducendola ad un’apparenza.
In questo contesto di animi accesi, un vescovo, noto per la sua indole violenta ed intollerante, opera con una sorta di guardia personale, i “parabolani”= “votati alla morte” per la conversione alla “vera fede” = ortodossi, contro tutti gli avversari, politici e religiosi (pagani, ebrei e cristiani eterodossi). Questo vescovo, poi fatto santo e dottore della chiesa è Cirillo di Alessandria, il quale, dopo essersi macchiato del sangue (seppur come mandante) di Ipazia, fu successivamente  protagonista in negativo del 3° concilio, quello di Efeso dove, grazie alla complicità della corte imperiale, fece condannare ed esiliare un grande teologo quale Nestorio vescovo di Costantinopoli.
Nel film si riproduce, volutamente, una analogia anche iconografica, tra  il tenebroso Cirillo ed i suoi seguaci e le immagini che ci giungono dal mondo islamico, in particolare l’Iran e soprattutto l’Afganistan dove il Mullah Omar potrebbe  tranquillamente vestire i panni di Cirillo nel film ed i talebani quello dei parabolani votati alla morte nel nome di Dio.
Essere votati alla morte e procurare la stessa nel nome di Dio, credo sia la forma più forte di bestemmia che si possa immaginare.
Questo bel film vuole essere un monito a tutti coloro che fanno dei princìpi religiosi, princìpi di intolleranza. Spiace però constatare che molti che fanno professione di tolleranza, comprensione ed apertura mentale, facciano dell’avversione alla religione una “guerra santa”. Per quanto mi riguarda questi sono  decisamente peggiori dei cirillo e dei parabolani annebbiati dal fanatismo ma non ipocriti.
Mauro Vittori

P.S. nella realtà la fine di Ipazia fu ben peggiore che nel film: dopo essere stata lapidata, fu scorticata ancora rantolante, le furono cavati gli occhi,  smembrata completamente ed i resti bruciati.
 

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